Iran, Media israeliani: “Colpita assemblea durante l’elezione del successore di Khamenei”

L’edificio dell’Assemblea degli esperti a Qom è stato “raso al suolo”. Lo ha scritto l’emittente israeliana Kan. La notizia è stata rilanciata anche dall’americana Fox News. Le immagini delle conseguenze dell’attacco, rilanciate dalla Cnn, mostrano il complesso e grandi colonne di fumo che si alzano dalla zona. Rispetto alle possibili vittime le ricostruzioni sono contrastanti. Canali Telegram, infatti, segnalano morti e feriti tra alcuni membri dell’assemblea, senza che tuttavia vi siano conferme ufficiali al riguardo. Ma la struttura sarebbe stata evacuata prima del raid israelo-statunitense. I membri del consesso avevano il compito di eleggere il nuovo leader, dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei. Frattanto, Iran e Medio Oriente sono in fiamme mentre si entra nel quarto giorno di guerra. Si è registrato un allarme dell’ambasciata statunitense a Riad per un imminente attacco nell’Arabia Saudita orientale.

Il Ministero degli Esteri saudita ha condannato l’attacco iraniano all’ambasciata Usa di oggi perché “codardo e ingiustificato”, annunciando che il regno adotterà tutte le misure necessarie per “proteggere la propria sicurezza, l’integrità territoriale, i propri cittadini compresa la possibilità di rispondere a un’aggressione”. Avvertimento all’Europa dell’Iran, dopo le dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili azioni difensive contro i missili iraniani sulle proprie basi nei Paesi del Golfo. “Un atto di guerra e una complicità contro gli aggressori”. È la definizione del portavoce del ministero degli Esteri iraniani Esmail Baghaei. Secondo la Mezzaluna rossa, il numero di vittime in Iran dell’attacco ferrato da Stati Uniti e Israele è salito a 787. L’Idf, le Forze di difesa israeliane, nella notte annunciano di avere colpito il quartier generale degli ayatollah a Teheran, “il più importante complesso del regime”. D’altro canto, secondo Iran International, “Mahmud Ahmadinejad è vivo, si trova in un posto sicuro”. L’ex presidente era stato dato per morto nei giorni scorsi. Intanto, Israele, dopo l’incursione via terra in Libano, lancia una serie di attacchi “su larga scala” a Teheran. Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Pentagono, ha dichiarato al Congresso che la campagna militare contro l’Iran è ben lungi dall’essere giunta al termine. “Vorrei sottolineare con forza – ha dichiarato Colby durante un’audizione davanti Commissione forze armate del Senato – che siamo nelle fasi iniziali di questa campagna”.

Nel frattempo, il presidente americano Donald Trump si è detto disponibile a impegnarsi con nuove autorità iraniane, se si insediasse un diverso Governo in seguito alla guerra. Intervistato da Politico, alla domanda se sia troppo tardi per lui prendere in considerazione la possibilità di lavorare con qualcuno in un nuovo governo, ha risposto: “No, non è troppo tardi”. Al momento, ha spiegato, “49 alti leader iraniani sono stati uccisi” ma “ne stanno emergendo di nuovi. Molte persone vogliono questo lavoro. Alcuni di loro sarebbero molto buoni”. Secondo il Wall Street Journal, Trump sarebbe aperto all’idea di sostenere gruppi in Iran disposti a imbracciare le armi per rovesciare il regime. Lo hanno riferito al quotidiano dei funzionari americani. Se realizzata, l’idea potrebbe trasformare le fazioni iraniane in forze di terra, sostenute almeno a parole da Washington. Il tycoon ha parlato domenica con i leader curdi e sta continuando a coinvolgere altri rappresentanti locali che potrebbero sfruttare la debolezza di Teheran. La portavoce della Casa Bianca ha confermato in una nota che il presidente americano ha parlato “con molti partner regionali” senza parlare esplicitamente degli obiettivi dell’amministrazione. I funzionari hanno affermato che Trump non ha ancora preso una decisione definitiva sulla questione, né sulla possibilità di fornire armi, addestramento o supporto di intelligence ai gruppi antiregime.

“Non avremo una guerra infinita qui. Il regime terroristico è nel punto più debole da quando ha strappato l’Iran al coraggioso popolo iraniano 47 anni fa. Questa sarà un’azione rapida e decisiva”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista rilasciata a Fox News. “Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L’Arabia Saudita avrà molto da guadagnare. Tutti questi Paesi sono minacciati dall’Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l’Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi”. Sul fronte delle alleanze fanno discutere le parole del presidente americano a proposito dell’impegno del Regno Unito. La “relazione speciale” fra Washington e Londra, alleanza storicamente privilegiata come nessun’altra sul fronte transatlantico, “non è più come quella di una volta”. Lo ha detto il presidente al tabloid britannico Sun, lanciando un nuovo attacco a Keir Starmer sullo sfondo dell’annuncio con cui il primo ministro laburista – dopo un iniziale rifiuto – ha concesso a scoppio ritardato l’uso di basi britanniche nel mondo agli americani nell’ambito del conflitto avviato da Washington assieme a Israele contro l’Iran, ma solo a scopi “limitati e difensivi”. Starmer “non è stato d’aiuto”, ha tagliato corto Trump, “non avrei mai creduto di vedere questo dal Regno Unito, un Paese che noi amiamo. è triste”. “La nostra era la relazione più solida fra tutte, ma ora abbiamo relazioni molto forti con altri in Europa”, ha aggiunto, citando esplicitamente “Francia e Germania”.

Intanto, il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della sua visita in Nord Macedonia, ha definito l’attacco in Iran “una campagna guidata dagli Stati Uniti e da Israele”. Rutte ha sottolineato che “molti alleati stanno fornendo un sostegno fondamentale anche senza far parte delle operazioni. Percepisco un ampio sostegno in Europa. Ho parlato al telefono con molti leader durante il fine settimana e anche all’inizio di questa settimana e ho chiaramente percepito che l’eliminazione delle capacità nucleari iraniane, della capacità missilistica balistica e anche la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti dei miei colleghi della Nato”. Rutte vuole essere esplicito: “L’Iran è vicino ad acquisire capacità nucleari e missilistiche balistiche, il che rappresenta una minaccia non solo per la regione, il Medio Oriente, compresa la minaccia esistenziale per Israele, ma anche un’enorme minaccia per noi qui in Europa”.

Rutte ha rimarcato che “l’Iran è un esportatore di caos e da decenni è responsabile di attacchi terroristici e tentativi di assassinio e posso dirlo per esperienza personale, avendo visto nel mio Paese membri della diaspora iraniana subire minacce da parte del regime iraniano. E mi riferisco al regime, non al popolo iraniano. Il problema è il regime”. Per Rutte, “la Nato non è coinvolta e il presidente Donald Trump non ha chiesto alla Nato di prendere parte alla campagna”, ha detto Rutte rispondendo alla domanda di un giornalista. “Posso però assicurarvi che la Nato difenderà ogni centimetro del territorio alleato. I nostri comandanti militari, i nostri uomini e donne in divisa lavorano giorno dopo giorno a questo scopo, utilizzando un approccio a 360 gradi, che include qualsiasi minaccia proveniente dal terrorismo, poiché anche la lotta al terrorismo è un compito fondamentale della Nato”.

Aggiornato il 03 marzo 2026 alle ore 18:17