Esplosioni a Gerusalemme: un morto

Due esplosioni, quasi simultanee. Una vittima – uno studente di 16 anni di origine canadese – e diversi feriti, alcuni dei quali verserebbero in gravi condizioni. È questo il bilancio di quanto accaduto in mattinata a Gerusalemme. Una prima deflagrazione è stata registrata nella porta occidentale della città, all’altezza di una fermata dell’autobus. L’altra, invece, è avvenuta in prossimità di uno degli ingressi settentrionali, in un’ora di punta dove il traffico stradale era intenso.

Immediatamente, è stato elevato lo stato di allerta nel Paese, mentre sta proseguendo la caccia agli attentatori. Un ufficiale della polizia, a una radio pubblica, ha detto: “Finora non abbiamo compiuto arresti, ma stiamo effettuando numerosi controlli. Da molti anni non vedevamo ordigni del genere”. Ordigni che, secondo quanto trapelato, includevano viti, chiodi e biglie e che sarebbero stati attivati a distanza – secondo i media – con dei telefoni cellulari. Un dirigente della Jihad islamica, citato dalla radio pubblica israeliana Kan, avrebbe sostenuto che le esplosioni sono “operazioni eroiche” per ricordare agli israeliani che i luoghi santi islamici rappresentano “una linea rossa” che non deve essere oltrepassata.

Intanto, non appena la notizia si è diffusa, sono giunti i commenti dal mondo della politica. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha twittato: “L’Italia condanna con fermezza i vili attacchi terroristici a Gerusalemme. La violenza contro i civili è un atto criminale. Esprimo solidarietà al Governo dello Stato d’Israele e alle famiglie delle vittime”.

“Sgomenta per l’attacco di oggi a Gerusalemme. Famiglie innocenti che si recano al lavoro e a scuola non dovrebbero mai essere vittime della violenza. Il terrore porta solo tragedia e distruzione. Non è mai una soluzione. I miei pensieri sono rivolti alle vittime e alle loro famiglie” sono state le parole della presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola.