“La proprietà immobiliare produce”. È attorno a questa formula, tanto semplice quanto politica, che Confedilizia ha costruito la propria assemblea annuale. Un messaggio che vuole ribaltare la narrazione degli ultimi anni, nella quale la proprietà immobiliare è stata vista quasi esclusivamente come una fonte di tassazione, un privilegio da limitare o un problema sociale da gestire. La proprietà immobiliare rappresenta una delle infrastrutture economiche e civili più importanti del Paese. Produce ricchezza, occupazione, investimenti, manutenzione urbana, gettito fiscale e offerta abitativa. Ma non solo. Produce anche sicurezza, stabilità sociale e fiducia nel futuro. Dietro il concetto di proprietà, soprattutto in Italia, non vi sono soltanto grandi patrimoni o gruppi finanziari. Vi sono soprattutto famiglie, pensionati, lavoratori e piccoli risparmiatori che hanno investito in una casa i sacrifici di una vita. Un appartamento acquistato lentamente, spesso con mutui pluridecennali. Un negozio costruito dopo anni di lavoro. Un immobile dato in affitto per integrare una pensione sempre più fragile. Per questo difendere la proprietà non significa proteggere un privilegio, ma tutelare il risparmio privato, il ceto medio e la responsabilità individuale.
Sul tema è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, impossibilitata a partecipare direttamente all’assemblea ma presente con un messaggio scritto. “Confedilizia rappresenta, da sempre, una realtà radicata nella società e che dà voce alle famiglie italiane che hanno investito i propri risparmi in un bene fondamentale: la casa. Per troppo tempo, però, i proprietari di casa sono stati trattati come cittadini di serie b”, ha scritto la premier. Meloni ha poi criticato duramente il dibattito pubblico legato agli sfratti e alle occupazioni abusive: “Pensate al dibattito surreale che si innesca ogniqualvolta si affronta il tema degli sfratti o dello sgombero delle case occupate: i proprietari vengono etichettati come nemici di classe, gente insensibile ai diritti di morosi e abusivi. Una narrazione ideologica, che calpesta sia i diritti dei proprietari ma anche di chi una casa vorrebbe averla”. Nel messaggio inviato all’assemblea, la presidente del Consiglio ha inoltre collegato la tutela della proprietà privata anche al funzionamento del mercato immobiliare: “Perché se i proprietari sanno che i loro diritti non verranno difesi dallo Stato, allora le case disponibili saranno sempre meno e i prezzi sempre più alti. Ecco perché, fin dal nostro insediamento, stiamo lavorando per spezzare questo circolo vizioso e ribaltare il paradigma. Per difendere le persone oneste, non chi viola la legge e spera anche di rimanere impunito”.
Aggiornato il 20 maggio 2026 alle ore 14:44
