Il “vero” Friedrich Nietzsche
Foto: Wikimedia Commons

Friedrich Nietzsche ha un momento di glorificazione radicale ha scavalcato i filosofi moderni e contemporanei. Bisognerebbe capire la ragione di questa esaltazione. Perché Nietzsche è così ampiamente valutato? Elementare: in quanto percepì tutti i mali della società odierna. Percepì il dominio del commercio, dell’uomo utilitaristico, ma soprattutto l’abbassamento della qualità dovuta alla democrazia e al socialismo e, in maniera valoriale, dell’Occidente al Cristianesimo egualitarista. Per Nietzsche, nel momento in cui il povero, il malato diventano oggetto e soggetto delle attenzioni sociali e degli scopi della società, la società si annienta. Nel momento in cui vi è l’alleanza del produttore di merci e il consumatore di massa, la società è finita, in quanto, il destinatario essendo la massa, svilisce il valore, perché il valore deve abbassarsi alla massa. E questo avverrebbe anche sul terreno artistico e culturale. Trionferebbe il “filisteo colto” e insomma il predominio della gente comune, dei “ciandala”. Contro questa società, Nietzsche forgia il “proprio” razzismo. Un razzismo universale, che non ha nulla a che vedere con le religioni, la pelle e quant’altro.

È un razzismo qualitativo. O si è uomini superiori, anzi “superuomini”, o si è “ciandala”, uomini qualsiasi da far sopravvivere, ma sostanzialmente schiavizzare. È tra i razzismi estremi, nel senso detto, mai concepiti. E non bisogna confonderlo con il razzismo corrente, volgare, che Nietzsche rifiutò. Ma è un razzismo spietato. Addirittura, Nietzsche perviene alla concezione delle caste induiste, una separazione netta tra gli esseri umani, ripeto: il più spietato razzismo concepito in epoca moderna, che si richiama, ovviamente, sia all’Induismo sia al mondo greco e romano. Allora, perché Nietzsche è così celebrato oggi? Per due motivi totalmente distinti. Il primo è la percezione del decadimento culturale ed estetico della nostra epoca. Il secondo è curioso e merita considerazione: proprio il piccolo borghese o non soltanto il piccolo borghese che Nietzsche dispregiava, ritenendosi ammiratore di Nietzsche e nietzschiano, ritiene di essere il “superuomo”. E magari tratta male la cameriera, considerandosi al di là del bene e del male. L’incredibile paradosso della nostra epoca è che Nietzsche è diventato l’autore prediletto dalle persone che egli disprezzava. Ma Nietzsche è responsabile di questo equivoco, involontariamente, certo. A parlare di “superuomo” e di al di là del bene e del male, qualsiasi individuo che si mostra superiore facendo del male prossimo si considera nietzschiano e superuomo. Tutto l’opposto del vero Nietzsche. Su questo equivoco del piccolo borghese nietzschiano, ho scritto nella mia biografia su Friedrich Nietzsche, Ho ucciso Dio - Nietzsche (1985, Dino Editore).

Aggiornato il 18 settembre 2026 alle ore 16:52