Venezia 83, il primo giorno è di George Clooney
Foto: Ansa

Leone d’oro e cinema politico al Lido

Il primo giorno dell’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha avuto soprattutto un protagonista: George Clooney. Ieri, mercoledì 2 settembre, il Lido ha riacceso i riflettori sul grande cinema internazionale con una giornata che ha mescolato glamour, impegno civile e riflessione sul potere dei media. Il momento centrale è arrivato in serata, nella Sala Grande del Palazzo del cinema, con la cerimonia inaugurale condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas e la consegna a Clooney del Leone d’oro alla carriera. A introdurre l’attore, regista e produttore americano è stata Laura Dern, sua amica e collega in Jay Kelly, film presentato proprio a Venezia lo scorso anno. Un riconoscimento che celebra una carriera capace di attraversare Hollywood alternando grandi successi popolari, cinema d’autore, regia e produzione. Sul palco Clooney ha ringraziato la moglie Amal Alamuddin e i figli Ella e Alexander, ma ha anche trasformato il premio in un’occasione per difendere il ruolo degli artisti e la libertà di espressione, sottolineando la capacità del cinema di creare empatia e di opporsi a chi alimenta paura e divisioni.

Poi la parola è passata allo schermo. Ad aprire il Concorso è stato Ink di Danny Boyle, presentato in prima mondiale. Interpretato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy e tratto dal testo teatrale di James Graham, il film ricostruisce l’acquisizione del Sun da parte di Rupert Murdoch nel 1969 e la rivoluzione che trasformò il quotidiano britannico in un fenomeno popolare. Una storia sul giornalismo, sul sensazionalismo e sulla ricerca esasperata del pubblico che inevitabilmente parla anche al presente, interrogandosi sul rapporto tra informazione, potere e consenso. È stata così un’apertura già fortemente politica per una Mostra che, sotto la direzione di Alberto Barbera, promette di portare sullo schermo guerre, migrazioni, crisi democratiche e trasformazioni sociali. A giudicare i film sarà la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal. Tra arrivi in motoscafo, fotografi, abiti da sera e prime mondiali, Venezia ha ritrovato ieri il rituale del grande cinema. Ma il messaggio della giornata inaugurale è apparso chiaro: dietro il red carpet, quest’anno, il Lido vuole soprattutto guardare alle inquietudini del mondo.

Aggiornato il 03 settembre 2026 alle ore 16:08