Il 23 agosto ha preso il via la XVII edizione del Festival delle Storie, nato da un’idea di Vittorio Macioce, giornalista e scrittore profondamente legato alla Valle di Comino, insieme a Rachele Brancatisano, entrambi con un unico obiettivo: riportare la cultura nella valle e fare della propria terra un luogo di incontro.
Dopo17 anni il Festival è cresciuto ogni anno, il programma del 2026 è ricco di eventi che avranno luogo tra Frosinone e il Parco nazionale d’Abruzzo. Previsto anche l'intervento del nostro direttore Andrea Mancia per la giornata conclusiva che si terrà sabato 29 agosto alle ore 20.00 presso il Cortile di Palazzo Ducale per parlare di “controrivoluzione e identità” insieme a Giovanni Orsina e Adelchi Battista. Per la giornata inaugurale il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato un messaggio che pubblichiamo di seguito.
Carissimi,
mi dispiace molto non poter esser con voi nella splendida Val di Comino per la giornata inaugurale della diciassettesima edizione del Festival delle Storie, ma ci tenevo a farvi arrivare il mio saluto e il mio contributo. Anche quest’anno, il Festival delle Storie torna a raccontare uno dei tasselli della bellezza più autentica della nostra Nazione. Quella bellezza che se ne sta un po’ in disparte, fuori dai circuiti di massa o più rinomati, ma che incarna l’anima profonda dell’Italia. E lo fa in un modo semplice ma efficace: attirando le persone tra antichi borghi e castelli, riempiendo vie e piazze che in pochi percorrono, raccontando storie che lasciano un segno. Storie che vale la pena condividere, perché parlano di una precisa idea della vita, del senso di comunità, del rapporto con il territorio, dell’amore per la natura, dello sguardo per il sacro. In passato sono stata ospite del Festival e, da allora, sono convinta che il suo successo dipenda proprio dalla formula scelta: accendere i riflettori su territori che hanno tanto da dire ma che sono meno conosciuti di altri; scommettere su un evento itinerante che ogni giorno cambia borgo; costruire un palinsesto che ogni sera svela qualcosa di nuovo. Come uno scorcio senza tempo, una perla naturalistica, un castello millenario, un’eccellenza enogastronomica o uno scrigno di fede e spiritualità. Tesori di cui la Ciociaria è ricchissima. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Di uomini e donne che, nel corso del tempo, hanno saputo portare il nome di questa terra nel mondo. Una terra superba e orgogliosa, non sempre raccontata per quello che è realmente ma che merita di essere vissuta, conosciuta, valorizzata. Anche per questo il Festival ha un merito particolare, perché ci porta alla scoperta della Ciociaria più vera.
È proprio partendo da questi territori che il Governo ha scelto di dedicare un’attenzione particolare ai borghi, ai piccoli Comuni a vocazione turistica, alle aree interne. Luoghi del cuore e dell’anima, che conservano le nostre tradizioni, proteggono la nostra identità, offrono servizi di grande qualità e custodiscono un potenziale che è nostro compito liberare. Il Festival delle Storie racconta esperienze che spesso, proprio nella loro semplicità, riescono a dire qualcosa a tutti noi. E quest’anno, a ottocento anni dalla nascita al cielo di San Francesco, questa rassegna non poteva che essere dedicata al Poverello d’Assisi, “il più amabile, il più poetico e il più italiano de’ nostri santi”, come lo ha definito Vincenzo Gioberti. Un uomo che ha lasciato tutto per trovare tutto; un Santo che ha insegnato al mondo la gioiosa semplicità dell’amore; un italiano che ha forgiato l’identità di un intero popolo.
Ad indicare la rotta del Festival è il Cantico delle Creature, il testo poetico più antico della letteratura italiana, il componimento che ha tracciato la strada che ha guidato Dante, Petrarca, Boccaccio e ha reso grande e conosciuta in tutto il mondo la nostra lingua. Un’opera che tutt’oggi conserva la sua unicità e sprigiona la sua immensa potenza culturale. Il Festival raggiungerà sette borghi della Val di Comino, ognuno dei quali ospiterà un evento dedicato a una delle creature che Francesco ha lodato. Un viaggio che passa da luoghi diversi, ma che in qualche modo ci porta anche dentro di noi. Ci mette davanti a volti, immaginari e sogni. E ci offre l’occasione di fermarci un attimo, di ascoltare e di guardare con più attenzione quello che abbiamo intorno. Troppo spesso, infatti, non ci accorgiamo della meraviglia che abitiamo. Ed è prezioso che ci sia qualcuno che ce lo ricordi e che ci dia, anche solo per qualche ora, nuovi occhi per apprezzare pienamente quello che ci circonda. Perché è da questa consapevolezza che può nascere il desiderio di diventare noi stessi cantori di bellezza, per prenderci cura dei nostri luoghi e sentirci pienamente parte di una comunità. Che è fatta di tanti tasselli, ma che non può prescindere dalla ricchezza di quei territori che da sempre custodiscono e tramandano la nostra identità più vera.
Buon Festival a tutti!
Giorgia Meloni
Aggiornato il 25 agosto 2026 alle ore 11:42
