Woody Allen torna dietro la macchina da presa. Il maestro del cinema, che il 30 novembre compie 91 anni, gira a Madrid il suo cinquantunesimo lungometraggio, una commedia romantica i cui ingredienti sono intrigo e infedeltà. “Ma questo lo si vedrà quando il film sarà fatto e tutti i pezzi saranno messi insieme, per capire se soddisfa le mie aspettative”. Presentando il progetto ai Tratros del Canal, nella capitale iberica, il regista newyorkese ha detto che voleva “un’atmosfera diplomatica e Madrid è bella, elegante, sembrava un luogo logico per ambientare la storia”. Allen ha spiegato che aveva già pensato alla città quando gli è arrivata la proposta di girare in Spagna, dove aveva già ambientato Vicky Cristina Barcelona nel 2008, uno dei suoi film più riusciti, interpretato da Rebecca Hall, Scarlett Johansson, Javier Bardem e, soprattutto, Penélope Cruz, premiata con l’Oscar per la Miglior attrice non protagonista. Allen è tornato in Spagna, a San Sebastian, nel 2020 per girare il cinefilo Rifkin’s Festival. Un fatto è evidente: per il cineasta è il ritorno dietro la cinepresa dopo anni di silenzio, segnati dalle accuse mosse nei suoi confronti dalla figlia Dylan e dal dibattito riacceso dal movimento #MeToo. Allen ha confermato anche la sua intenzione, già annunciata nel 2023, di ritirarsi dal cinema: “Ho detto che sarei andato in pensione e voglio farlo. Fare un film è estenuante”. Ma questo progetto “era troppo appassionante” per lasciarlo scappare, ha chiarito. Il regista di Io e Annie (Annie Hall) ha rivelato che aveva già in mente l’idea della sceneggiatura quando è arrivata la proposta di realizzarla a Madrid.
La produzione ha ricevuto un sostegno pubblico di 1,5 milioni di euro della Comunità di Madrid, mentre il Comune garantirà anche supporto logistico alla distribuzione. In cambio, il film dovrà promuovere la regione a livello internazionale e il futuro titolo – che come ha spiegato Allen non è ancora stato deciso – dovrà includere Madrid. “Finché non avrò finito il film, non gli darò un titolo”, ha assicurato il regista. “Se uno ha molta fiducia in quello che ha fatto, gli dà un titolo aggressivo; se uno è un po’ spaventato ne sceglie uno più prudente”, ha osservato. “Mi è sempre piaciuta Madrid. Mi piace la sua luce, la sua atmosfera, le sue strade”, ha insistito. Interrogato sulla situazione politica attuale a livello globale, il regista di Zelig si è detto “profondamente preoccupato” per il ritorno del fascismo. “Credo che il mondo attraversi una fase molto critica in questo momento, e mi sono sempre opposto all’ascesa del fascismo in tutte le sue forme: sia nel Governo, naturalmente, sia nel teatro, nella censura, nella letteratura e in qualunque altro ambito”, ha replicato. Ma ha evitato di rispondere a una domanda sulle proteste per il diritto alla casa in corso in Spagna e, in particolare, l’accampamento degli indignados, gli attivisti per la crisi abitativa, da sabato in Puerta del Sol, nel cuore della capitale iberica. “Non sono un cineasta politico e non ho la saggezza che richiedono questioni sociali e politiche”, ha replicato Allen. “Io mi sono sempre dedicato ai rapporti esistenziali delle persone. Quando mi fanno domande su temi sociali e politici, realmente so solo ciò che leggo sui giornali, non ho altra informazione su quanto accade, non sono la persona adeguata per questo tipo di cose”.
Aggiornato il 05 ottobre 2026 alle ore 16:57
