“Il colpevole” di Sergio Cusani. Una confessione

Il libro di cui è autore Sergio Cusani, protagonista della finanza italiana e personaggio pubblico coinvolto nelle inchieste di Mani Pulite, quando cadde la Prima Repubblica, assume un grande valore poiché descrive sia il percorso di riabilitazione di un grande professionista sia le vicende politiche e giudiziarie che accaddero all’inizio degli anni Novanta.

Il libro, edito dalla casa editrice Rizzoli con il titolo Il Colpevole”, inizia con il ricordo di un incontro casuale nel centro di Milano tra un signore sconosciuto che esprime le sue scuse a Sergio Cusani, dicendogli che per lunghi anni lo aveva percepito come il simbolo del male annidato in un sistema corrotto. Sergio Cusani rimane stupito e, ripensando a questo episodio della sua vicenda umana, ammette che attraverso la condanna è possibile affrancarsi dalle colpe.

Nel libro, vasto e molto documentato, l’autore con disincanto nota che in Italia e nel mondo molte cose sono mutate, altre sono rimaste immutate, come la corruzione che sembra non dover finire mai. Sergio Cusani, nato in una ricca famiglia di Napoli, da giovane abita in una elegante villa situata a Posillipo, e da persona intelligente nota le contraddizioni esistenti nel sistema economico e sociale italiano. Approdato nella università Bocconi di Milano, durante la contestazione studentesca del 1968, aderisce al movimento e prende parte alle assemblee in cui accanto agli studenti e agli operai delle aziende invoca il cambiamento radicale della società. Grazie alla amicizia con un suo compagno di studi della università Bocconi, Cusani conosce il grande esperto di finanza Aldo Ravelli, di cui diviene collaboratore. In questo periodo ha modo di capire come funziona il mercato azionario delle borse e di comprendere i meccanismi della grande finanza.

Nino Rovelli, grande imprenditore legato alla corrente di Giulio Andreaotti, gli ordina di acquistare le azioni Montedison, evento che rivela il suo futuro destino. È proprio in questi anni che ha la fortuna di conoscere Serafino Ferruzzi, che con il suo grande talento imprenditoriale ha creato aziende di successo nell’agroalimentare sparse per il mondo. Serafino Ferruzzi è intelligente, corretto, molto capace e con i suoi insegnamenti forma e ispira l’azione professionale di Sergio Cusani. Dopo la morte di Serafino Ferrruzzi, Sergio Cusani diviene il collaboratore con Carlo Sama di Raul Gardini, a cui gli eredi Ferruzzi hanno affidato la gestione dell’intero gruppo.

Nel libro è straordinario, dal punto di vista letterario, il confronto che l’autore, che ha conosciuto entrambi, delinea tra la figura di Serafino Ferruzzi e quella di Raul Gardini. Serafino Ferruzzi con tenacia ha creato il suo impero, Raul Gardini, che ha la propensione al rischio e si comporta alla stregua di un giocatore di poker, vuole in pochi anni superarlo. Infatti, alla metà degli anni Ottanta, con il mondo diviso in blocchi (da una parte il modello occidentale e capitalistico, dall’altra parte il comunismo a capo del quale vi è l’Urss), Raul Gardini, con la approvazione di Enrico Cuccia, il grande vecchio della finanza italiana a capo di Mediobanca, decide la scalata alla Montedison. Raul Gardini vuole unire la Montedison con la Eni-Chim, a capo della quale vi è Lorenzo Necci. Vuole cioè costituire una alleanza tra un grande azienda pubblica e una privata. Il settore della chimica per il sistema politico di quegli anni era fondamentale poiché garantiva ai partiti potere, risorse economiche, e consensi elettorali. Raul Gardini tiene a Padova un celebre discorso di fronte ai manager della Montedison nel 1990 in cui esalta la cultura della innovazione e lo spirito di avventura, affermando di essere la chimica italiana.

Purtroppo, l’unione tra una azienda pubblica e una privata crea problemi fiscali, tanto che il governo è costretto a varare un decreto-legge per la defiscalizzazione a favore della Montedison, che aveva conferito in Enimont asset le cui plusvalenze erano virtuali. Da questo momento ha inizio un braccio di ferro e uno conflitto insanabile tra la Montedison e l’Eni, fino al punto in cui Raul Gardini decide di vendere all’Eni la quota maggioritaria detenuta in Enimont. Raul Gardini comprende che deve versare dei finanziamenti ai partiti per chiudere in modo definitivo la vertenza Enimont.

Sergio Cusani vende Montecity, un complesso urbano di cui è proprietario il gruppo Ferruzzi al grande immobiliarista Bonifaci. Da questa transazione proviene il denaro destinato a costituire la provvista da elargire all’intero sistema politico italiano. Per avere preso parte a queste operazioni finanziarie Sergio Cusani, accusato di avere intascato molto denaro, verrà condannato a otto anni di reclusione.

Sono belle e indimenticabili le pagine del libro che descrivono le conversazioni che, prima della condanna penale, Sergio Cusani ebbe con il Pm Antonio Di Pietro. Con il sostegno del suo avvocato Giuliano Spazzali, Sergio Cusani chiede il ritto immediato, per essere giudicato senza ritardi eccessivi. Gli viene concesso, il rito immediato, ma il suo processo durerà sei mesi e i suoi capi di imputazione verranno modificati per ben dieci volte.

Sergio Cusani segue l’assioma, che aveva segnato la sua vita fin dagli anni della partecipazione al movimento studentesco, secondo cui nella vita bisogna prendersi le proprie responsabilità, evitando di addossarle ad altre persone. Sulla storia del Gruppo, prima che avenga il drammatico suicidio di Raul Gardini, indagato nel 1993 dal Pool di Mani Pulite, ricorda che Gardini tentò con i grandi capitali ottenuti dalla vendita della sua quota di Enimont di prendere il controllo societario dell’intero gruppo Ferruzzi, per trasformarlo nel gruppo Gardini.

Ad un certo punto gli eredi di Serafino Ferruzzi, con il parere favorevole dei propri manager, estromisero Raul Gardini dalla Holding di famiglia, divenuto un elemento destabilizzante. Vi è nel libro la descrizione dei vari incontri che, nel corso della sua vita professionale, Sergio Cusani ha avuto con il Presidente di Midiobanca Enrico Cuccia, il grande vecchio della finanza italiana. Una volta, quando il deputato socialista Franco Piro presentò una proposta di legge per limitare al 10 per cento la quota azionaria delle società finanziarie, Cuccia chiamò Cusani per chiedergli di intervenire. Sergio Cusani, mentre era in discussione il decreto per la defiscalizzazione in favore di Montedison, incontrò il deputato e professore socialista, il quale gli spiegò che Mediobanca aveva una influenza oscura e nefasta sulla economia finanziaria italiana, che bisognava contrastare. Enrico Cuccia approvò il piano di ristrutturazione della Fiat, che nel periodo tra il 1993 e il 1994 venne salvata dalla catastrofe finanziaria. Il gruppo Ferruzzi, indebolito dai conflitti interni tra gli eredi, venne consegnato alla procura di Milano come un agnello sacrificale.

Per Sergio Cusani la corruzione esistente in quegli anni in Italia era consustanziale e fondamentale per il sistema politico e finanziario. I partiti avevano bisogno di finanziamenti provenienti dalle aziende per agire, mentre le aziende si rifugiavano sotto l’ombrello protettivo di partiti da cui ricavavano benefici. Dopo tangentopoli il sistema finanziario, fino a quel momento stabile, è stato minato, logorato e distrutto. Sergio Cusani, durante la lunga detenzione, comprende che vi è una distanza enorme tra gli ideali del movimento studentesco, a cui aveva aderito in gioventù, e il mondo delle borse e della finanza in cui ha lavorato. In carcere ha creato una associazione di solidarietà per il lavoro in favore degli ex detenuti, per evitare che incorrano nella recidiva.

Il libro si conclude con il ricordo del discorso del 2002 pronunciato dal Papa Giovanni Paolo II di fronte al parlamento della Repubblica, in cui vi è la denuncia delle condizioni inumane in cui sono tenuti i detenuti nel sistema penitenziario italiano. Un libro che attraverso il genere letterario della confessione racconta la storia recente del nostro Paese e della Finanza italiana, scritto con una lingua colta e raffinata.

(*) Il colpevole, Sergio Cusani, Rizzoli, 2026, 396 pagine, 18 euro.

Aggiornato il 15 maggio 2026 alle ore 12:17