Si è spenta a 56 anni l’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, artista di riferimento nel mondo del fumetto e autrice di Persepolis, l’opera che l’ha resa celebre in tutto il mondo. La notizia della scomparsa è stata resa nota dalla famiglia ed è stata riportata dal quotidiano Le Parisien. “Marjane Satrapi è morta di dolore, poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l’amore della sua vita”, si legge nel comunicato diffuso dai familiari all’agenzia Afp. Mattias Ripa, produttore, attore e sceneggiatore, era morto l’8 aprile 2025. Disegnatrice, illustratrice, autrice di fumetti e regista, Satrapi viveva in Francia da circa 30 anni. Nel corso della sua carriera ha firmato opere che hanno ottenuto un ampio riconoscimento internazionale, ma è stata soprattutto Persepolis a consacrarne il successo. Il graphic novel, successivamente trasformato in un lungometraggio d’animazione, raccontava la sua esperienza personale durante gli anni della rivoluzione islamica in Iran e il successivo esilio in Europa. Attraverso il racconto autobiografico, l’autrice descriveva le profonde trasformazioni del Paese dopo l’ascesa al potere di Ruhollah Khomeini, soffermandosi sugli arresti, sulle repressioni e sulle esecuzioni che segnarono quel periodo storico. L’adattamento cinematografico dell’opera ottenne nel 2007 il premio della giuria al Festival di Cannes, contribuendo a diffondere ulteriormente la sua testimonianza a livello globale.
L’intera produzione artistica di Satrapi è stata caratterizzata da una costante denuncia delle oppressioni e delle limitazioni delle libertà individuali. Un impegno che l’autrice aveva ribadito pubblicamente anche nel 2022, in occasione della Festa del Cinema di Roma, dove aveva ricevuto il premio Libertas di Cna Cinema e Audiovisivo Roma. “Quello che è cambiato in 43 anni è l’atteggiamento dei nostri uomini, che ora combattono al nostro fianco”, spiegava Satrapi durante la cerimonia. Ripercorrendo la storia delle rivendicazioni femminili in Iran, ricordava come “La prima grande manifestazione contro il velo in Iran è stata l’8 marzo del 1980”, sottolineando che allora le donne erano spesso lasciate sole nelle loro battaglie. “Mia madre era in piazza, ma con noi non c’erano gli uomini e neppure le forze di sinistra, l’opposizione, le quali sostenevano che il velo e la libertà delle donne non c’entrassero nulla con la lotta di classe”.
Nel suo intervento evidenziava anche i profondi cambiamenti sociali avvenuti nel Paese negli ultimi decenni. Se all’epoca della rivoluzione islamica soltanto il 40 per cento della popolazione era alfabetizzato, oggi la percentuale supera l’80 per cento, mentre le donne rappresentano circa il 60 per cento degli studenti universitari iraniani. Satrapi guardava con particolare attenzione alle nuove generazioni, cresciute nell’era di internet e dell’accesso globale all’informazione. Una generazione che, a suo giudizio, ha sviluppato una visione più aperta della società e un atteggiamento meno incline al compromesso con il potere. Durante le proteste che hanno attraversato l’Iran negli ultimi anni, migliaia di giovani hanno sfidato apertamente il regime, diffondendo immagini e messaggi nonostante le restrizioni imposte alle comunicazioni. “Questa generazione è sorprendente per me”, riconosceva l’artista. “Nelle piazze i ragazzi scandiscono lo slogan Donna, vita libertà e le ragazze rispondono con Uomo, patria, prosperità; è una lotta comune della luce contro le tenebre, della democrazia contro la dittatura”.
Aggiornato il 04 giugno 2026 alle ore 14:48
