
Il primo marzo ha debuttato al Teatro Rendano di Cosenza lo spettacolo intitolato “I Turni”, tratto dalla commedia di cui è autrice la nota scrittrice Cristina Comencini. Lo spettacolo, la cui regia è curata da Cristina Comencini, è degno di nota e molto profondo perché analizza in modo sorprendente le relazioni umane ed affettive esistenti all’interno di una famiglia borghese.
Nella prima scena compare Patrizia che, distesa sul divano di casa, attende l’arrivo di sua sorella Ada, personaggio interpretato in modo magistrale da Licia Maglietta. Nella stanza da letto giace, sospesa tra la vita e la morte, la madre molto anziana di entrambe le sorelle. La madre, che ha smarrito la ragione e non è più cosciente, ha bisogno di essere assistita in modo assiduo e costante. Patrizia, personaggio ben disegnato da Cristina Comencini ed interpretato da Iaia Forte, è assalita dall’ansia, poiché la badante, che provvede ad assicurare una assistenza amorevole a sua madre, è in procinto di partire, per godere per un mese del periodo di riposo. Appena compare sua sorella Ada, Patrizia non le nasconde la preoccupazione e si chiede chi potrà sostituire Ester, visto che sua madre non è più autosufficiente.
Nello spettacolo, la presenza della madre malata, invisibile nella scenografia, ma incombente nella vita delle due sorelle e nelle loro conversazioni, diviene la fonte che dà la stura ai ricordi familiari.
Ada, divenuta in età adulta una affermata docente di letteratura latina, è stata sempre, ricorda Patrizia, responsabile, studiosa, saggia e prodiga di consigli per tutti i suoi familiari. Per questi motivi è sempre stata percepita come un punto di riferimento affidabile ed insostituibile dai suoi congiunti. Patrizia, incline a prendere la vita con ironia e leggerezza, ricorda, durante le conversazioni che ha con sua sorella Ada, di avere sempre vissuto nella sua famiglia per spargere e diffondere allegria, serenità e felicità.
Quando Ada le consegna il foglio con l’indirizzo delle agenzie, a cui rivolgersi, per cercare la sostituta di Ester, Patrizia tenta di sottarsi, ricordandole che è stata sempre lei a occuparsi delle incombenze per garantire la migliore assistenza alla loro madre, ormai fragile, malata e in procinto di lasciare il mondo. Patrizia, per giustificare le sue assenze dalla casa di sua madre, ricorda ad Ada che ha vissuto a lungo all’estero, per motivi legati alla sua professione. Mentre avviene la discussione tra le sorelle, per fronteggiare la imminente assenza della badante, Patrizia rivela ad Ada di avere avuto una conversazione con sua figlia.
Infatti, Ada ammette che la figlia attraversa un momento di depressione e, per questo motivo, rimane in casa e si rifiuta di uscire e studiare. Patrizia oppone un netto rifiuto a Ada, quando questa le chiede cosa le abbia detto sua figlia. In un secondo momento, per liberarsi dalla tensione, Ada rivela a Patrizia di avere una relazione sentimentale con un suo giovane allievo, da lei definito intelligente e capace di farla sentire viva. In questa parte della commedia emerge la infelicità coniugale che accomuna entrambe le sorelle. Infatti, Patrizia, che non ha voluto avere figli, confessa di sentirsi imprigionata nei vincoli derivanti dal matrimonio.
La sorpresa, che introduce un movimento magistrale nella azione scenica della commedia, si ha quando compare ed irrompe sulla scena Stefano, il fratello di Ada e Patrizia, interpetrato con grande bravura da Andrea Renzi.
Stefano, il figlio prediletto di sua madre, ricordano le sorelle, manca dalla casa dei suoi genitori da molti anni, poiché abita e vive a Bologna, dove esercita la professione di assicuratore. Stefano, con l’animo dominato dalla sofferenza e dalla emozione, si accosta al letto di sua madre, che pur essendo debole e moribonda, lo riconosce. Le sue sorelle, oltre ad informarlo sulla necessità di trovare la nuova badante e sostituta di Ester, ricordando la sua assenza dalla casa della loro madre, nascondono le chiavi, dopo avere chiuso la porta dell’appartamento, per trattenerlo contro la sua volontà. Stefano, irritato, con l’animo angustiato e in preda alla preoccupazione, si scaglia contro le sue sorelle, accusandole di coltivare un risentimento nei suoi confronti, che lui ritiene sia ingiustificato e inammissibile.
Anche lui, dopo avere evocato i momenti felici vissuti in famiglia con i genitori e le sorelle, ammette di sentirsi un uomo la cui libertà è stata limitata e ridotta al minimo dai doveri familiari e professionali. Ricorda Stefano, quando, mentre leggeva da giovane i libri di Bruce Chawtin, sognava e vagheggiava di viaggiare per il mondo, per sentirsi libero e realizzato come uomo. Patrizia, con una malizia esilarante, rivela ad Ada che Stefano ha una relazione sentimentale con una giovane ventenne, affascinante e avvenente, che indossa le calze colorate. Patrizia, in un breve monologo, confessa a sua sorella e a suo fratello, che una volta divenuti adulti, si incontrano degli estranei, e come è inevitabili, ci si innamora di una persona, e il destino individuale subisce una svolta radicale e profonda. Patrizia è convinta che chiunque viva la sua vita senza amare, è destinato ad ammalarsi.
Dopo avere ascoltato Patrizia, Stefano, che dichiara di essere disposto a rimanere nella casa di sua madre per un mese, per sostituire la badante assente, in un monologo poetico, intenso e dalle immagini letterarie sublimi, ricorda di avere viaggiato per anni per il mondo, di avere attraversato gli oceani e visto i luoghi in cui abitarono i pirati con la gamba di legno descritti da Robert Louis Stevenson nell’Isola del Tesoro. Viaggiando, Stefano, come confessa declamando il suo intenso monologo, ha sperimentato e conosciuto la vera libertà e la gioia di vivere.
Nella parte finale della commedia, per avere origliato una delle sorelle che rivelava un segreto di famiglia custodito per molti anni, Stefano apprende, in preda alla incredulità e allo stupore, che un suo fratello, che aveva il suo stesso nome, è morto prima che lui venisse al mondo. Stefano, grazie a questa rivelazione, comprende la motivazione profonda dell’amore possessivo ed ossessivo che sua madre ha sempre avuto per lui. Bella la parte dello spettacolo in cui ognuna delle due sorelle, in un gioco di specchi simmetrici e sorprendenti, racconta e descrive i momenti significativi delle loro rispettive vite, evocandone il percorso esistenziale.
Uno spettacolo degno di nota, bello e profondo, che racconta la natura delle relazioni tra i membri di una famiglia e i rapporti complicati tra uomini e donne. Le musiche e la scenografia appaiano consone alla atmosfera esistenzialista della commedia.
Lo spettacolo “I Turni”, che fa parte della rassegna l’altro Teatro curata Gianluigi Fabiano, dal 4 marzo al 15 marzo sarà in scena al teatro Mercadante di Napoli.
Aggiornato il 03 marzo 2026 alle ore 12:50
