Dsa Studymaps: un sito per sdoganare i pregiudizi

“Sdoganare i pregiudizi”. Questa – e non solo – è la mission di Giuseppe e Pietrosilvio Cipolla, due fratelli romani, Dsa, che durante lo scorso lockdown hanno deciso di caricare sul web il materiale prodotto nei loro anni di studio. Si tratta di mappe concettuali a disposizione di ragazzi (e non) che hanno Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) come dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia e Bes (Bisogni educativi speciali). Il sito il 19 novembre ha compiuto un anno. All’Opinione hanno raccontato i risultati raggiunti finora. Con una precisazione: “La possibilità di studiare con serenità non è una cosa di poco conto, è ciò che consente di diventare un adulto equilibrato, capace di dare il proprio contributo alla società”.

Mappe concettuali a disposizione dei ragazzi (ma non solo) che hanno Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) come dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia e Bes (Bisogni educativi speciali). Il vostro sito, il 19 novembre, ha compiuto un anno: che risultati, a livello di attenzione e utenti, avete raggiunto in questi dodici mesi?

I risultati raggiunti sono veramente sorprendenti. Gli utenti sono quasi 700mila, ci seguono da tutta Italia, in realtà in maniera più numerosa nel Nord, a seguire Centro e Sud.

In che modo avete fatto conoscere il sito?

Condividiamo molto spesso il link del sito, ma in realtà sono gli stessi utenti a condividere e ri-condividere, a commentare con tanta positività la nostra iniziativa, tipo i passaparola che inevitabilmente attirano nuovi utenti. Ci scrivono professori per dire che hanno condiviso il link nelle loro classi, oppure genitori per confessare che, grazie alle nostre mappe, il figlio finalmente ha preso un buonissimo voto.

L’utenza che naviga sul portale abbraccia solo la nostra Penisola oppure va anche Oltreconfine?

Dsa Studymaps viene utilizzato in tutto il mondo, sia perché le scuole italiane esistono in molti Paesi esteri, sia perché c’è un’intera categoria di letteratura anglosassone in lingua inglese. Gli Usa, al primo posto, subito dopo Inghilterra, Australia ma anche in tutta Europa, addirittura in Cina. Certo, la proporzione non è la stessa che in Italia. Siamo in contatto con importanti gruppi Sld (Specific learning disorder, cioè Dsa) inglesi e canadesi. Ci apprezzano molto e ci seguono anche loro.

Il materiale avete detto che non serve solo a chi ha un disturbo specifico dell’apprendimento ma anche a ragazzi Adhd, con autismo, in lunga degenza in ospedale (perché ha un programma ridotto), serve ai tutor che seguono ragazzi Bes, serve anche al professore che utilizzando Google Classroom la carica sul web e la lascia a disposizione per tutti. A vostro avviso, a livello istituzionale, manca questo tipo di condivisione?

Certo. Allo stato attuale dipende dalla sensibilità di un professore, ma non di certo perché è stato messo a regime un determinato metodo d’insegnamento. Per la precisione, non ci riferiamo al nostro sito: quello che abbiamo fatto noi due, che non siamo professionisti, dovrebbe esser fatto dal Miur, dalle case editrici con tanto di autori qualificati per trattare gli argomenti scolastici. Ma qui purtroppo si entra in conflitto con alcune teorie, sulle quali noi ovviamente discordiamo, che sostengono che le mappe concettuali devono esser prodotte dallo studente. Noi crediamo invece, perché lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle, che la mappa è uno strumento fondamentale per la comprensione del testo. Quindi l’ideale sarebbe averla prima, durante la spiegazione, così da poter essere concentrati meglio e arrivare subito a fissare i punti principali. La mappa concettuale deve essere considerata come una mappa vera e propria per arrivare a una meta. Una mappa ha le parole giuste, un testo organizzato in rapporto alla priorità delle informazioni, evidenzia date, collega con nessi logici. Tutto questo permette allo studente di comprendere la struttura del testo che andrà a leggere o che la professoressa spiegherà. Che senso ha, quindi, farla alla fine di questo percorso. Chi mai fa una mappa, dopo che è arrivato alla meta? A quel punto è solo una perdita di tempo, che aggrava la situazione di un Dsa che già è molto più lenta degli altri. Vorremmo sottolineare anche che studiare in una condizione di serenità permette di apprendere molto di più. Al contrario, studiare con stress perché non si capisce il testo, perché si rimane indietro, perché si fa brutta figura con i propri compagni e via dicendo, ci fa diventare persone ansiose, ci fa collezionare insuccessi. La possibilità di studiare con serenità non è una cosa di poco conto, è ciò che consente di diventare un adulto equilibrato, capace di dare il proprio contributo alla società.

Ci sono scuole che vi hanno contattato nel frattempo per avere un vostro supporto?

Ci sono stati molte scuole che ci hanno invitato a webinar di vario genere, sia rivolti agli studenti sia ai professori. Le motivazioni dell’invito non erano certo per avere un nostro supporto, quanto per dare una testimonianza concreta. È importante questo, perché a volte rivedersi negli altri che stanno un pezzettino più avanti, che sono iscritti alle Superiori o all’Università, fa capire che si ha davanti una strada percorribile. E il fatto che noi siamo normalissimi ragazzi non fa che rafforzare questo.

L’ultima volta che ci siamo sentiti avevate detto che stavate allestendo una sezione del sito dedicata alle elementari. Adesso ci sono altri progetti in ballo? Se sì, quali?

Noi di progetti ne abbiamo tantissimi, però il nostro obiettivo principale è quello di offrire una testimonianza con la nostra esperienza, di sdoganare certi pregiudizi e di aiutare con le nostre mappe concettuali tutti i ragazzi che hanno bisogno, ma tutto questo toglie tantissimo tempo. Il sito dedicato alle elementari si sta piano piano costruendo, lo abbiamo affidato alla dottoressa Silvia Attilia, pedagogista e tutor. Considerate che il materiale pubblicato sul sito è stato realizzato da due persone in 10 anni di scuola. Vorremmo poi partire con un progetto di aiuto allo studio, formando dei professori secondo il nostro metodo.