Un’ombra è calata sul circuito Atp. O meglio, una luce si è accesa sul “lato oscuro” del tennis, con le parole di Matteo Berrettini sulle presunte minacce di morte di alcuni scommettitori al fratello Jacopo. Il tennista romano, che nella notte è stato battuto da Mariano Navone al Secondo turno degli Us Open, ha raccontato di un episodio deplorevole accaduto durante l’ultimo Roland Garros.
Il motivo delle minacce recapitate per messaggio sul telefono di Jacopo erano le scommesse sulla partita di Matteo. Se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia, è questo il tono dei messaggi denunciati all’Atp da Berrettini stesso. La collisione tra il mondo – più o meno limpido – delle scommesse sportive e il tennis non è propria solamente dei tornei dello Slam, ma anche nei circuiti minori. Per Matteo Berrettini, più si va lontano dai riflettori più è facile riscontrare criticità di questo tipo. “L’ho visto in particolare nei Challenger”, ha spiegato, raccontando anche di essersi trovato a giocare con persone sugli spalti che disturbavano il match. Non si può prevedere come il pubblico pagante si comporterà durante una partita, ma è imperativo il bisogno di creare una struttura più forte attorno agli atleti e al loro staff. Per la racchetta romana, una soluzione potrebbe essere rappresentata da un “comitato che protegga i giocatori”.
Non è la prima volta che un tennista italiano sia costretto a subire minacce che provengono dal mondo delle scommesse. A febbraio scorso Mattia Bellucci – che oggi pomeriggio scenderà in campo agli Us Open contro lo statunitense Taylor Fritz – ha denunciato pesanti insulti sui social, dopo una sconfitta a Delray Beach. Negli anni precedenti episodi simili avevano riguardato Martina Trevisan e Francesco Maestrelli, con messaggi di morte, minacce e insulti rivolti anche ai familiari, in relazione alle scommesse sulle loro partite. Mentre avvenimenti di questo tipo sono sempre più frequenti, il tennis continua il suo avvicinamento “commerciale” al mondo delle scommesse.
Lo Us Open ha recentemente annunciato Kalshi come nuovo “Official prediction market partner”, in una partnership pluriennale che la Usta presenta come uno strumento per aumentare il coinvolgimento dei tifosi, con sistemi pensati per tutelare l’integrità delle competizioni. Ad oggi è impossibile pensare al mondo dello sport senza il supporto dei siti di betting. “Fa parte del nostro sport e molti soldi nel tour arrivano da lì”, ha ricordato Berrettini. La questione non è la scommessa in sé, ma il modo in cui viene gestita e regolamentata. “Se viene fatto nel modo giusto, gestito in modo controllato e senza degenerazione del gioco legata alle scommesse, può anche essere qualcosa di divertente”, ha chiosato il tennista romano.
Aggiornato il 03 settembre 2026 alle ore 17:40
