Si riparte da zero. La terza qualificazione mancata al Mondiale, l’addio di Gennaro Gattuso, le dimissioni di Gabriele Gravina dalla Figc, l’elezione di Giovanni Malagò e la scelta di Paolo Maldini e Leonardo come direttori della Nazionale. Poi il rifiuto di Pep Guardiola, la virata su Andrea Pirlo e il Russia-gate; il “no” di Malagò e le dimissioni di Maldini e Leonardo. Dal 31 marzo a oggi l’Italia del calcio ha cambiato volto almeno tre volte, ma adesso i nomi dei dirigenti e allenatori sono scritti nero su bianco. Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico azzurro, Claudio Ranieri il direttore tecnico.
Ieri sera il trio che dovrà risollevare le sorti dell’Italia si è presentato in conferenza stampa. Il colloquio con i giornalisti è iniziato nel segno delle polemiche, con la richiesta della Figc di 500 euro più Iva per avere le immagini della conferenza. Subito dopo, sono arrivate le scuse di Mancini, riguardo al rocambolesco addio alla nazionale di agosto 2023. “Volevo levarvi un po’ di fatica e anticiparvi sulla mia vicenda di tre anni fa. Credo che allora ci sia stata una mancanza di comunicazione con il presidente Gravina e, se ci fossimo parlati a quattr’occhi, sarebbe cambiato tutto”. Il ct ha poi espresso il proprio rammarico per quanto accaduto: “Ho perso la donna della mia vita e ho commesso qualcosa che non andava fatto. Di questo mi dispiace tanto. La sorte e il presidente Malagò mi hanno dato la possibilità di rifarmi e cercherò di portare l’Italia dove merita”. Infine, un messaggio rivolto ai tifosi: “Capisco che quando capitano cose del genere ci sia anche chi è contrario al mio ritorno, ma cercherò di far giocare la squadra così bene che i tifosi possano perdonarmi per quello che è accaduto”.
Solo i risultati, dopotutto, potranno scacciare i fantasmi di un rapporto non idilliaco tra allenatore e tifosi. Mancini vuole “mettere in campo una squadra che riesca a fare quello che ha saputo fare qualche anno fa”. Agli azzurri, effettivamente, il talento non manca e servirà puntare con decisione sui giovani. “Io penso che ci siano giocatori bravi e tecnici. Poi troveremo i Bonucci e i Chiellini che faranno da chioccia. Sono convinto che metteremo insieme una squadra che giocherà bene”. Sul piano tattico ha ribadito la volontà di costruire una formazione votata all’attacco: “Vedremo con i ragazzi, ma la base sarà quella di una squadra con uno spirito offensivo”.
Emozionato anche Claudio Ranieri, che non ha usato mezzi termini per raccontare il suo nuovo incarico: “È soltanto il coronamento di una carriera, una cosa bellissima. Non credevo che potesse accadere e sono molto orgoglioso”. Consapevole delle difficoltà che attendono la Federazione, il nuovo direttore tecnico ha assicurato il massimo impegno: “La mia carriera da allenatore dimostra che, di fronte alle difficoltà, non mi sono mai tirato indietro. Ciò che mi preme di più è far innamorare di nuovo i tifosi italiani della Nazionale e permettere ai bambini di vederla finalmente giocare i Mondiali”.
Ranieri ha poi indicato alcune delle priorità del suo progetto, a partire dall’accessibilità del calcio giovanile. “I primi di giugno ero a Cagliari e un addetto ai lavori mi ha detto che i bambini spendono troppo per andare alla scuola calcio. Voglio capire come funziona il settore giovanile scolastico. I bambini, per andare alle scuole calcio, spendono troppi soldi e ci sono famiglie che non possono permetterselo. Non possiamo permetterci, in questo momento storico in cui i giovani sono attratti da altri giochi e dai videogiochi, di allontanarli dal pallone. Dobbiamo cercare di riportarli al calcio e, per farlo, dobbiamo abbassare i prezzi delle scuole calcio”. L’altro punto centrale riguarda la formazione dei giovani calciatori: “Bisogna cambiare approccio: basta con la tattica esasperata fin da bambini per cercare soltanto la vittoria. Occorre tornare a sviluppare la tecnica individuale. Nelle giovanili italiane si lavora bene collettivamente, ma l’ultimo salto dall’under-21 resta difficilissimo. All’estero non si esaspera la tattica di squadra come da noi”.
Aggiornato il 30 luglio 2026 alle ore 10:07
