Malagò è il nuovo presidente della Figc

La Figc ha scelto Giovanni Malagò. Il dirigente, ex presidente del Coni, è stato scelto per guidare la rinascita del calcio italiano. La votazione di ieri sera lo ha visto favorito con il 68,58 per cento delle preferenze. Malagò ha raccolto l’eredità di Gabriele Gravina, dopo la terza esclusione consecutiva della Nazionale dai Mondiali di calcio. Venerdì è in programma a Roma un incontro con il ministro per lo Sport Andrea Abodi. La corsa alla presidenza federale ha visto contrapposti due soli candidati: Malagò e Giancarlo Abete. L’ex presidente del Coni si è presentato all’assemblea elettiva della capitale con i favori del pronostico, sostenuto da Serie A, Serie B, Associazione italiana allenatori e Associazione italiana calciatori, un fronte che gli assicurava una solida base elettorale. Abete, presidente della Figc tra il 2007 e il 2014 e attuale guida della Lega nazionale dilettanti, ha invece fatto leva sul consenso del mondo dilettantistico, tradizionalmente determinante negli equilibri federali. Un peso significativo è stato attribuito anche alla Serie C, ritenuta decisiva nella definizione degli assetti dell’assemblea.

Tra i primi dossier sul tavolo del nuovo presidente figura la scelta del prossimo commissario tecnico della Nazionale, figura chiamata a ricostruire il percorso degli azzurri dopo l’ennesima delusione internazionale. “Condizione imprescindibile è vedere subito l’entusiasmo, la convinzione di sposare un’idea. Non deve farlo solo per soldi. Sicuramente la componente economica esiste, ma se una persona comincia a mettere troppi paletti sugli orari o sulle disponibilità, può essere la più brava del mondo ma non mi interessa. Ho bisogno di qualcuno convinto almeno per i prossimi due anni. Straniero? Mai dire mai”, ha dichiarato Malagò in un’intervista a la Repubblica, delineando l’identikit del futuro allenatore. “L’orizzonte è l’Europeo. Sono una persona seria, non posso firmare un contratto a lungo termine senza sapere chi ci sarà in futuro. Vorrei un ex calciatore ma non ho parlato con nessuno di ruoli specifici. Mi sento con Paolo Maldini, ho incontrato Alessandro Del Piero, ho abbracciato Roberto Baggio e ho sentito Gianluigi Buffon, ma nulla è deciso”.

Il neo presidente federale ha poi affrontato il tema del rapporto tra il calcio professionistico e l’opinione pubblica: “I calciatori forse si sono messi in condizione di essere visti come diversi. Qualche riflessione critica sulla categoria è corretto farla, ma l’opinione pubblica è meno disposta a essere affettuosa nei confronti del mondo del calcio”. Malagò ha infine commentato i rapporti con il ministro Abodi, con il quale sarà chiamato a collaborare nei prossimi mesi per affrontare le principali questioni del settore. “È stato la seconda persona che mi ha chiamato, lo vedrò in settimana. Che non fosse felice della mia candidatura si è visto già nelle moltissime dichiarazioni sulla volontà di commissariare, anche quando non c’era la possibilità politica o giuridica. Ma voglio mettere tutto alle spalle”, conclude il nuovo presidente della Figc.

Aggiornato il 23 giugno 2026 alle ore 13:05