Niente da fare per Jannik Sinner. Ieri pomeriggio, al secondo turno del Roland Garros, l’italiano numero uno al mondo è stato sconfitto da Juan Manuel Cerúndolo in cinque set per 6-3, 6-2, 5-7, 1-6, 1-6. Il momento di svolta (in negativo) del match è stato il malore accusato da Jannik a un game dalla vittoria, sul 5-1 del terzo set. Da lì in poi è iniziato lo “psicodramma”, un po’ come l’anno scorso nella Finale persa in rimonta contro Carlos Alcaraz, quest’anno assente per infortunio. Il numero uno del circuito Atp è stato sopraffatto da un malessere – “devo vomitare”, l’uscita dal campo e l’intervento del fisioterapista – poi è rientrato e ha provato a onorare il match, ma si è vista solo l’ombra del Sinner a cui siamo abituati. E la partita che era saldamente nelle sue mani è diventata una lenta agonia verso l’inevitabile sconfitta.
Dopo il match, Sinner si è presentato in conferenza stampa senza cercare alibi. “Faceva caldo ma non un caldo folle. A metà del terzo set mi è arrivata una botta e non sono più riuscito ad uscirne”, spiega con le mani sul viso, ancora segnato dalla delusione. Poi aggiunge: “Difficile poterlo dire. Secondo me è stato diverso, tante cose messe insieme. Non sono riuscito a tirarmi fuori da queste difficoltà, altre volte trovo le soluzioni. Questa volta no. Non avevo energie”. L’azzurro conferma quindi la decisione di fermarsi fino a Wimbledon. Una scelta maturata dopo settimane vissute a ritmi altissimi, culminate con la straordinaria serie di successi conquistati tra Indian Wells, Miami open, Monte-Carlo masters, Madrid open e gli Internazionali d’Italia. Un filotto impressionante che, probabilmente, ha presentato il conto proprio sulla terra rossa parigina. “Ora dobbiamo vedere con il team qual è la cosa migliore da fare, devo fare controlli per vedere cosa è accaduto al mio corpo”.
La sconfitta resta difficile da digerire, soprattutto per un giocatore arrivato a Parigi con i favori del pronostico dopo la finale disputata nel 2025 contro Alcaraz. “Ma c’è tempo per riprendersi. Ora ho davvero bisogno di recuperare anche mentalmente”, sottolinea il campione italiano. Sinner, però, prova a leggere quanto accaduto con lucidità e senza drammi. “Oggi non avevo energie, contrariamente ad altre volte, non vedevo una via d’uscita”. Poi il racconto delle ore precedenti al match: “Questa notte non ho dormito bene. E stamattina quando mi sono svegliato facevo fatica. Ho cercato di tenere gli scambi corti e all’inizio colpivo molto bene, poi a un certo punto ho sbattuto contro un muro e basta”. D’altronde Sinner è il numero uno, mica un robot.
Aggiornato il 29 maggio 2026 alle ore 10:03
