“Preservare i propri uomini”. L’ex guardalinee di Serie A Domenico Rocca ha aperto il vaso di Pandora. La sua testimonianza dello scorso luglio, che ha dato il via all’inchiesta del procuratore del tribunale di Milano Maurizio Ascione, ha messo alla sbarra il mondo dei fischietti. Rocca ha descritto un meccanismo che “altera i regolamenti per ottenere i propri obiettivi”, con tanto di favoritismi ad alcune squadre. In diverse partite, secondo l’assistente, sarebbero stati violati i “principi di lealtà, correttezza e trasparenza nelle designazioni e nelle valutazioni”. Non hanno tardato ad arrivare gli inviti a comparire per il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni. Entrambi si sono immediatamente autosospesi. Adesso il focus si concentra pure su quelle “altre persone” non esplicitate nelle imputazioni e da cui si presume un ampio numero di indagati e un’attenzione sui club, oltre anche a Daniele Paterna, addetto alla Var, convocato come teste e poi iscritto per falsa testimonianza. “Sono contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma questi altri non vengono indicati. Io non ho mai visto che l’altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato”, ha spiegato Antonio D’Avirro, il legale di Rocchi.
La politica, in primis la Lega, è tornata a chiedere il commissariamento della Figc. Il partito del vicepremier Matteo Salvini ha sostenuto che “il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie”. Più prudente il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, che invita ad attendere gli sviluppi giudiziari: “giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità”. Tra i punti contestati dalla procura ci sarebbero anche alcuni episodi specifici. Nelle tre imputazioni a carico di Rocchi figurano, oltre alle ormai note “bussate” al vetro come presunto condizionamento della sala Var durante Udinese-Parma del 1 marzo 2025, anche la designazione dell’arbitro Andrea Colombo, definito negli atti “arbitro gradito”, per la partita Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Più fantasiosa, invece, l’ipotesi di un accordo avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025 “con più persone” per evitare che Daniele Doveri, considerato “poco gradito” ai nerazzurri, arbitrasse l’Inter nella fase finale del campionato e in un’eventuale finale di Coppa Italia, gara che i milanesi non disputarono dopo l’eliminazione contro il Milan.
Nessuno si aspettava una risposta dell’Inter, ma Giuseppe Marotta ha deciso di parlare prima della sfida di ieri in casa del Torino. “Sono tranquillo. Inter estranea e lo sarà anche in futuro”, ha dichiarato il presidente. “Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi”. Intanto, mentre prende forma l’ipotesi di un’indagine più ampia, tornano d’attualità anche alcuni passaggi della lettera che Rocca inviò alla Commissione arbitri, documento che diede origine al primo esposto poi archiviato dalla giustizia sportiva. L’archiviazione arrivò perché, come spiegò il procuratore federale Giuseppe Chinè, “sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi” durante Udinese-Parma – l’unico episodio allora contestato – dopo le testimonianze dei varisti e le verifiche tecniche non emersero “condotte di rilievo disciplinare sportivo”.
Nella lettera, però, Rocca avrebbe citato anche altri episodi. Tra questi la partita Inter-Roma del 27 aprile 2025, con una trattenuta su Yann Bisseck in area non sanzionata con il rigore per i nerazzurri. “Errore grave – scriveva nel maggio 2025 – che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato della società Inter a favore della società Napoli”. I legali di Rocchi e Gervasoni starebbero valutando anche la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere durante gli interrogatori in procura. “A lui si contesta di essere intervenuto su una partita di Serie B (Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025) quando era supervisore per la Serie A”, ha ricordato l’avvocato Michele Ducci, difensore di Gervasoni. È riemerso anche il vecchio caso Inter-Verona del gennaio 2024, quello della gomitata di Alessandro Bastoni non sanzionata. Secondo l’avvocato Simone Ciro Giordano, legale dell’assistente Var Rodolfo Di Vuolo, un fascicolo venne aperto a Milano “due anni fa”, dopo la denuncia di un tifoso del Verona. L’avvocato ricorda anche di essere stato ascoltato dagli inquirenti, ma “poi non abbiamo saputo più nulla e credo vada verso l’archiviazione, perché non c’è nulla di fondato”. Giovedì prossimo saranno sentiti Rocchi e Gervasoni, mentre la Commissione arbitri nazionale dovrà svolgere l’ordinaria amministrazione con la testa mozzata. Il Comitato nazionale del Can si riunirà nei prossimi giorni per “garantire la continuità operativa”, si legge in una nota. In pole position per sostituire Rocchi c’è Maurizio Ciampi. L’ex fischietto di Serie A e già capo del Can di Serie C dovrà occuparsi delle ultime designazioni arbitrali, tra cui i play-in e i play-out di Serie B.
Aggiornato il 27 aprile 2026 alle ore 10:12
