Basta solo imparare a salutare
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Lo sguardo oltre la siepe #4

La guerra è purtroppo un argomento dei giorni nostri e non una parola presente solo nei testi di storia. Mi chiedo se c è qualcosa che ciascuno di noi possa fare per dare un contributo per pacificare il mondo. Spesso ci sentiamo schiacciati da un mondo che coniuga violenza, aggressività, prepotenza e guerra.

Vivere in pace sembra qualcosa di faticoso e impossibile in una società in cui vince chi è prepotente e chi non si fa scrupoli. Nel lavoro, nel quartiere, nello sport, in famiglia assistiamo troppo spesso a prevaricazioni e ingiustizie e questo ci rende fragili e ci induce a pensare che chi è gentile, rispettoso dei diritti degli altri, attento ai propri doveri e alle proprie responsabilità rispetto anche al bene comune è destinato a perire.

Una filosofia di vita che sta prendendo piede anche tra le nuove generazioni ma che ciascuno di noi può contribuire a stravolgere. Ciascuno di noi può fare la differenza nel cercare di dare l’esempio che la gentilezza non è debolezza, che la correttezza è una virtù e che essere persone capaci di impegnarsi per ottenere meritatamente un risultato è soddisfacente, a volte, semplicemente imparare a salutare.

Sentirsi parte di una comunità vuol dire anche fare qualcosa per il bene comune attraverso la cura del verde, del decoro, del vicino di casa che ha difficoltà e vivere un momento di solitudine. Prendersi cura della parte fragile della società significa creare un circuito virtuoso all’interno del quale si promuove una filosofia di vita basata sulla pace, sul rispetto e sul reciproco aiuto nella valorizzazione della diversità. Ciascuno di noi può essere promotore di circuiti di pace e di contrasto ai conflitti e alle discriminazioni. Anche questo è promuovere la salute mentale.

Aggiornato il 06 ottobre 2026 alle ore 16:02