Lo sguardo oltre la siepe #7
Il cappuccio della felpa diventa il simbolo del paradosso dei giovani ribelli che rompono vetrine, distruggono tutto ciò che incontrano ma non lo fanno a volto scoperto ma protetti da un pezzo di stoffa.
Il cappuccio nasconde la vergogna? Il cappuccio nasconde la paura? Domande che dovremmo porre agli impavidi ragazzotti che hanno raggiunto la notorietà per la loro irruenza e per la stupidità che trova manifestazione nel distruggere e rompere. Stupidità che non permette ai giovani incappucciati di fare i conti con la loro debolezza che mascherata da forza si nasconde dietro l’idiozia incappucciata.
Togliersi il cappuccio significherebbe scoprirsi e affrontare le paure e le fragilità di essere giovani in un mondo che non protegge e non rassicura, che non promette un futuro roseo ma si presenta pieno di incoerenze e contraddizioni. Contraddizioni di una schiera di adulti che non dà certamente un buon esempio. Adulti che non hanno saputo educare, formare e guidare ma hanno investito le loro risorse a rincorrere una felicità effimera e piena di cose, di apparenza e di futilità. Adulti che imbambolati dai social e dall’IA non si sono accorti di cosa succedeva ai loro figli educati da un mondo virtuale che esalta la prepotenza e la forza.
Mondo virtuale che canta di droghe, soldi e ferro e che incanta i giovanotti ormai idiotizzati e indottrinati a sprangare, accoltellare e ribellarsi pur non sapendo a chi e a cosa.
Cosa c’è che non va in questo nostro mondo? Forse l’incapacità di assumersi le proprie responsabilità da parte di chi dovrebbe e potrebbe fare qualcosa per dare un buon esempio ma si gira dall’altra parte alla ricerca di un capro espiatorio a cui dare la colpa.
Aggiornato il 27 ottobre 2026 alle ore 16:08
