Oggi incontriamo un uomo che ha attraversato mondi diversi: dalla moda alla televisione, dalla recitazione alla comunicazione digitale. Un percorso fatto di cambiamenti, sfide e soprattutto della capacità di reinventarsi.
È Ciro Torlo, che ha trasformato la sua esperienza nel mondo dell’immagine in un percorso creativo molto più ampio.
Ciro, grazie per essere con noi. Partiamo dalla tua storia. Qual è stato il momento in cui hai capito che la moda, l’immagine e la comunicazione potevano diventare parte fondamentale del tuo percorso?
In realtà non avevo mai pensato che la moda potesse diventare parte della mia vita. Devo ringraziare un amico fraterno, Antonio Pica, che un giorno mi disse: “C’è un concorso e secondo me devi partecipare”.
Avevo appena deciso di non voler più giocare a calcio. Mi presentai ai provini e l’agente Rosario Porzio mi propose come rappresentante della Campania al concorso Mister Italia, che poi vinsi nel 2011.
Da lì è iniziato un percorso completamente nuovo, che mi ha permesso di viaggiare, conoscere persone, scoprire nuovi mondi e, soprattutto, scoprire parti di me che ancora non conoscevo.
Successivamente, lavorando con diversi brand nazionali e internazionali e con l’arrivo dei social network, ho iniziato a confrontarmi sempre di più con gli imprenditori sulle strategie di comunicazione. È così che mi sono avvicinato al marketing e al mondo dei social.
Nel mondo della moda l’immagine conta moltissimo. Ma dietro un volto c’è sempre una persona. Quanto è importante oggi costruire un’identità che vada oltre la semplice bellezza?
L’immagine conta, ma non esiste un’identità precisa che possa essere considerata valida per tutti. Ci sono lo stile, gli stylist e tante variabili.
Se vuoi sfilare in passerella, per esempio, alcuni requisiti fisici possono essere fondamentali. Nel mio caso, però, avevo già la consapevolezza che la moda sarebbe stata uno step per avvicinarmi al mondo della televisione.
Dopo aver vinto il titolo ho iniziato a studiare recitazione. Ho sentito l’esigenza di non fermarmi all’immagine, ma di capire cosa avessi dentro e trovare una forma per esprimerlo attraverso l’arte.
Hai attraversato un settore che è stato profondamente trasformato dai social network. Secondo te i social hanno democratizzato la comunicazione oppure hanno creato nuove pressioni e nuove forme di competizione?
Oggi le figure professionali e creative sono moltissime e i social sono uno strumento che permette a chiunque di comunicare e creare contenuti.
Io vengo da un’epoca diversa, quando per poter parlare al pubblico serviva necessariamente passare dalla televisione. Oggi anche una persona a casa può trasformare la propria vita in un piccolo salotto e raccontarsi liberamente.
Non mi spaventa. Quella realtà è sempre esistita, semplicemente oggi possiamo vederla.
Credo però che servano consapevolezza e responsabilità. E sì, è tutto molto competitivo. Nel mio settore, per esempio, oggi le agenzie guardano anche ai social e al numero di follower. È inutile nasconderlo: i numeri contano.
Oggi si parla molto di inclusività, diversità e rappresentazione. Secondo te la moda sta realmente cambiando?
Non credo che la moda abbia tutta la responsabilità. La moda è una forma d’arte e i modelli sono strumenti di comunicazione.
La moda può essere anche controcorrente. Inclusività e diversità trovano spesso spazio proprio nei suoi linguaggi.
Credo che la moda debba avere il coraggio e anche il dovere di rimanere libera nella propria espressione. E penso che questa libertà dovrebbe appartenere al mondo in generale.
Moda e spettacolo offrono grandi opportunità, ma anche competizione, delusioni e sconfitte. Qual è la lezione più importante che hai imparato lungo il tuo percorso?
Io amo parlare di anime e di energie. Sono consapevole di vivere in un mondo competitivo e arrivo dallo sport. Se vuoi fare bene e arrivare lontano devi essere preparato, dimostrare il tuo valore, avere anche un po’ di fortuna e incontrare le persone giuste al momento giusto.
Le delusioni e le sconfitte fanno parte del gioco. L’importante è riconoscerle, imparare e continuare a dare il meglio di sé.
Se dovessi scegliere una sola parola per raccontare il Ciro Torlo di oggi e una per descrivere quello che vorresti diventare domani, quale sceglieresti?
“Shapeshifter”. La capacità di cambiare forma, soprattutto attraverso la recitazione e nella vita. Significa avere la capacità di accettare gli errori del passato, trasformarli in esperienza e andare avanti.
Aggiornato il 29 settembre 2026 alle ore 15:04
