Oggi incontriamo Uliana Iasinchuk, modella, artista e volto della cultura ucraina in Italia. Una donna che ha scelto di trasformare la propria immagine e il proprio lavoro in uno strumento per mantenere vive le proprie radici e raccontare, attraverso la moda e l’arte, l’identità del suo Paese.
In un momento in cui l’Ucraina continua a combattere per la propria libertà, Uliana porta in Italia non soltanto la testimonianza di una terra ferita dalla guerra, ma anche l’orgoglio di un popolo, la sua cultura, le sue tradizioni e la speranza di un futuro di pace.
Uliana, lei vive e lavora in Italia, ma continua a portare con orgoglio la sua identità ucraina. Quanto è importante, soprattutto oggi, mantenere vive le proprie radici e raccontare al mondo la storia e la cultura del suo popolo?
Mantenere vive le proprie radici oggi non è solo un atto di affetto verso il passato, ma una necessità per proteggere la propria anima. Quando la tua terra attraversa una prova così drammatica, ogni tradizione diventa uno scudo e ogni parola un atto d’amore.
Per me, essere una mamma ucraina che vive in Italia significa mantenere la propria casa interiore pulita, limpida e fiera, senza mai perdere il contatto con le proprie origini. Raccontare la mia terra è un dovere morale: significa dimostrare che la nostra cultura è viva, pulsante e che non potrà mai essere cancellata.
L’Ucraina è un Paese che sta combattendo per la propria libertà e per il diritto di decidere del proprio futuro. Che cosa significa per lei, come donna ucraina, portare in Italia la voce e l’orgoglio di un popolo che resiste?
Porto sulle spalle la voce e la responsabilità delle donne ucraine, che oggi mostrano al mondo un esempio straordinario di forza, coraggio e dignità.
Nel mio lavoro di modella e nel mondo dello spettacolo non cerco il successo fine a se stesso. Per questo, ogni volta che raggiungo un traguardo e ricevo un riconoscimento importante, la mia prima reazione sul palcoscenico è quella di alzare la bandiera ucraina.
Desidero che la luce dei riflettori illumini i nostri colori, affinché il pubblico possa vedere che l’Ucraina è viva, che continua a fiorire ovunque i suoi figli si trovino e che la nostra speranza non smetterà mai di splendere.
Lei ha scelto di rappresentare l’Ucraina anche attraverso la Vyšyvanka, la bandiera e le tradizioni culturali. Quanto possono diventare la moda, l’arte e la bellezza strumenti di identità e di testimonianza?
La bellezza e l’arte sono linguaggi universali, capaci di superare ogni barriera e di contrastare l’indifferenza.
Proprio a Capua, in occasione della Giornata Mondiale della Vyšyvanka, abbiamo realizzato insieme agli organizzatori una bellissima kermesse, durante la quale ho esposto la mia prima opera pittorica, realizzata interamente a mano. Ho dipinto i simboli della nostra terra, come i papaveri rossi e le spighe di grano, per lanciare un messaggio di rinascita.
Nella mia carriera ho conquistato importanti riconoscimenti: il Primo Posto Nazionale a Roma nella finalissima di Ragazza Cinema OK Lady Italia presso Cinecittà World, dopo il Primo Posto Assoluto nella finale regionale in Campania a Recale; il Primo Posto Nazionale come STAR Lady a Fiuggi; il Primo Posto Assoluto a Frattamaggiore nella tappa di Miss Diana 2025; il titolo europeo di Miss Bellezza nel circuito Miss Principessa d’Europa; il titolo di Casa Imperiale e il secondo posto a Miss Reginetta d’Italia.
Ogni volta che alzo la nostra bandiera ucraina sul podio, trasformo un momento di successo personale in un’occasione di testimonianza e di pace.
Attraverso la sua attività artistica e la partecipazione a eventi culturali, contribuisce a creare un ponte tra Italia e Ucraina. Che cosa possiamo imparare gli uni dagli altri e quanto è importante oggi rafforzare questo legame?
L’Italia mi ha accolto con immenso calore e mi ha offerto straordinarie opportunità professionali. Ho avuto la possibilità di calcare passerelle prestigiose e di lavorare con importanti firme della moda.
Ho sfilato sul red carpet del Teatro Piccolo indossando creazioni d’alta moda dello stilista Gianni Cirillo, per il quale ho sfilato anche in diretta televisiva negli studi di Partenope TV. Sono stata invitata sul palco del prestigioso concorso nazionale Miss Principessa d’Europa con le creazioni dell’Atelier Antonella Zullo, dove ho avuto anche l’onore di ricoprire il ruolo ufficiale di Madrina alla finalissima nazionale.
A queste esperienze si aggiungono i fashion show per la stilista Anna Bernardi, per Annapaola Couture nella splendida cornice di Villa Domi in occasione del gala benefico Party del Sorriso, per Patrizia Lieto e Carolina Di Maio al Visciano Summer Fashion e per AMC Creation di Anna Maria Coscarello. Ho inoltre partecipato alla Mostra d’Oltremare di Napoli, prendendo parte a un importante spettacolo di moda d’avanguardia.
Un’esperienza di grande prestigio è stata quella in Umbria, dove ho ricoperto il ruolo di valletta ufficiale e ragazza immagine sul palco del CET di Mogol per il Festival di Napoli, al fianco di Erennio De Vita, consegnando i primi premi ai cantanti e sfilando con un abito d’alta moda dell’Atelier Nozze di Domenica Scaccia, in collaborazione con la manager Maria Rosa Borsetti.
Questa esperienza mi ha portata a essere scelta dall’Associazione Nazionale Italiana Artisti come volto promozionale e brand Ambassador per 958 Santero. Parallelamente ho lavorato nel cinema e in televisione, comparendo nei crediti del film e cortometraggio d’autore Il Ragù, diretto da Enzo Morzillo, al fianco di attori come Marzio Honorato e Michelangelo Tommaso, e come co-conduttrice e valletta televisiva nel programma O sole e Napule. Ho inoltre ricoperto ruoli istituzionali nelle giurie di Miss Mondo Italia e Miss Grand International.
Ma il cuore più autentico del mio legame con il territorio si esprime a Capua attraverso la solidarietà, l’accoglienza e l’inclusione. Durante la sfilata multiculturale “Porte Aperte al Museo Provinciale Campano”, organizzata con la cooperativa Città Irene, ho sfilato indossando un abito regale con i colori della nostra bandiera, insieme alla tradizionale corona di fiori, affiancata dalla mia comunità in Vyšyvanka.
Credo fermamente che chiunque incontriamo sul nostro cammino possa diventare un fratello, un figlio o una figlia e che, di fronte alle difficoltà, si debba mettere sempre al primo posto l’accoglienza, per affrontare insieme ogni ostacolo.
Con questo stesso spirito abbiamo promosso a Capua il concerto benefico “Fili che uniscono”. Grazie al patrocinio del Consolato Generale d’Ucraina a Napoli e all’abbraccio della comunità locale, abbiamo raccolto 1.500 euro destinati all’acquisto di droni e generatori per i nostri soldati al fronte.
Spesso, quando si parla dell’Ucraina, l’immagine che arriva è quella della guerra e della sofferenza. Lei, invece, porta anche l’immagine di un Paese fatto di cultura, talento, bellezza e dignità. Quale Ucraina vorrebbe far conoscere agli italiani?
Vorrei che gli italiani guardassero oltre le immagini drammatiche della guerra per scoprire un Paese fatto di cultura, creatività e civiltà. L’Ucraina è una terra ricca di poeti, accademici, designer d’avanguardia e artisti di grandissimo talento.
Partecipando ai grandi eventi della moda in Italia, come la sfilata alla Mostra d’Oltremare di Napoli, ho voluto trasformare la passerella in un’occasione per lanciare un messaggio di identità e di pace.
Calcare quel palco indossando con fierezza un abito con i colori azzurro e giallo, per rappresentare la mia Nazione in un momento storico così drammatico, è il mio modo di dimostrare che la nostra identità continua a vivere attraverso l’arte. Lo stesso messaggio lo porto nei grandi festival della musica, perché credo che la musica unisca le generazioni e che il talento possa far brillare le persone e i popoli.
Il mio obiettivo è mostrare la luce e lo splendore del mio popolo, che anche di fronte alla distruzione continua a portare bellezza nel mondo.
Dietro la modella, l’artista e la donna di spettacolo c’è una donna profondamente legata alla propria terra. Qual è il suo sogno per l’Ucraina e quale messaggio vorrebbe lasciare a chi continua a combattere per la libertà e a chi, in Italia, sostiene il popolo ucraino?
Il mio sogno più grande è una vittoria giusta che porti una pace duratura, il diritto per il mio popolo di decidere liberamente del proprio futuro e la rinascita di un’Ucraina fiorita ed europea.
Il regalo più prezioso che custodisco nel cuore è la bandiera della 65ª Brigata Meccanizzata Separata, firmata a mano dai soldati in prima linea e inviata come ringraziamento per l’aiuto che, da Capua, siamo riusciti a mandare al fronte. Quei fili uniscono davvero chi lotta per la libertà.
Oltre ai grandi eventi, per me è fondamentale un impegno quotidiano e silenzioso. Cerco di dare costantemente il mio contributo attraverso attività di beneficenza e doni personali: gesti spontanei e delicati per far sentire a chi soffre che non è solo.
All’Italia, a tutti gli organizzatori che lavorano al mio fianco, ai media e a te, Claudia, va la mia gratitudine più profonda per avermi teso la mano e per aver dato voce alla nostra speranza.
Aggiornato il 10 settembre 2026 alle ore 12:48
