Pasic, quando l’indagine sulla morte passa anche dalla biografia
Foto. Ansa

Il volume di Franco Posa e Camilla Trussardi propone un metodo strutturato di autopsia psicologica rivolto agli operatori forensi. Un lavoro che prova a mettere in dialogo neuroscienze, criminologia e diritto nei casi in cui ricostruire un’esistenza può contribuire a comprendere una morte.

Ci sono casi giudiziari nei quali i fatti sembrano terminare esattamente dove dovrebbero cominciare le risposte. Una morte dubbia, una dinamica non completamente chiarita, comportamenti precedenti difficili da interpretare. Ed è proprio in questo spazio, complesso e inevitabilmente delicato, che si colloca Pasic – L’autopsia psicologica strutturata sul singolo caso. Guida all’applicazione per gli operatori forensi, di Franco Posa e Camilla Trussardi, pubblicato da Edizioni Neurointelligence.

Il tema è specialistico, ma la questione affrontata riguarda uno dei nodi più affascinanti dell’investigazione contemporanea: quanto può raccontare una persona dopo la propria morte attraverso le tracce psicologiche, relazionali e comportamentali lasciate durante la vita?

L’autopsia psicologica nasce proprio con questo obiettivo: ricostruire retrospettivamente il profilo del soggetto, il suo ambiente, le relazioni, gli eventi significativi e gli elementi che possono contribuire alla comprensione delle circostanze della morte. Il Pasic tenta però un passo ulteriore, proponendo una procedura strutturata e multidisciplinare capace di ridurre, per quanto possibile, il rischio di interpretazioni impressionistiche.

È probabilmente questo il principale merito del volume: ricordare che, anche quando l’oggetto dell’indagine è la dimensione psicologica, il metodo resta essenziale.

Posa, medico e criminologo clinico con esperienza nelle neuroscienze forensi e nell’analisi dei cold case, porta nel testo la prospettiva investigativa e scientifica. Trussardi, giurista e ricercatrice in criminologia e neuroscienze forensi, contribuisce invece a collocare lo strumento nel delicato punto d’incontro tra acquisizione scientifica, utilizzabilità investigativa e garanzie proprie del procedimento giudiziario.

Ne deriva un libro destinato in primo luogo agli addetti ai lavori — magistrati, avvocati, appartenenti alle Forze di polizia, medici legali, criminologi, psicologi, psichiatri e consulenti tecnici — ma interessante anche per chi voglia comprendere quanto siano cambiate le scienze forensi e quanto oggi l’investigazione non possa più essere confinata dentro una singola disciplina.

Il rischio, in materie come questa, sarebbe attribuire alla ricostruzione psicologica una capacità quasi divinatoria. Il volume percorre invece una strada più seria: non sostituire la prova con l’interpretazione, ma organizzare l’interpretazione affinché possa diventare un elemento scientificamente controllabile dell’indagine.

Ed è proprio qui che il Pasic mostra la sua ambizione più interessante. Non promette scorciatoie verso la verità, ma propone strumenti per porre domande migliori. Nei casi più complessi, anche questo può rappresentare un avanzamento significativo.

(*) Pasic – L’autopsia psicologica strutturata sul singolo caso. Guida all’applicazione per gli operatori forensi, di Franco Posa e Camilla Trussardi, Edizioni NeuroIntelligence, euro 19,00

Aggiornato il 26 agosto 2026 alle ore 13:23