Lo sport può essere molto più di una competizione: può diventare uno strumento di inclusione, solidarietà e crescita per l’intera comunità. È questa la filosofia che anima Sport Smile, un’associazione nata con l’obiettivo di promuovere i valori più autentici dello sport, trasformandoli in azioni concrete a favore di chi vive situazioni di fragilità.
A guidare questa realtà è Antonino Di Natale, presidente dell’associazione, che insieme a una rete di oltre 130 testimonial provenienti dal mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo porta avanti progetti di sensibilizzazione, raccolta fondi e sostegno sociale nelle scuole, nei teatri, negli istituti penitenziari e nei campi sportivi. Con lui parleremo della nascita di Sport Smile, delle sfide affrontate ogni giorno, dei risultati raggiunti e degli obiettivi futuri, riflettendo sul ruolo che lo sport può avere nella costruzione di una società più inclusiva, responsabile e solidale.
Come nasce Sport Smile e qual è la missione che guida ogni vostra iniziativa?
Sport Smile nasce circa due anni e mezzo fa dall’iniziativa di un gruppo di amici legati da un obiettivo comune: fare del bene e mettere il sociale al centro delle proprie vite. Oggi quella scintilla iniziale è diventata una realtà straordinaria che conta oltre 130 testimonial d’eccellenza provenienti dal mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo. La nostra missione guida è portare i valori sani dello sport e della condivisione ovunque ci sia bisogno di un sorriso e di un sostegno concreto, entrando nelle scuole, nei teatri, nelle strutture penitenziarie e nei campi sportivi, unendo la sensibilizzazione alla raccolta fondi.
In che modo lo sport può diventare uno strumento concreto di inclusione sociale, soprattutto per i giovani e le persone più fragili?
Lo sport ha un linguaggio universale che abbatte qualsiasi barriera, sia essa economica, sociale o culturale. Diventa uno strumento concreto di inclusione perché sul campo siamo tutti uguali, con le stesse regole e gli stessi obiettivi. Per i giovani e le persone più fragili, lo sport è una scuola di vita: insegna il rispetto dell’altro, la disciplina, la resilienza e l’importanza del fare squadra. Quando i nostri testimonial scendono in campo o entrano in un'aula, offrono a questi ragazzi un esempio tangibile di come la determinazione possa trasformarsi in riscatto sociale.
Qual è il progetto di Sport Smile che, fino ad oggi, le ha dato la maggiore soddisfazione e perché?
È difficile scegliere un solo progetto, perché ogni volta che varchiamo la soglia di una scuola o di un penitenziario l'emozione è immensa. Tuttavia, la soddisfazione più grande è vedere la risposta dei ragazzi e la generosità dei nostri testimonial, che mettono gratuitamente a disposizione la loro professionalità. Vedere un giovane in difficoltà che ritrova il sorriso o una comunità che si stringe attorno a una nostra raccolta fondi per realizzare un obiettivo concreto: ecco, questa è la nostra vittoria più grande, il vero “progetto” che si rinnova ogni giorno.
Quali sono le principali sfide che un’associazione come la vostra affronta ogni giorno e come riuscite a superarle?
La sfida principale è di tipo logistico e organizzativo: coordinare le attività di un'associazione in forte crescita e far conciliare le agende di oltre 130 professionisti e personaggi pubblici non è semplice. Inoltre, c’è la sfida costante di intercettare le risorse necessarie per sostenere i nostri progetti sociali. Come le superiamo? Con la forza del gruppo, la trasparenza e, soprattutto, con la passione immutata di quel gruppo di amici da cui tutto è nato. La volontà di fare del bene è il motore che ci fa superare ogni ostacolo.
Quanto è importante la collaborazione con istituzioni, scuole e imprese per costruire una comunità più solidale attraverso lo sport?
È fondamentale, da soli si va veloci ma insieme si va lontani. Sport Smile non opera nel vuoto: la sinergia con le scuole ci permette di parlare direttamente ai giovani; il dialogo con le istituzioni ci consente di entrare in contesti complessi come i penitenziari in modo sicuro ed efficace; la collaborazione con le imprese, infine, è vitale per sostenere economicamente le nostre iniziative. Solo creando una rete solida tra terzo settore, istituzioni e privato possiamo costruire una comunità davvero solidale e integrata.
Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi di Sport Smile e quale messaggio desidera rivolgere ai giovani che sognano di fare dello sport un’opportunità di crescita personale e sociale?
Per il futuro vogliamo consolidare la nostra presenza sul territorio nazionale, ampliando la rete dei partner e portando i nostri progetti in ancora più realtà periferiche o disagiate. Ai giovani che sognano lo sport come percorso di crescita voglio dire: non smettete mai di crederci e di sorridere, anche di fronte alle sconfitte. Lo sport non è solo vincere una medaglia, ma è lo strumento più potente che avete per diventare cittadini migliori. Metteteci il cuore, rispettate l’avversario e ricordatevi che il successo più bello è quello che si condivide e che serve ad aiutare chi è rimasto indietro.
Aggiornato il 16 luglio 2026 alle ore 10:30
