Testimonianza di amore cristiano per Eugenia Roccella

Cara e a me personalmente sconosciuta Eugenia Roccella avere letto della tua disgrazia ha causato in me un istinto di amore cristiano anche per le analogie con quella a me capitata il 2 luglio 2022. Quel giorno di ormai quattro anni fa ho perso infatti Fiora Gianni, la donna della mia vita, in circostanze che per la propria imprevedibile subitaneità possono essere considerate analoghe a quelle in cui è scomparso tuo marito – scusa il tu , è per comodità – fra l’altro c’era sempre un lago di mezzo. Io quello di Oriolo Romano tu quello di Vico, sempre nella provincia di Viterbo. Sulla vicenda ho per anni tenuto un blog su YouTube per la elaborazione del lutto su consiglio del mio terapista Roberto Mander da cui sono in cura da poco meno di quattro anni.

Avere saputo, ma non letto, degli insulti e delle maledizioni di cui sei sta oggetto ha provocato in me un’ulteriore moto di solidarietà umana. D’altronde noi giornalisti per mestiere siamo costretti, come gli idraulici, a mettere le mani dentro i cessi, nella merda. Con la differenza che almeno loro usano i guanti. E la merda di questa opinione pubblica drogata e rincoglionita dai social, resa sempre più solo dagli schermi su cui consuma quel poco di cervello che ha avuto in dotazione fa sentire chi come noi ha subito una disgrazia ancora più soli e circondati da un mondo che non ci piace. È la terra desolata di T. S. Eliot riportata ai giorni nostri. Sono certo che tu riuscirai a superare questo macigno di dolore che oggi ti sembrerà insormontabile. Come lo sembrava a me quattro anni fa.

Sembra he il tempo non lenisca questo dolore ma semplicemente aiuti a sopportarlo. È quello che ti auguri di cuore. E ti scrivo questa lettera aperta per testimoniarti che non tutti oggi sono sulla lunghezza d’onda di certi quotidiani e di certi talk show che incoraggiano ogni bassezza dell’animo umano. Non ti conosco ma penso di volerti bene. Cordialmente.

Aggiornato il 01 luglio 2026 alle ore 13:30