In occasione dell’udienza tenuta ieri, Papa Leone XIV ha tenuto la sua quarta catechesi sulla Sacrosanctum Concilium, una delle quattro costituzioni conciliari promulgate nel 1963 da Papa Montini. Leone continua quindi il suo percorso di riflessioni sulla liturgia e in occasione dell’udienza ha definito gli aspetti che dovrebbero guidare il cristiano verso l’Eucarestia: Robert Francis Prevost afferma che prendere parte alla mensa del Signore significa “ristorarsi con la parola di Dio’’ e ricorda quanto il sacramento eucaristico ‘‘insegni ad adottare lo stile di vita del Signore Gesù stesso, contrassegnato dal dono gratuito di sé’’. Il pontefice torna quindi a evidenziare la centralità della partecipazione alla messa e l’avvicinamento al sacramento della comunione, che è ‘‘Pane del cammino verso la Patria celeste’’. Leone ricorda le parole del suo santo, Agostino, che in diversi sermoni ha dato centralità al mistero e all’importanza dell’Eucarestia, esortando i cristiani con queste parole: ‘‘Siate ciò che vedete, e ricevete ciò che siete’’.
Con la partecipazione ai riti sacri e ricevendo la comunione, i cristiani non solo si avvicinano a Dio attraverso il dono di Cristo, ma imparano essi stessi a offrire la loro vita con carità: ‘‘Incorporandoci a Cristo, l’Eucarestia ci insegna ad adottare lo stile del Signore Gesù stesso, contrassegnato dal dono di sé che ci fa entrare nella dinamica dell’unità, che offre un potente antidoto ai fermenti di divisione che minano il nostro mondo, le nostre comunità, le nostre famiglie, il nostro cuore’’, ha scandito Prevost. Per il papa vivere la messa non significa quindi ottemperare soltanto una sorta di dovere religioso, ma impegnarsi attivamente su più fronti, sempre guidati dalla necessità di creare accoglienza, diffondere pace e generare unità, dalle dinamiche lontane sino alla nostra profonda intimità. Il messaggio dell’udienza continua quindi quanto detto all’Angelus del 21 giugno: rispondere all’odio con l’amore, abbattere la prepotenza con il Vangelo e non voltarsi mai dall’altra parte. Monito, quello del papa, lanciato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato.
Sempre ieri, prima dell’udienza, il pontefice ha incontrato un gruppo di scrittori e scrittrici, giunti da ogni parte del mondo in occasione dei cento anni della Libreria Editrice Vaticana. Rivolgendosi a coloro che attraverso le parole costruiscono nuovi immaginari e superano i limiti comunicativi, Prevost ha evidenziato l’importanza ‘‘della fantasia narrativa per creare spazi di libertà e di autenticità’’, definendo la scrittura come un ‘‘atto di verità’’. Il pontefice ha quindi messo al centro il ruolo della scrittura, strumento che spesso viene marginalizzato e ridotto a puro fenomeno creativo, di cui non si riconosce l’impatto e l’influenza che possono avere nel ridefinire spazi, contesti e stili di vita. Tra dieci giorni, il 4 luglio, è previsto il viaggio di Papa Leone XIV all’isola di Lampedusa: luogo simbolo di accoglienza ma anche di scontro (culturale, e ovviamente politico), visitato dal predecessore Francesco l’8 luglio del 2013, che scelse proprio la frontiera siciliana degli sbarchi come prima destinazione pastorale. Papa Leone, che richiama costantemente l’attenzione verso gli immigrati e i rifugiati, offrirà un omaggio floreale alle vittime dei naufragi prima di fare ritorno in Vaticano.
Aggiornato il 25 giugno 2026 alle ore 11:16
