Leone XIV pontefice della vita

Chi vuole dominare il mondo potrebbe soprattutto rovinare il mondo

Talune concezioni in campo religioso reputano il mondo come un paradiso da riconquistare dopo averlo perduto, un paradiso che si ottiene con la fede nel dio che lo promette. L’Ebraismo, il Calvinismo e a suo modo l’Islam concepiscono il trionfo sulla Terra necessario e accertato credendo, ripeto, nel Dio che avrebbe manifestato questa promessa, Yhwh, Dio, Allah che fosse. La concezione di Adam Smith, che il lavoro e l’iniziativa individuale fanno il bene altrui nel fare il proprio conclude in modo del tutto mondano questo scopo di conquista, vantaggio, individuale e collettivo terrestre. Ben diverso il Cattolicesimo. Non crede ad un paradiso in terra, non crede che fare il proprio bene sia bene anche per gli altri, non crede che la potenza valga come disegno di sostegno divino. Tutt’altro, crede che la potenza sia il modo diabolico per attrarre con i beni terrestri compiendo il male terrestre. Se poi questo presunto potere incoronato dal Dio in cui si crede, esige sterminio degli altri per un cattolico saremmo nella prepotenza del male reputato bene. Si dirà: lo stesso cattolicesimo ha operato in tal modo. Certo, ma con una precisazione: il cattolicesimo mai ha del tutto concepito che il dominio su questo mondo conclude la fede e la vita, e che invece ad avere questo fine si diviene diabolici. Appunto, si vuole dominare il mondo come scopo della fede.

Semplifico: se il ricco essendo ricco ha diritto sul povero poveraccio, se per essere ricchi (benedetti da Dio) occorre uccidere e predare, sia, giacché in tal modo la mia vittoria dimostra che Dio mi sceglie. Un modo aggrovigliato di giustificare ogni cruenza. Se vinco, purché vinca e perché vinco, sono nel giusto e approvato da Dio. Lo sconfitto è non soltanto sconfitto ma reso poveraccio, se non lo è, giacché la mia vittoria mi pone nel giusto. Una vittoria che ha la sua giustificazione nella vittoria. Il male non esiste, esiste il risultato: il perdente è considerato sempre cattivo. Il pontefice Leone XIV, ricordandosi che è un cattolico, vede stragi, predazioni, vanto di distruzioni, minacce di stermini, pretesa di sottomettere il mondo se non l’universo e che da parte di un Paese potentissimo si intende dare realtà effettuale a questa potenza, insorge. E si fa apprezzare come fosse il Papa quale concepiamo debba essere: per l’umanità salvata da se stessa, dal male contro se stessa. Insorge per coerenza teologica.

Se il dominio con mezzi distruttivi segna la vittoria diabolica non la si può trasformare in vittoria del bene – l’aspirazione al dominio mondiale attraverso guerre e predazioni sarebbe dominio del Bene? Se gli Stati Uniti dominassero il mondo avremmo il bene mondiale anche se ciò avvenisse con guerre, stermini, predazioni? Per Leone XIV mezzi distruttivi e fini di dominio non possono attuarsi se non maleficamente. Leone XIV crede ancora che il male esiste, il peggior male è la sacralizzazione della vittoria ad ogni costo. L’obiezione è facile: allora, non dobbiamo difenderci dalla altrui voglia di potenza? Dobbiamo difenderci dalla altrui voglia di potenza non giustificare la nostra voglia di potenza dichiarando che lottiamo contro la voglia di potenza altrui, pur agendo in pretesa di un dominio mondiale, considerando da annientare chi non obbedisce. Vale per tutti. Assolutamente. Vale nei confronti di chi vuole dominare il mondo. Non ci riuscirebbe, oggi meno che mai, però nello sforzarsi per riuscire potrebbe sconquassare il mondo. A questo riuscirebbe! Leone XIV ha tale visione, del tutto apprezzabile.

Aggiornato il 16 aprile 2026 alle ore 11:13