L’Italia e l’Europa vivono in una bolla. Le notizie sulla guerra ibrida portata avanti da Russia, Iran, palestinesi, Corea del Nord e Cina sono note. Nel quotidiano, l’informazione svanisce.
IL CLAN RUSSO
Il Fatto Quotidiano non ha i conti a posto. Gran parte del fatturato arriva dall’estero. Collabora con quel giornale una squadra di esperti, ai tempi di Adriano Celentano avremmo detto un clan. Hanno nomi e sguardo che a me incutono dubbi sulla sanità mentale. Sono ospiti fissi di molte trasmissioni. Sono persone dai curriculum preparati a tavolino. L’ambasciatrice ha avuto un incarico onorario, il docente universitario ha pubblicazioni che hanno stile narrativo variabile, l’anziano geostratega dice che non usa metodo, ma assembla informazioni con sensibilità personale. Dice quello che gli passa per la testa, insomma.
C’È UN CONFLITTO CON L’ISLAM?
No. C’è un conflitto tra noi che viviamo liberi e quelli che sono sotto il tallone dei dittatori, confessionali o no. Russi e ayatollah, Kim Jong-un e maduristi, dittatori africani e islamici sono disturbati dall’esistenza di un continente pieno di gente libera di idee e di comportamenti. Non fa bene al loro potere. Impongono da noi i commentatori che ostentano debolezza scientifica e analitica. Gli italiani a seguito di questa pressione disinformativa si è riempita di persone convinte che esista una popolazione etnica palestinese musulmana eterna. Ma 2.000 anni fa l’Islam non esisteva. Gli arabi sono i popoli d’Arabia, come gli europei stanno in Europa. Parlare di etnie oggi è argomento molto scivoloso. C’è un problema palestinese, ma la sua soluzione non dipende dalla distruzione di Israele, anzi. La soluzione sta nella crescita di un nuovo Stato laico, democratico liberale, che assicuri una vita senza guerra ai propri cittadini senza Hamas e islamisti, molto lontani dalla pace promessa dall’Islam.
ESISTE UNA SUPERIORITÀ MORALE DELL’OCCIDENTE?
La risposta è no. La superiorità è della cultura che abbiamo sviluppato. Siamo figli dei presocratici, dallo scetticismo alla teoria atomica, degli egizi e delle loro conoscenze astronomiche e geometriche, delle religioni iraniche delle origini, a partire da quella zoroastriana, di Aristotele, di Platone, della tradizione ebraica e quella cristiana, della Riforma protestante e dei goti del fyrd, assemblea che ricorda molto la umma musulmana, siamo figli di Bisanzio e Averroè, di Albert Einstein e di Karl Popper, di Adam Smith e di Karl Marx, di Jean-Jacques Rousseau e del Concilio Vaticano II, di Sant’Agostino e Christine de Pizan, Olympia de Gouges e Mary Wallstonecraft, alle quali aggiungo la nostra Lisa Merlin. Potrei continuare. Abbiamo prodotto tanto, ma abbiamo capito la lezione perché abbiamo rischiato l’estinzione con le ultime due guerre mondiali. La morte violenta di milioni di europei ci ha obbligato a capire che il mercato ci lascia vivi e la guerra ci ammazza. E questo ci ha reso laici.
ESISTE UNA LOTTA TRA BENE E MALE?
Certo che esiste. Ma cos’è il bene e cosa è il male? Il bene quotidiano discende da regole di convivenza che si stabiliscono a furia di collaborare con gli altri, in famiglia e nell’ambiente esterno. I comandamenti religiosi e le leggi degli Stati non sono altro che la fissazione dei rapporti umani che si stabiliscono in ogni società, liberamente.
LA RISPOSTA DEI DETENUTI
Da qualche mese con un’associazione che si chiama Ali in Movimento, andiamo in un carcere minorile per dare ai ragazzi reclusi strumenti di auto gestione delle loro azioni, attraverso la regolazione delle emozioni. Il metodo si chiama Emo2 e funziona. Ieri abbiamo chiesto ai ragazzi cosa si aspettano dagli altri e cosa pensano di dare agli altri. La risposta di tutti, presa individualmente, comprendeva due parole: regole e rispetto.
RISPETTO, REGOLE, BENE E MALE
I ragazzi hanno spiegato che “rispetto” significa “volersi bene”. Allora cosa è il bene? Esso è ciò che funziona, ovvero i comportamenti che rendono possibile la cooperazione senza la violenza. La violenza può essere evitata se si ha rispetto per sé stessi. Senza quell’amore per sé stessi, una coppia si rompe, il futuro svanisce, l’ambizione evapora, l’ansia e la depressione passano da questione individuale ad atteggiamento sociale. Nasce così l’insoddisfazione e il desiderio di distruggere.
VOLERSI BENE È IL BENE
I ragazzi detenuti, moltissimi di religione musulmana, danno la risposta alla domanda iniziale. Non c’è una superiorità del pensiero e della civiltà occidentale, c’è una superiorità del rispetto per sé stessi che l’Occidente e l’Europa in particolare, hanno sedimentato nella propria cultura. Israele e l’Ucraina hanno diritto ad esistere, come hanno diritto ad un’esistenza libera e dignitosa i palestinesi. La soluzione al problema palestinese. La destra illiberale e chi si è appropriato della parola sinistra seminano odio per sé stessi e per il bene, inteso come regole che funzionano. La disinformazione è semina di odio. Soffiano sulla propaganda, cancellano i sogni, combattono chi ama sé stesso e quindi gli altri. I predicatori di odio non sono liberali, non sono progressisti, non sono buoni. La bontà è un valore da disseminare e diffondere ed è progressista, liberale e umana, più che occidentale. Anche se qui abbiamo elaborato cosa vuol dire esse buoni, altrove non è possibile perché manca la libertà.
Aggiornato il 29 maggio 2026 alle ore 11:01
