Don Ermanno e la leggenda del Santo musicologo

Quando uno pensa a una persona “in odore di santità” immagina, se ha avuto la fortuna di conoscerlo, come gli abitanti del rione Monti e i frequentatori della parrocchia della chiesa della Madonna dei Monti, al compianto (da pochi giorni) don Ermanno Di Pasquale. Sacerdote, teologo, musicista e musicologo. Una piccola grande leggenda, uno che ha fatto della propria vita una sorta di opera darte della beatitudine cristiana. Chi scrive grazie a lui ha potuto già anni orsono recuperare la fede e anche la speranza. Almeno in parte. Poi dopo la morte della mia compagna Fiora è stato lui che ha celebrato circa per tre anni le messe di suffragio ogni due del mese e che mi ha consolato di ciò che rimane inconsolabile. Di don Ermanno erano leggendarie le omelie su cui pare lavorasse fino a notte fonda. Erano in genere molto lunghe e qualcuno se ne lamentava pure invece di capire la cifra di quelle prediche che erano vere e proprie lezioni di teologia. E infatti don Ermanno era un fine teologo oltre che un musicologo amante di Gioacchino Rossini e Vincenzo Bellini e un insegnante di musica.

Come tutte le persone che i propri valori e il proprio valore non li ostendono e non ne menano vanto viveva modestamente. Ma pochi sanno che aveva fatto anche una grande scoperta a livello di ricerca sulla musica: don Ermanno Di Pasquale reperì infatti una inedita composizione di Vincenzo Bellini sul tema “Se tra il bujo un fantasma vedrai” dei Puritani. Fuga per pianoforte. E la scovò tra le carte del conservatorio di Santa Cecilia. Don Ermanno suonò questo brano musicale in prima esecuzione assoluta il 18 aprile 1996, nel corso di un concerto tenuto presso il Lyceum di Catania. E saputo della sua morte questo fatto fu raccontato da uno dei suoi tanti ammiratori in quel di Lentini in provincia di Catania, che ebbe anche la fortuna di avere assistito a quel concerto. Don Ermanno che aveva anche una laurea in legge. Dopo essersi laureato in conservatorio, ricoprì per anni la cattedra principale di insegnamento di pianoforte a Frosinone nel locale conservatorio.

Una vita molto intensa, ma tutta tenuta nella discrezione della fede che gli illuminava il volto e lo faceva apparire per l’appunto come un gran signore “in odore di santità”. Personalmente ricordo cosa mi disse, stupendomi, alla fine di una delle messe di suffragio per la mia compagna: “sai Dimitri io ormai ho un’età e amo la vita, ma d’altronde non vedo l’ora di contemplare il volto del Signore”. Io ci pensai a lungo e forse adesso credo di avere capito. Riposa in pace don Ermanno. Magari nessuno chiederà che tu sia fatto “santo subito” ma il volto del Signore di sicuro già lo stai contemplando. Pregando altresì per tutti noi che siamo ancora in questo pianeta sempre più simile a un inferno.

Aggiornato il 12 marzo 2026 alle ore 10:41