Manovra, il dibattito di Forza Italia e Lega
Foto: Matteo Salvini e Antonio Tajani (Ansa)

Forza Italia apre qualche spiraglio sulle pensioni. Lo sottolinea lo stesso leader Antonio Tajani. Anche se ammette che “tutto non si può fare”, tenuto conto della situazione internazionale più complessa che mai. Intanto, si è aperta formalmente alla Camera la sessione di Bilancio per discutere in merito alla quinta manovra firmata da Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Ora sarà la volta degli stralci delle materie considerate estranee al disegno di legge di Bilancio, che la commissione guidata dal forzista Giuseppe Mangialavori dovrebbe affrontare già domani, quando sarà deciso il ciclo di audizioni completo e la scadenza per gli emendamenti, che potrebbe essere attorno al 18 novembre. Sarà poi la conferenza dei capigruppo a fine mese a stabilire la deadline per l’approdo in Aula, ma già tra i deputati si scommette su un disco verde a ridosso di Natale (tra il 21 e il 23 dicembre). Con buona pace dei senatori che, con ogni probabilità, dovranno rientrare dalla pausa natalizia per il varo definitivo – e senza margini per ulteriori interventi – prima di Capodanno.

Ciononostante, in assenza di incontri con le parti sociali prima del via libera, i partiti scaldano i motori per provare a incidere nel passaggio parlamentare. Forza Italia inizia dalla segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che Tajani incontra al partito con i due capigruppo, Stefania Craxi ed Enrico Costa. “Non possiamo stravolgere la manovra”, è la premessa del vicepremier e leader azzurro, che promette poi ai suoi interlocutori che Forza Italia – che ribadisce la priorità di introdurre la previdenza dedicata per le forze armate – “studierà tutte le possibilità” sia con propri emendamenti sia “attraverso una valutazione che verrà fatta anche all’interno della maggioranza”, convinto che “sulle pensioni qualche risultato si possa ottenere”. Difficile, comunque, senza trovare coperture alternative alla nuova stretta sulle rivalutazioni degli assegni che scatta per le pensioni oltre quattro volte il minimo.

Frattanto, Matteo Salvini interviene nel dibattito sulla manovra, a margine di Eicma, il Salone internazionale delle due ruote che si apre alla Fiera di Milano Rho. “Dico agli amici della maggioranza, col totale rispetto per tutti gli interventi che ci sono in manovra, il taglio dell’Irpef, l’aumento della flat tax per le partite Iva, il fondo per l’uscita in anticipo rispetto a quanto previsto dalla Fornero è un fondo per arrivare a quota 64. Siccome leggo cose varie ed eventuali, l’uscita anticipata per chi vorrà è una scelta, non è un obbligo”, aggiunge. “Per chi vorrà andare in pensione a 64 anni dal 2027 il fondo per la previdenza per quello è stato disegnato, non per altro. Quindi come io rispetto gli altri, conto che tutti rispettino quella che è la priorità della Lega, che è il superamento della legge Fornero, che è quota 64 a partire già dal 2027”. Il leader del Carroccio e vicepremier si dichiara disponibile a proporre un altro contributo delle banche. “Se ci fosse la necessità di avere anche qualcosa in più per andare a intervenire in quei settori più delicati, come scuola, salute e pensioni, noi non avremo problemi a proporlo” un altro contributo alle banche. “Non è che la Lega ce l’abbia coi banchieri. I banchieri, buon per loro, stanno facendo utili da decine di miliardi di euro. In un momento in cui ci sono settori in difficoltà, in cui il carovita colpisce tante famiglie, diciamo grazie anche all’insistenza della Lega, che le banche mettono 5 miliardi sul tavolo”.

Aggiornato il 03 novembre 2026 alle ore 13:54