La rivincita di Malagodi
Foto: Imagoeconomica

Giovanni Malagodi viene troppo spesso dimenticato, eppure fu il maggiore rappresentante di un liberalismo coerente e colto. Fu Segretario nazionale del Partito Liberale Italiano dal 1954 al 1972, Presidente da quell’anno al 1977, Presidente d’Onore dal 1977 al 1985.

Tra l’altro si oppose, con lungimiranza, alla legge 16 maggio 1970, n. 281 ed al relativo regolamento di attuazione, il D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 8, i quali decretarono l’istituzione vera e propria delle Regioni, come oggi le conosciamo. Esse sono previste, in effetti, nella Costituzione del 1947-‘48, come stabilito dall’articolo 114, secondo comma. Tuttavia, vennero, nei fatti, istitute solo con quelle norme del 1970-72.

L’opposizione del mondo liberale, interpretata dal Malagodi, non era dettata da avversione a forme d’autonomia, ma allo spezzettare la Nazione con una sorta di “frontiere”. Invece l’orografia, gli interessi economici, le tradizioni culturali etc., possono richiedere autonomie e cooperazioni a “geometria variabile”, per materie ed esigenze.

Una prova di questo sono tensioni e frizioni che si manifestano, non da oggi, tra la parte orientale della Città metropolitana di Venezia ed il Friuli Occidentale, in pratica il Portogruarese ed il Pordenonese. I comuni del Veneto Orientale risentono di una condizione di marginalità rispetto a Venezia, e ciò li spinge a chiedere ascolto dalle istituzioni del Friuli-Venezia Giulia. È quanto avvenuto col Tribunale. Prima Portogruaro era circoscrizione di Venezia. Gli avvocati, però, dovevano andare in stazione per prendere il treno, visto che a Venezia si va a piedi, in vaporetto od in motoscafo. Dalla stazione di Santa Lucia poi raggiungere Rialto, con borse e toghe. Allora hanno ingaggiato tutta una battaglia per rientrare sotto il Tribunale di Pordenone, a mezz’ora di macchina e con ampio e comodo parcheggio. Il settore turistico, invece, preme per restare con Venezia. Volete mettere un pieghevole d’un albergo che si pubblicizza nella Città metropolitana di Venezia, col centro storico raggiungibile in mezz’ora di treno?

Occorrerebbe costituire un polo economico e infrastrutturale integrato tra Veneto orientale e Friuli, riprendendo temi di vicinanza culturale e amministrativa. Sulla parte orientale del Friuli-Venezia Giulia, tra Carnia italiana, Carniola slovena e Carinzia austriaca, così come tra Venezia Giulia, Istria e Dalmazia tendono a rivivere abitudini antiche, un tempo riassunte sotto la denominazione Alpe Adria, anche a scavalco dei confini di Stato. Oggi, però, quelle esperienze ai limiti orientali sono in crisi per il combinato disposto dell’invasioni migratorie clandestine e di guerra ibrida.

Se si resta all’interno della Nazione, emerge la lungimiranza di Giovanni Malagodi nell’avversare la costruzione di regioni coi confini rigidi, e non una struttura di enti locali a geometria variabile, per materie ed esigenze.

Aggiornato il 07 settembre 2026 alle ore 10:16