Gli ucraini sono un esempio. Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, non ha perso tempo per elogiare il popolo ucraino nel giorno della sua indipendenza. “Grazie a questo popolo fiero che, in questi quattro anni e mezzo di eroica resistenza all’invasione russa, ci ha ricordato il valore della libertà”, ha dichiarato il sottosegretario con delega per l’Attuazione del programma di governo. Sono passati 35 anni dal 24 agosto 1991, quando Kiev ha firmato la sua dichiarazione d’indipendenza, e per la quinta volta gli ucraini sono costretti a festeggiare a metà questa ricorrenza, visto che la Federazione russa vorrebbe riavvolgere le lancette indietro nel tempo, a quando l’Ucraina era un territorio dell’Unione sovietica.
Anche la Farnesina si è unita agli auguri di Fazzolari. Il Ministero degli Esteri italiano ha ribadito la condanna dell’aggressione russa e l’impegno a fianco degli ucraini nella difesa della libertà e nella ricerca di una pace giusta e duratura. Per l’anniversario, il Palazzo della Farnesina sarà illuminato con il giallo e il blu, i colori della bandiera ucraina. Il gesto è dedicato alla memoria delle migliaia di vittime del conflitto che impegna, da oltre quattro anni, il popolo ucraino nella difesa della propria identità nazionale.
“L’Italia è sempre stata dalla parte dell’Ucraina, abbiamo difeso il diritto internazionale, abbiamo difeso l’indipendenza dell’Ucraina inviando strumenti militari, sostenendola dal punto di vista economico e politico”, ha esordito stamattina Antonio Tajani ai microfoni di Rtl 102.5. Stamattina alle 11, il vicepremier e Ministro degli esteri ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo ucraino, “per concordare azioni congiunte”. E ancora: “l’Ucraina può contare sempre sul nostro sostegno”, ha aggiunto Tajani. Il vicepremier ha ribadito in radio la continuità della linea italiana: il governo “sarà dalla parte dell’Ucraina contro l’invasione Russa”. Non si può trattare con un Paese che colpisce i civili “in maniera direi anche criminale, creando danni enormi”. Questo è “veramente inaccettabile”, ha osservato il titolare della Farnesina. Tuttavia, “bisogna lavorare per la pace”. Per portare Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin seduti a un tavolo, per cercare un’intesa che metta fine al conflitto.
Il presidente Zelensky, nel giorno della riunione dei volenterosi, ha celebrato la resilienza del suo popolo. Citato da Rbc-Ukraine, ha ricordato che l’invasione russa su vasta scala dura da 1.643 giorni e che, nonostante le difficoltà, gli ucraini restano uniti. Il più grave errore di Vladimir Putin è stato sottovalutare il popolo ucraino: “Gli ucraini non soggiaceranno mai agli stivali dello zar”, ha dichiarato Zelensky. Il presidente ha ringraziato chi lavora nelle aziende e nell’industria della difesa, sottolineando come il Paese abbia già raggiunto risultati che all’inizio della guerra parevano impossibili. Zelensky ha rivendicato inoltre l’efficacia della contraerea ucraina, capace di abbattere oltre il 90 per cento dei droni partiti da Mosca. Ora l’obiettivo è estendere la protezione contro i droni Banderol e i missili balistici. “La nostra ostinazione è oltre il loro calibro”, ha dichiarato. E agli ucraini che attendono tempi più sicuri ha lasciato una promessa: “questi tempi arriveranno inevitabilmente”.
Aggiornato il 24 agosto 2026 alle ore 13:51
