Dopo la Camera il testo passa al Senato. Il centrodestra riflette sulle “nuove” preferenze. A proposito della legge elettorale, si annunciano nuove discussioni. Noi moderati ha già fatto sapere che presenterà un emendamento per introdurle. Naturalmente, il caos alla Camera, con la bocciatura di quello voluto anche da Fratelli d’Italia, ha fatto scuola. Per quanto la maggioranza non sembri orientata a insistere troppo, la questione tornerà all’ordine del giorno: “Spero che si possa recuperare il tema delle preferenze, bocciate col voto compatto della sinistra e con qualcuno del centrodestra che si è sfilato”, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini. “La legge elettorale tornerà al Senato, vedremo se ci sono gli estremi per migliorarla”. Malgrado il primo via libera, la legge elettorale non scalda tutto il centrodestra. Il Carroccio si mostra quasi indifferente: “Non ci appassiona”, ha detto il deputato leghista Stefano Candiani. “Lo abbiamo detto fin dall’inizio: impantanare il Paese in un dibattito sulla legge elettorale è sbagliato, tanto più con le esigenze di questo momento hanno gli italiani di risolvere problemi di economia piuttosto che di sicurezza”.
La proposta bocciata alla Camera prevedeva capilista bloccati, quindi indicati dai partiti, e preferenze per la scelta degli altri candidati. Una delle critiche delle opposizioni, ma non solo, riguardava la mancanza di strumenti che garantissero un equilibrio di genere fra gli eletti. Nei giorni scorsi, in un’intervista al Corriere, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha fatto una riflessione: “Io, forse, avrei previsto che il 50 per cento dei bloccati fossero donne”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha puntualizzato sul tema. “La battaglia l’abbiamo fatta. La rifaremmo anche domani se avessimo la possibilità di vederla approvata. Io non so se ci sarà questa possibilità in Senato. Credo che questa legge sia comunque una buona legge, anche senza le preferenze”. Intanto, il Campo largo resta fermo al muro contro muro: “Mi sembrano molto confusi e in lite fra loro. Siamo sempre nel campo delle proposte irricevibili”, ha detto il senatore e responsabile Riforme del Pd, Alessandro Alfieri. E Angelo Bonelli di Avs ha rincarato la dose: “Per noi questa legge è inemendabile”. Per la segretaria del Pd Elly Schlein, il “Governo purtroppo ha un’unica priorità in questa fase: cambiare la legge elettorale perché hanno paura di perdere”. In uno scenario di sostanziale parità fra i due poli, l’apporto dei partiti più piccoli, anche di chi non supererà il 3 per cento, potrebbe risultare determinante. “Parliamo potenzialmente di milioni di voti validamente espressi, che non vengono assegnati alla coalizione”, ha sottolineato il segretario di Più Europa, Riccardo Magi.
Aggiornato il 20 luglio 2026 alle ore 14:22
