Legge elettorale, lo Stabilicum assume la forma definitiva
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Dopo il disco verde del Senato, lo Stabilcum deve affrontare la prova della Camera. La legge elettorale voluta dalla maggioranza di centrodestra assume così la sua forma definitiva in attesa dell’ultimo passaggio parlamentare. Ad ogni modo, Fratelli d’Italia ha deciso di portare avanti la riforma e a chiuderla in tempi rapidi. Qualcosa di più si saprà già nelle prossime ore quando l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera fisserà il timing in vista dell’approdo in Aula il 28 settembre. Gli emendamenti saranno possibili solo sulle parti modificate in Senato, dalle preferenze alle firme. Ma è di fatto scontato che non arrivino dato che comporterebbero una nuova lettura. Intanto, Licia Ronzulli è convinta che sulla legge elettorale le opposizioni utilizzino “la propaganda per spaventare l’elettorato. Quando sostengono che abbiamo scritto questa legge per permettere al centrodestra di vincere di nuovo, stanno chiaramente dicendo una falsità”.

Davanti alle telecamere de L’Aria che tira, su La7, la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, sottolinea: “Non stiamo varando questa legge per agevolare noi stessi, come ha fatto la sinistra tante volte, ma per dare stabilità al Paese. Mi rendo conto che l’opposizione, a cominciare dal Movimento 5 stelle, preferisce gli accordi di palazzo, non a caso i grillini li hanno fatti ben tre volte nella scorsa legislatura. Ma noi vogliamo che la sera stessa del voto gli italiani sappiano chi li governerà. Il premio di maggioranza serve a questo, a dare stabilità. E ricordo che nell’Italicum c’era un premio di maggioranza analogo che per la Corte costituzionale andava bene. È stato scritto nero su bianco. La sinistra non può cambiare le carte in tavola quando le fa comodo”.

La Lega, con Andrea Paganella, rivendica l’ora della “chiarezza sulla proposta politica delle coalizioni prima del voto”. La legge è “un punto di equilibrio serio e costituzionalmente sostenibile”, sostiene il forzista Roberto Rosso. Festeggia, in particolare le preferenze, l’Udc, con Antonio De Poli. Il centrodestra prova, dunque, a buttarsi alle spalle le fibrillazioni dei giorni scorsi in particolare sulle preferenze. “Auspico – afferma Andrea De Priamo (FdI) – che i colleghi della Camera possano confermare questa scelta, perché siamo tutti parlamentari, sappiamo quanto sia impegnativo andare a cercare le preferenze, ma sappiamo anche quanto sia importante essere legittimati dal consenso popolare”. Frattanto, come scrive il Financial Times, le prospettive di una nuova premiership di Giorgia Meloni potrebbero ora dipendere dalla sua disponibilità ad allearsi con Roberto Vannacci, che si oppone al suo sostegno all’Ucraina. “Questa riforma è stata concepita in un momento in cui Vannacci non faceva parte del quadro”, afferma Lorenzo Pregliasco, cofondatore di YouTrend, un istituto di sondaggi politici. “È stata progettata quando Meloni non si aspettava di avere un’opposizione alla sua destra, che potrebbe erodere il sostegno e rivelarsi decisiva nelle elezioni”.

Meloni ha escluso qualsiasi collaborazione con partiti che si rifiutino di sostenere l’Ucraina e ha accusato Vannacci di favorire l’opposizione di sinistra, si legge nell’articolo. Tuttavia, secondo gli analisti, la sua posizione potrebbe cambiare. “Non dovremmo escludere la possibilità che, alla fine, Meloni si allei con Vannacci”, dice Lorenzo Castellani, storico politico presso l’Università Luiss di Roma. “La nuova legge elettorale mette chiaramente in evidenza che, se prima delle elezioni non si stringe un’alleanza ben definita che includa Vannacci come membro della coalizione, si rischia di perdere le elezioni”, afferma l’analista politico Roberto D’Alimonte. Una simulazione fatta ieri da YouTrend per Sky Tg24 che proietta le attuali intenzioni di voto sul nuovo sistema elettorale prevede che la coalizione di centrodestra di Meloni perderebbe contro una coalizione unificata di centrosinistra, a meno che lei non riesca a portare Futuro nazionale dalla sua parte.

Aggiornato il 16 settembre 2026 alle ore 15:27