Senato, Sì al ddl Valditara sul consenso informato per l’educazione sessuale a scuola

Il Senato ha approvato ultimamente, in via definitiva, il disegno di legge Valditara, riguardante il consenso informato nella scuola in tema di educazione sessuale e affettiva: con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto. Avendo già avuto via libera dalla Camera, il testo è divenuto ufficialmente legge. La legge – citiamo dall’Agi – è composta da 3 articoli, e introduce norme prevedenti l’obbligo del consenso informato preventivo da parte delle famiglie e degli studenti già maggiorenni (che gli istituti scolastici dovranno avvisare con adeguato anticipo) per tutte le attività scolastiche ed extracurriculari in tema di educazione alla sessualità: consenso che deve riguardare contenuti, materiali didattici da impiegare e possibili soggetti esterni coinvolti (esperti, enti o associazioni, mediante contratti di lavoro autonomo o di appalto di servizi affidato a una società, un’associazione, o comunque un organismo, ndr).

“In caso di mancata adesione alle attività relative all’ampliamento dell’offerta formativa eventualmente previste dal Piano triennale dell’offerta formativa (il documento d’istituto che formalizza l’intera programmazione didattica, integrativa, educativa e logistica della scuola) che riguardino tematiche dell’ambito della sessualità”, prosegue la legge ,”le istituzioni scolastiche” dovranno garantire “mediante i propri strumenti di flessibilità e autonomia organizzativa e didattica, la fruizione di attività formative alternative, comunque ricomprese nell’anzidetto Piano triennale dell’offerta formativa”. La legge esclude comunque la trattazione delle tematiche della sessualità nelle scuole dell’infanzia e primarie. Commenti favorevoli da parte della maggioranza di governo. I “bambini non sono cavie, i genitori non sono un ostacolo, la scuola non è un laboratorio ideologico.

Oggi passa una legge di buonsenso che a sinistra temevano proprio per questo”, aveva commentato il 3 dicembre scorso, al momento dell’approvazione del disegno di legge alla Camera, Grazia Di Maggio, deputato di FdI, membro della Commissione Cultura e della Commissione parlamentare bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza. Con l’approvazione definitiva di questa legge, ha dichiarato, sempre all’Agi, Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, “tuteliamo i bambini dalla confusione della propaganda gender e ridiamo voce ai genitori sulle tematiche dell’identità di genere peri figli adolescenti minorenni. In questo applichiamo la Costituzione, che attribuisce ai genitori il diritto di educare i figli. Ovviamente pretendiamo che certe teorie siano spiegate da medici, psicologi, professionisti seri”. E “Non è vero che con questa legge non si potrà fare educazione affettiva: il governo per la prima volta ha reso stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia”, prosegue Valditara. Come “Non è vero che non si farà l’educazione sessuale in senso biologico: continuerà a farsi nei programmi di scienze in tutti i gradi di scuola. Per la prima volta introduciamo nei programmi delle medie l’educazione alla prevenzione dei rischi derivanti dalle malattie sessualmente trasmissibili”. Scudi levati, invece, dal centrosinistra.

“Un provvedimento ipocrita che riflette un’ossessione ideologica della maggioranza”, ha definito la nuova legge Peppe De Cristofaro, di Alleanza verdi sinistra. “Fermamente contrario”, si è dichiarato il Movimento 5 stelle; mentre per Cecilia D’Elia, deputato membro della Segreteria nazionale del Pd, responsabile Politiche per la parità, la maggioranza “si assume una grave responsabilità”. E a Roma Capitale? Alla luce dell’approvazione di questa legge, dichiarano, in una nota congiunta, il deputato e presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, il capogruppo capitolino di FdI, Giovanni Quarzo, e la responsabile del dipartimento Scuola di Fdi Roma, Laura Marsilio (nella foto), “chiediamo all’assessora capitolina Pratelli di sospendere il contestato piano formativo sul Contrasto delle diseguaglianze, con particolare riferimento al modulo dedicato a De-costruire gli stereotipi di genere; idem per altri analoghi piani formativi del personale previsti, o –  se già avviati – per il loro eventuale prosieguo. Si tratta di un percorso nel quale trovano spazio temi di carattere ideologico legati alla sessualità e che, da alcuni anni, viene proposto al personale educativo scolastico come formazione obbligatoria. In occasione degli Stati generali della scuola e dei servizi educativi promossi da Fratelli d’Italia, abbiamo ribadito come il personale richieda percorsi di aggiornamento fondati su una pedagogia di eccellenza, su contenuti concreti e sulla modernizzazione delle modalità formative.

È inoltre fortemente avvertita l’esigenza di rafforzare il rapporto e lo scambio pedagogico con le famiglie, creando un circuito virtuoso capace di valorizzare approcci pratici e non ideologici, sia nell’integrazione degli alunni stranieri sia nell’affrontare i temi della disabilità. L’assessora Pratelli –concludono gli esponenti di FdI – smetta di negare il confronto con il personale e di liquidare ogni critica come oscurantismo”. “Trasformare -come ha fatto il Governo – la relazione tra scuola e famiglie in un terreno di contrapposizione e di veto è molto grave”, ribatte Claudia Pratelli, assessore alla Scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale. “Le alleanze educative sono essenziali e vanno costruite attraverso il dialogo, il coinvolgimento e la fiducia reciproca, non alimentando diffidenze. Oltre gli steccati ideologici, dunque, il dato resta: l’educazione affettiva funziona, aiuta a costruire consapevolezza, a contrastare la violenza basata su genere e promuovere relazioni più sane. Roma Capitale andrà avanti e continuerà a investire su questi percorsi”.

Aggiornato il 11 giugno 2026 alle ore 11:39