Picierno lascia il Pd: “La casa dei riformisti non c’è più”

Pina Picierno dà l’addio al Pd. In un’intervista al Foglio sostiene che il partito guidato da Elly Schlein “è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato” e che “la casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi”. La vicepresidente del Parlamento europeo spiega le ragioni che l’hanno portata a fare questa scelta. “Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che, per rispetto alla mia dignità politica e personale, sia arrivato il momento di lasciare il Pd. Perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio”. Come sottolinea Picierno, “dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del Paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e avrebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto. Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro”.

Picierno crede che “ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico scegliendo altre proposte a destra o a sinistra o rimanendo a casa. Questa diaspora va ricomposta fuori dalle alchimie di coalizione e dalla riduzione in tende e cespugli, di vecchie e nuove formule. Serve un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto”.

L’europarlamentare, dopo aver annunciato il suo addio al Pd, domani aderirà al gruppo di Renew Europe al Parlamento europeo iscrivendosi al Partito democratico europeo guidato da Sandro Gozi, già componente del gruppo dei liberali europei. Lo apprende l’Ansa da fonti parlamentari. È esclusa invece l’ipotesi di lasciare il posto di vicepresidente del Parlamento europeo, perché il regolamento dell’Eurocamera lo permette ma anche perché si rischierebbe di regalare quel posto all’estrema destra, continua la fonte. A gennaio, tra l’altro, ci sarà il rinnovo di tutte le cariche del Parlamento europeo, compresa la presidenza e i 14 vicepresidenti. “Al momento non abbiamo ancora ricevuto una richiesta ufficiale” di adesione “ma la accoglieremmo con grande favore, qualora fosse così”, commenta una fonte del gruppo Renew Europe. Il 16 febbraio scorso era uscita dal Pd anche Elisabetta Gualmini, annunciando la sua adesione ad Azione di Carlo Calenda e diventando la prima europarlamentare eletta in Italia di Renew. Con l’uscita delle due esponenti riformiste, la delegazione del Pd al Parlamento europeo scende a 19 membri, al di sotto di quella dei socialisti spagnoli di 20 membri, che a questo punto sembrerebbero proiettati a mantenere la presidenza del gruppo dei Socialisti e democratici.

Per Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito democratico europeo, “Pina Picierno ha avuto il merito di affermare una verità che molti vedono e pochi hanno il coraggio di dire. Non si può essere europeisti a giorni alterni, atlantisti a convenienza o riformisti solo a parole. Abbiamo il dovere costruire una grande forza europea di Governo, che unisca riformisti, liberali, democratici ed ecologisti pragmatici, per rispondere in modo credibile alle sfide del nostro tempo. La guerra in Ucraina, la minaccia delle autocrazie e la competizione globale non aspettano che la sinistra italiana risolva i suoi conflitti identitari: impongono scelte chiare”. A suo avviso, “oggi la vera divisione non è tra destra e sinistra, ma tra chi vuole un’Europa davvero potenza, capace di decidere e di agire, e chi continua a inseguire populismi, ambiguità e vecchi riflessi ideologici. Perché l’alternativa è semplice: o l’Europa diventa protagonista del proprio destino, oppure saranno altri a decidere per noi”, conclude. Anche per Carlo Calenda “Pina Picierno ha avuto il coraggio di lasciare il Partito democratico per non rinunciare ai propri valori. In questo momento della storia l’europeismo non può essere un tratto retorico così come la politica estera – Ucraina in primis – non può essere oggetto di negoziati con i populisti filorussi. Spero che potremo lavorare insieme per costruire un’alternativa europeista, liberale e riformatrice al bipopulismo”.

Aggiornato il 04 giugno 2026 alle ore 15:54