Fazzolari sulla Biennale: un pastrocchio in autonomia

È stato fatto un “pastrocchio”. Così è stata definita dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, la gestione del padiglione russo alla Biennale di Venezia. In un’intervista con l’Agi, Fazzolari è intervenuto sul tema che ha messo la Fondazione al centro delle cronache degli ultimi giorni. “La fondazione gode di ampia autonomia ed è stata una sua scelta autonoma quella di riaprire il padiglione russo, nonostante il parere contrario del governo italiano espresso attraverso il ministro della Cultura”. Così il sottosegretario ha chiarito il perimetro istituzionale entro cui si è sviluppata la decisione. Una puntualizzazione che però non attenua le critiche. “Che questa decisione della Biennale sia stata un pastrocchio – aggiunge – è testimoniato anche dal fatto che il padiglione russo rimarrà chiuso nei giorni aperti al pubblico e che durante quei giorni saranno proiettati solo dei filmati visibili dall’esterno. E, da quello che è emerso, tutto questo sarebbe stato un trucco escogitato dalla fondazione per aggirare le sanzioni contro la Russia e l’impossibilità concreta di aprire il padiglione”, ha spiegato Fazzolari.

Si parla tanto di separare la politica dall’arte, ma il confine tra autonomia artistica e rispetto delle misure internazionali di questi tempi è molto labile. “Ricordo – rimarca Fazzolari – che questa vicenda ha suscitato la protesta formale di 22 governi europei, della Commissione europea, di molti cittadini e persino di numerosi dissidenti russi. Dissidenti che hanno ricordato che alla Biennale saranno presenti solo artisti graditi al regime e scelti dal Cremlino, a scapito dei molti artisti russi liberi oggi detenuti nelle prigioni di Mosca”, sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Un quadro che evidenzia una frattura sempre più marcata tra istituzioni culturali e contesto geopolitico. “Polemiche che la Biennale avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi, atteso che la sua missione istituzionale è quella di occuparsi di arte e cultura e non di altro”, conclude Fazzolari.

Aggiornato il 05 maggio 2026 alle ore 15:36