Magistrati uber alles

Visto il risultato del Referendum, adoperando una frase già fatta, mi viene da dire: “Andarono per suonarli e furono suonati”.

Già sin dall’inizio delle mie elucubrazioni, a riguardo dello schieramento di centrodestra, che riteneva di poter affrontare la Magistratura, ebbi a presagire che quest’ultima li avrebbe “spernacchiati”.

Traevo questo convincimento dal fatto che, per tenere testa ad un potere, quello Giudiziario, che prende forza sempre di più in seno alle Istituzioni, occorre avere un grande piglio. Che manca a questi politici improvvisati.

Ricordo, quale slogan sentito in gioventù: Lotta dura senza paura. Mi sembra fosse della sinistra. Ma poco importa. Vale che contenga una verità: è inutile combattere quando si ha tanta debolezza.

Non a caso Manzoni tracciò il profilo di Don Abbondio con quel memorabile: “Il coraggio chi non c’è l’ha non se lo può dare…”.

Mi interrogo, comunque, sul perché questi “personaggetti” della politica (ispirandomi al grande De Luca) abbiano tanta paura dei Magistrati.

Per certi versi ipotizzo che ciascuno di essi, i più se non tutti, temano che vengano scoperte, dai Magistrati, le loro “marachelle”. Sono pochi quelli che hanno la coscienza pulita. Bene o male, il voto di scambio, la raccomandazione forzata, la tangente, la collusione con figure poco raccomandabili sano scheletri che si nascondono nei loro armadi.

Però, a ben guardare, ai Magistrati per influire sulla politica, per far prevalere quelli, tra le opposizioni, che hanno comunanze di ideologie o di interessi, non occorrono ragioni reali per perseguire o, meglio, per perseguitare, chi ostacolerebbe i piani dei loro sodali. Tirano fuori un fattarello non grave e ci costruiscono sopra un castello accusatorio, difficilmente demolibile.

Per Berlusconi hanno inventato di tutto: dalle donnine, ai falsi in bilancio; dalla corruzione in atti giudiziari alla compera di parlamentari.

E, in finale, benché lui fosse un gigante, lo hanno abbattuto… Senza che nessuno dei suoi beneficiati sia sceso seriamente a difenderlo. Ammesso che fossero all’altezza di affrontare certe situazioni.

Non sarebbe servito essere eroi come quelli di Giarabub o di El Alamein. Con il mitico Boia chi Molla… Bastava non essere dei “cacasotto”, dei “codardi”. Memorie di una tempra e di un ardimento guerriero che evoco a rischio di essere additato come fascista. Ma tutto sommato me ne frego!

Tornando a Berlusconi penso che, finito lui, l’aria sia peggiorata.

Sta di fatto che, oggi come oggi, soprattutto dopo la vittoria del No, la tracotanza dei Pubblici Ministeri e dei Giudici si sia accresciuta. Se già, con l’incubo che sopraggiungesse una legislazione a loro scomoda, imponevano un pieno dominio, ora nulla più li tratterrà. Benché gli sbaragliati del Sì abbiano issato la bandiera bianca della resa. E si sforzino di chiedere perdono per la tentata “lesa maestà”.

Prevedo che fra non molto il Governo dovrà capitolare. Per una offensiva di larghe proporzioni. Sotto la mannaia di avvisi di garanzia, se non misure cautelari emesse a profusione. Verso personaggi effettivamente balordi, ma anche contro persone senza macchia e senza colpa. Se non quella di non essere di sinistra. Come al solito, dopo una “decimazione” in campo governativo si instaurerà un governo tecnico. Dei non eletti. Creature sempre dei Poteri Forti, che gestiscono la sinistra ancor più traditrice della classe operaia.

Chiosando, in ordine alla sconfitta referendaria, mi viene in mente il bel passo del “Bollettino della Vittoria” del Maresciallo Diaz. Che potrebbe ben riproporre l’Associazione Nazionale Magistrati. A mortificazione delle forze Governative: “Risalgono in disordine e senza speranze le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”.

Gli Austriaci, ovviamente, sono impersonati dai politici di centrodestra. Purtroppo! Con la differenza che l’esercito Austroungarico si era molto impegnato. Mentre loro, per fare una facile similitudine, usano restare imboscati, nascosti nelle trincee, tremanti. Con un’appropriata memoria alle sorti di Caporetto, mi rappresento che questo Referendum ne sia una riedizione storica.

Non oseranno mai contrastare la Magistratura. Non attraverseranno nessun Piave… giammai prenderanno a vincere.

Quando, questa Magistratura, per metterla al posto in cui dovrebbe stare, basterebbe poco.

Una serie di Leggi ordinarie, evitando magari modifiche costituzionali che, come ho profilato nei miei precedenti scritti, togliesse ai Giudici la potestà di giudicare. Perché molto spesso la esercitano con estrema arroganza, con arbitrio, quanto meno con superficialità. Proprio per questo sono pericolosi.

I cittadini, anche perbene, sono perennemente vittime di una amministrazione della Giustizia affidata a donne e uomini, che si sentono al di sopra di chiunque. Dei semi-Dei, infallibili, intoccabili, perennemente impuniti.

Sostituendo al Giudicante togato una Giuria popolare si realizzerebbe la sterilizzazione di un sistema antilibertario, grosso modo tirannico, malato.

Al Magistrato andrebbe lasciato solo il compito, una volta stabilita la colpevolezza o l’innocenza, di regolare le sanzioni.

 Quanto al Pm lo si dovrebbe porre sullo stesso piano della Difesa.

A questa accordare che le Indagini Difensive – articolo 391 bis c.p.p. – su indicazione degli Avvocati, con mediazione operativa dei Consigli dell’Ordine, vengano espletate dalla Polizia Giudiziaria.

Ed ancora, la non osservanza del precetto di cui all’articolo 358 c.p.p., il Pm che ha compito di indagare, accertare fatti e circostanze anche a favore dell’indagato, dovrebbe essere pienamente perseguita.

E benché, a questo punto, guai ne potrebbero fare pochi, una Legge di Responsabilità Civile e Penale a loro carico, chiuderebbe il cerchio.

Sempre ragionamenti velleitari, i miei.

Nessuno metterà più le mani nel sistema giudiziario. In prima linea per scoramento, in seconda, perché gente che non ha alcuna esperienza e pratica della materia – e così i loro consulenti spesso di bassa cultura giuridica – certe capacità non le hanno.

“Incapaci di intendere e volere…”. Con riferimenti solo parziali alle facoltà mentali. Valgono le considerazioni circa le enormi difficoltà, che essi hanno, a mettere a fuoco i problemi. E la scarsa attitudine ad imporsi sugli avversari per attuare le soluzioni.

Aggiornato il 31 marzo 2026 alle ore 10:35