Marina Berlusconi ritiene indispensabile rinnovare Forza Italia. All’indomani della bocciatura del referendum sulla giustizia, la figlia del fondatore Silvio Berlusconi ha chiesto e ottenuto un primo repulisti. Esce Maurizio Gasparri, entra Stefania Craxi alla guida del gruppo forzista al Senato. Ovviamente è solo l’inizio. E, seppure il “sostegno e la stima” nei confronti del segretario Antonio Tajani siano immutati, la presidente della Fininvest e principale finanziatrice, insieme al fratello Pier Silvio, del movimento azzurro non nasconde più una certa insofferenza rispetto al presunto immobilismo di Forza Italia. L’attivismo di Marina per Tajani è il segno che Forza Italia sia “un partito vivo”. Il ministro degli Esteri non ha “paura della democrazia e del confronto con il popolo”, scrive su X. Eppure, secondo fonti vicine al partito, Marina punterebbe a consolidare un nucleo di forzisti vicini ai valori del Cavaliere e della sua famiglia, che possa competere alle prossime Politiche. La lettura di un decano del partito è più tranchant. La sostituzione di Gasparri è una sorta di avviso ai naviganti mandato all’attuale leadership azzurra per modificare la rotta. Tuttavia, la mossa è stata contestata apertamente dalla senatrice Licia Ronzulli perché considerata non innovativa.
Meglio puntare sui temi, anziché su tessere e territori, è stata la replica, e anche alla luce della vittoria del “No” al referendum nelle regioni governate da Forza Italia. Sono emersi così malumori e distinguo, fino alla richiesta di un cambio di passo evidente. Che non dovrebbe esserci alla Camera. Anche – secondo quanto si racconta in ambienti del partito – per la ferma opposizione del leader. Pronto a fare lui personalmente un passo indietro qualora la spinta al cambiamento avesse toccato l’altro fedelissimo, Paolo Barelli, alla guida degli azzurri di Montecitorio. Intanto al Senato, appena eletta, Stefania Craxi ha stemperato gli animi. Accerchiata dai giornalisti, nega più volte ogni “frattura” e glissa così sulle firme anti Gasparri: “Gasparri ha rassegnato le sue dimissioni e il gruppo mi ha eletto”. Ha aggiunto ironica che il cambio serviva perché “fare il capogruppo è logorante”. Poi è torna seria e ha risposto alla “grande stima” che Marina Berlusconi le ha rivolto, ricambiandola e ricordando che è lo stesso sentimento “che nutrivano i nostri genitori l’uno con l’altro”. A 65 anni spiega di non essere “un’appassionata giovanilista” ma è convinta dell’importanza delle “quote grigie”. Alla fine si è liberata dalla cerchia e ha rivelato: “La mia prima vera necessità è trovare un parrucchiere”. Come scrive Repubblica, da quello che filtra, la sostituzione del capigruppo al Senato sarebbe da ricondurre ad autonoma iniziativa dei senatori forzisti e “non va letta come una sfiducia a Tajani”, e tuttavia è stata subito benedetta dall’alto. Al di là delle prudenze e del linguaggio diplomatico – dopotutto la regia è stata affidata alle sapienti mani di Gianni Letta – è chiaro che “l’operazione rinnovamento” è partita e non si fermerà.
Aggiornato il 27 marzo 2026 alle ore 13:24
