C’è un silenzio che pesa più del piombo, ed è quello che avvolge le strade della Puglia dopo il fragore delle esplosioni. L’ultimo assalto sulla superstrada Brindisi-Lecce ai danni dei furgoni della ditta Battistolli non è stato solo un atto di cronaca nera; è stato un trauma collettivo che ha squarciato, ancora una volta, la sottile linea di sicurezza su cui camminano migliaia di lavoratori. L’Opinione ha scelto di non limitarsi al racconto dei fatti, ma di scendere nell’abisso di chi quella paura la conosce per nome. Lo abbiamo fatto attraverso una video-intervista esclusiva a Onofrio Rubino, Segretario Territoriale della Fisascat Cisl di Bari. Ma questa non è la solita dichiarazione sindacale.
UN PASSATO SCRITTO SULL’ASFALTO
La voce di Rubino trema di una vibrazione diversa. Prima di diventare un punto di riferimento per i diritti dei lavoratori, Onofrio è stato uno di loro. Per anni ha vissuto dentro quegli “scatoloni di metallo”, scrutando lo specchietto retrovisore con il fiato corto, sapendo che ogni curva poteva nascondere l’ultimo appuntamento con il destino. “Non dimentichi mai l’odore della polvere da sparo e il rumore della lamiera che si accartoccia” sembra dire il suo sguardo mentre ripercorre quei momenti. La sua è una testimonianza inedita, cruda, che trasforma i numeri delle statistiche in carne e ossa. Rubino racconta la solitudine di chi trasporta i sogni e i risparmi degli altri, sapendo che la propria vita, in certi momenti, sembra valere meno del carico che protegge.
ANGELI CUSTODI IN UN PAESE CHE DIMENTICA
Le guardie giurate sono Incaricati di Pubblico servizio. Una definizione tecnica che nasconde una realtà fatta di sacrifici immensi, turni estenuanti e una pressione psicologica che non si toglie insieme alla divisa a fine giornata. Non sono soldati in guerra, ma lavoratori che ogni mattina salutano i propri figli senza la certezza assoluta di tornare a casa. C’è un dolore profondo nel sentirsi “invisibili” finché non accade la tragedia ma, nonostante le dotazioni spesso da migliorare e le riforme attese da anni, questi uomini e donne restano al loro posto.
UN OMAGGIO A CHI RESTA IN PRIMA LINEA
Questa intervista non è solo giornalismo; è un atto d’amore e di giustizia. È un omaggio a ogni singola guardia giurata d’Italia. Abbiamo voluto dare voce a Rubino per estendere quel grido di dignità che arriva da ogni furgone, da ogni caveau, da ogni postazione di vigilanza. Attraverso i ricordi di Onofrio, abbiamo visto le lacrime dietro i vetri antiproiettile e la forza di chi, nonostante tutto, crede ancora nel valore del proprio dovere.
Aggiornato il 11 febbraio 2026 alle ore 13:49
