Tra violenza giovanile, immigrazione e scuole il governo punta a legami sociali forti e sicurezza concreta
Zygmunt Bauman parlava di società “solide” e “liquide”. La solidità garantisce sicurezza, legami stabili e istituzioni affidabili; la liquidità, invece, lascia l’individuo libero ma disorientato, con norme più deboli e punti di riferimento che si dissolvono. Oggi, l’Italia vive una fase di forte liquidità: città dove microcriminalità e furti crescono, giovani disorientati tra scuola e lavoro, scuole e istituzioni che faticano a garantire sicurezza e opportunità.
I segnali concreti di questa liquidità sono evidenti ogni giorno nella cronaca: ragazzi che girano armati di coltelli, come avvenuto a La Spezia dove un giovane di 18 anni è stato accoltellato da un compagno di scuola; aggressioni tra minorenni, come nel Milanese, dove un quindicenne è stato ferito da un coetaneo dopo una lite all’uscita da un istituto professionale; atti di bullismo persistente nelle scuole, secondo l’Istat oltre 1 ragazzo su 5 subisce episodi continuativi di bullismo; aggressioni di branco, come nell’Aquilano, dove un 17enne è stato pestato da coetanei dopo aver scritto a una ragazza sui social; episodi di vandalismo e mancanza di rispetto verso insegnanti e polizia, con 1 docente su 4 aggredito da studenti almeno una volta nella carriera, secondo Eurispes. Questi fatti non sono casi isolati ma rappresentano il volto concreto della perdita di punti di riferimento e della liquidità sociale.
In questo contesto, è apprezzabile come il governo stia cercando una via concreta per riportare solidità nella società, con un approccio che combina fermezza e attenzione ai problemi reali dei cittadini. Nel campo della sicurezza, le misure mirano a rispondere direttamente ai fenomeni più preoccupanti: il furto aggravato torna procedibile d’ufficio, con pene più severe per il furto in abitazione; si rafforzano le norme per prevenire la violenza giovanile, affrontando bullismo, aggressioni e uso di sostanze; chi commette reati gravi durante manifestazioni pubbliche non potrà accedere ai centri urbani; diventa reato penale chi non si ferma all’alt della Polizia se la fuga è pericolosa; non si iscrive nel registro degli indagati chi agisce in presenza di cause di giustificazione, come la legittima difesa; si inaspriscono le pene per chi aggredisce giornalisti; e si introducono norme più rigorose sull’immigrazione clandestina, comprese l’espulsione dei soggetti che commettono reati gravi, il rimpatrio verso lo Stato di origine di persone pericolose e il rafforzamento dei controlli alle frontiere, misure necessarie per tutelare sicurezza e coesione sociale.
Anche la scuola è al centro di questo percorso di solidità: negli istituti tecnici e professionali vengono introdotti due anni di specializzazione dopo i quattro anni di scuola superiore, per preparare i giovani a settori emergenti come tecnologia, green economy e industria digitale; tutte le scuole puntano su grammatica, letteratura, storia, musica e latino, con attenzione alla comprensione del testo e allo sviluppo del pensiero critico; infine, si introduce l’educazione sessuale consapevole a partire dalle scuole medie, con il consenso dei genitori, per affrontare temi come rispetto, prevenzione e sicurezza dei giovani.
Il digitale, la globalizzazione e l’iperconnessione hanno amplificato la liquidità: social network che frammentano legami, notizie veloci che confondono, crisi economiche, instabilità lavorativa e immigrazione irregolare che mettono alla prova la coesione familiare e comunitaria. La mancanza di esempi positivi, di punti di riferimento affidabili e di regole chiare alimenta la violenza urbana e la sfiducia verso le istituzioni.
Le riforme messe in campo mirano a ridare solidità, proteggendo la società dai rischi concreti della contemporaneità, restituendo punti di riferimento, sicurezza e regole chiare. È un percorso che merita riconoscimento: il governo sta cercando di costruire un equilibrio tra libertà e disciplina, tra diritti individuali e responsabilità sociale, mostrando che è possibile affrontare i problemi reali con decisione senza rinunciare alla tutela dei cittadini.
Oggi più che mai, è necessario costruire cittadini resilienti, comunità stabili e spazi sicuri, dove i giovani possano crescere senza violenza, paura o sopraffazione. L’Italia ha l’opportunità di ripartire da scuole forti, città sicure e legami sociali rinforzati; il tempo della società solida è arrivato, e con esso la possibilità di un futuro stabile, sicuro e libero per tutti.
Aggiornato il 20 gennaio 2026 alle ore 14:40
