La lezione di Claudio Velardi

Dato che noi siamo il Paese delle chiacchiere per antonomasia, in questi giorni di confusione, causata dalle fulminanti sortite di Donald Trump, l’intera opposizione continua a martellare Giorgia Meloni, accusandola di non prendere in maniera esplicita le distanze dall’inquilino della Casa Bianca sulla deflagrante questione ucraina.

Ora, dato che i fatti ci dicono che l’attuale Governo continua a sostenere concretamente e non solo con le medesime chiacchiere, unite alla classica pacca sulle spalle, un Paese che combatte da tre anni per la propria libertà, in questo senso dobbiamo registrare il magistrale intervento di Claudio Velardi, attuale direttore del Riformista, ospite lunedì mattina di Omnibus, in onda su La7. Queste le sue parole: “Oggi pare che la Meloni stia in difficoltà, però per lei è il momento, naturalmente, di muoversi su un piano molto tattico. Potremmo dire che pattina, ma il problema è che Giorgia Meloni ha il consenso da dover preservare. Concludo questa faccenda del consenso dicendo una cosa: guardate che dietro i diversi leader ci sono gli elettori, ok? Gli elettori nazionali; e gli elettori vogliono la pace. Perché? Perché gli elettori sono un po’ egoisti, hanno la vista corta. Cioè, se si tratta di difendere una popolazione stremata, massacrata dall’orso russo, che però sta a centinaia, centinaia di chilometri, se non a migliaia di chilometri da noi, tendiamo a fregarcene. Basta che ci diano la pace e poi chi se ne frega dell’Ucraina. Questo è quello che dicono gli elettori, e in maniera particolare lo dicono gli elettori italiani, che hanno una sorta di propensione pro-putiniana assai strutturata. Ebbene, di fronte a questa difficoltà Giorgia Meloni si trova a dover pattinare, e lo fa. Non è che sia una grande politica. È una politica, grosso modo, del day-by-day, in cui lei per ora continua a mostrare un’accortezza, una sapienza tattica direi rilevante”.

Personalmente sottoscrivo in toto questo formidabile intervento, che mette in estremo risalto la grande ipocrisia che spesso alberga nel mondo politico e nei suoi gangli dell’informazione. Mi sento solo di aggiungere, entrando nel merito degli equilibri del centrodestra, che pare piuttosto evidente che la premier, avendo abbandonato, per ovvie ragioni, da tempo la linea oltranzista, che in questo momento tanto piace a un Matteo Salvini che simpatizza per Mosca, non intende regalare a quest’ultimo parte del proprio consenso prendendo una posizione totalmente ostile alla linea filo-russa del tycoon. D’altro canto, come spesso mi capita di ribadire, di fronte a questioni di grande rilevanza internazionale, la chiacchiere stanno assolutamente a zero.

Aggiornato il 04 marzo 2025 alle ore 12:10