“Le regole le decide il Parlamento, non la magistratura”

“Penso sia legittimo che noi ci chiediamo e definiamo, con questo Parlamento e non il Governo, le regole entro le quali si confrontano, interagiscono, lavorano i poteri dello Stato: la rappresentanza appartiene alla politica. La rappresentanza non appartiene alla magistratura e neppure all’Esecutivo: appartiene per la Costituzione a quest’Aula e a quella del Senato. Appartiene al Parlamento”. Messaggio chiaro, che più chiaro non si può. Queste le parole di Guido Crosetto, ministro della Difesa, nell’informativa urgente in merito alle sue recenti dichiarazioni sulla magistratura.

Poi specifica: “Mi era stato riferito che in varie riunioni ufficiali della magistratura e congressi venivano dette delle cose che dovevano sollevare preoccupazioni istituzionali, un dibattito. Il mio – specifica – non è stato un attacco alla magistratura. Le mie sono state riflessioni e preoccupazioni riguardo ad alcune tendenze che vedo emergere, non in modo carbonaro ma in modo molto evidente”.

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d’Italia, commenta: “Un intervento, quello del ministro Crosetto, di lampante buonsenso. Non c’è bisogno di essere di destra o di sinistra per ripassare i dettami costituzionali e ricordare le corrette relazioni che debbano intercorrere tra i diversi poteri dello Stato. Così come, conseguentemente, chi non si ritiene proprietario della magistratura – va avanti – non può omettere i contenuti molto al di fuori delle proprie competenze emersi da fazioni politicizzate della stessa. Come si fa a non dichiararsi preoccupati e a non stigmatizzare le dichiarazioni lette in Aula dal ministro e da diversi parlamentari di maggioranza e opposizione svolti da singoli giudici, che ritengono che la loro sia una casta e non un ordine funzionale al buon andamento della democrazia italiana. Non sono i giudici a dover scendere in campo – insiste – per contrastare presunte derive maggioritarie, né a loro appartiene il potere di contrastare eventuali sbavature costituzionali. Ci sono organi preposti a farlo, politici e tecnici”.

“Riascoltare i passi del convegno, more solito, di Magistratura democratica fa rabbrividire. Si ha la netta sensazione – sottolinea Rampelli – di avere di fronte un gruppo di magistrati che si sente al di sopra della legge, depositario di una missione civilizzatrice, con evidenti intenzioni di sostituirsi alle prerogative che il Parlamento esercita per conto del popolo sovrano. Il dovere di tutto il Parlamento deve essere quello di presidiare questo equilibrio e difendere le migliaia di magistrati liberi che fanno silenziosamente il loro dovere”.

Sul tema dice la sua anche Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati: “Condividiamo le parole del ministro Crosetto e sosteniamo la sua proposta di un tavolo di pace per costruire, con il contributo di tutti, la riforma della Giustizia. Anche le opposizioni – continua – dovrebbero riflettere su questa necessità e mettere da parte il furore ideologico che utilizzano per attaccare ogni proposta che arriva dalla maggioranza. Da decenni, il rapporto tra politica e istituzioni da un lato e magistratura dall’altro è quantomeno complicato e sarebbe dovere di tutti – termina – lavorare per ricomporre le frizioni tra poteri dello Stato e creare un nuovo e più armonioso equilibrio”.

Aggiornato il 19 dicembre 2023 alle ore 04:20:16