Case green, “anche la Bce è per lo stop alla direttiva”

“Anche la Bce si schiera per lo stop alla direttiva europea sulle case green”. Parole e musica di Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che prosegue: “Come denunciato nei giorni scorsi da FdI, sono troppe le preoccupazioni per una patrimoniale mascherata da efficientamento energetico che colpirebbe tanti proprietari immobiliari italiani”.

Foti va poi oltre. E segnala: “Sarebbero troppo ristretti i tempi per modificare la classe energetica degli edifici e, soprattutto, non è ipotizzato alcun concorso dell’Europa nelle spese di cui i proprietari di casa dovranno farsi carico. La mancata armonizzazione delle definizioni e delle metodologie non aiuta, inoltre, a stabilire criteri comuni per le classi migliori e peggiori per i singoli Stati”.

“Per questo – termina – ribadiamo la nostra contrarietà a una misura che avrebbe un impatto devastante sul mercato immobiliare, sui cittadini e sulle famiglie italiane”.

I dubbi della Banca centrale europea, come riportato sul Gazzettino, riguarderebbero “il metodo” proposto per la definizione delle nuove classi Epc (Energy performance contract), le attestazioni chiamate a certificare la classe energetica di un edificio.

Tra le altre cose, c’è l’intervento di Giorgio Spaziani Testa, in un’intervista a Libero – citata da Open – dove specifica che la tassa Ue sulla casa costerà 10mila euro a famiglia italiana. Tra gli elementi da considerare, Spaziani Testa indica quello relativo al patrimonio edilizio italiano, “che risale a molto indietro nel tempo. Ed è in grande parte collocato in contesti unici dal punto di vista della conformazione del territorio. Basti pensare ai centri storici delle nostre città o alle migliaia di borghi. Vogliamo davvero deturpare – anziché proteggere – un tesoro fatto di storia, arte e bellezza che il mondo ci invidia?”. Le altre due questioni, sempre per Spaziani Testa, sono che il nostro è un Paese a proprietà immobiliare diffusa e che sussistono le proprietà condominiali. Così, se la direttiva dovesse essere approvata – per il presidente di Confedilizia – “l’effetto immediato sarebbe la svalutazione dell’intero patrimonio immobiliare italiano. E quindi del risparmio delle famiglie. È evidente che un immobile che entro pochi anni sarà “fuori legge” perde subito buona parte del suo valore. Le conseguenze ricadrebbero anche sulle banche. Che infatti sono molto preoccupate per la svalutazione degli immobili che hanno a garanzia dei prestiti. E questo sarebbe solo il primo danno”. Senza dimenticare la questione degli affitti: “Imporre lavori porterà i proprietari a rivalersi sugli inquilini”.

“Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi, aveva evidenziato tutte le preoccupazioni su questa direttiva che andrebbe a pesare su milioni di proprietari italiani di immobili. Ora anche la Banca centrale europea ha espresso le proprie perplessità sui rischi di squilibrio tra le varie nazioni qualora il testo non venisse modificato. Come FdI siamo certi che si tratti di una misura che avrebbe un impatto drammatico sia sul mercato immobiliare, sia sulle famiglie italiane”. Così il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Manlio Messina.

A seguire, interviene Lucrezia Mantovani, capogruppo di FdI in commissione Politiche dell’Unione europea: “Accogliamo favorevolmente lo stop dalla Bce relativo alla direttiva europea sulle case green. Anche la Banca centrale dei Paesi dell’Ue critica aspramente quello che Fratelli d’Italia considera un cappio attorno al collo di tante famiglie. Non è pensabile costringere gli italiani a dover ristrutturare i propri immobili per modificare la classe energetica, in un lasso di tempo davvero brevissimo e senza alcun concorso dell’Europa nei costi. La casa è uno dei pochi beni su cui gli italiani possono contare e la direttiva europea rappresenta un colpo pericoloso a questo patrimonio”.