Governo: la manovra ai raggi X

Quindici capitoli, settanta pagine, centotrentasei articoli: fisco, pensioni, energia. Il testo varato dal Consiglio dei ministri vede uno stop alle vecchie cartelle sotto i mille euro. Ma anche le esenzioni dei mini-pagamenti con il Pos, con sospensione delle sanzioni. Senza dimenticare la tassa forfait al 15 per cento degli autonomi che passa da 65 a 85mila euro. Cresce l’accisa sulle sigarette: 36 euro ogni mille.

Nel dettaglio, troviamo delle nuove esenzioni all’obbligo di permettere i piccoli pagamenti, sotto la soglia dei 30 euro, anche con bancomat e carte. In base alla bozza della manovra approvata in Cdm, il ministero delle Imprese e del Made in Italy indicherà entro giugno i “criteri di esclusione al fine di garantire la proporzionalità della sanzione e di assicurare l’economicità delle transazioni in rapporto ai costi delle stesse”. Intanto, “sono sospesi i procedimenti ed i termini per l’adozione delle sanzioni”.

Sul fronte delle cartelle esattoriali, parte dal 31 gennaio l’annullamento fino a mille euro per quelle relative al periodo 2010-2015. Uno stop che sarà istantaneo con l’entrata in vigore della legge di Bilancio. In più, sono diverse le modalità di regolarizzazione previste dalla manovra per la “tregua fiscale”. Abbiamo, a tal proposito:

la definizione agevolata sui controlli automatizzati delle dichiarazioni;

la regolarizzazione di irregolarità formali;

il ravvedimento speciale delle violazioni tributarie;

la definizione agevolata dei procedimenti di accertamento;

la definizione agevolata e conciliazione agevolata delle controversie tributarie;

la rinuncia ai giudizi in Cassazione;                         

le rate non pagate;

lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro;

la definizione dei ruoli affidati alla riscossione dal 2000 al giugno 2022.

Andando avanti, per il comparto della Sanità ci sono due miliardi in più nel 2023 e altrettanti nel 2024. Il prossimo anno, in concreto, 1,4 miliardi serviranno per fronteggiare i costi provocati dall’aumento dei prezzi delle fonti energetiche. A seguire, 650 milioni saranno destinati all’acquisto dei vaccini e dei farmaci anti-Covid. Tassati al 5 per cento i seggiolini per i bambini, i pannolini e il cibo per l’infanzia.

Durerà un anno il taglio di due punti del cuneo fiscale (tutto il 2023), che aumenterà al 3 per cento per chi ha uno stipendio, di tredici mensilità, che non vada oltre i 1538 euro, maggiorato, per il mese di dicembre, dalla tredicesima. Così la bozza: “Tenuto conto dell’eccezionalità della misura di cui al primo periodo, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

In vigore nel biennio 2023-2024 la revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni, comprese le minime. Ammonta a sei fasce la suddivisione specificata nella manovra. In concreto, ci sarà la rivalutazione al 100 per cento dei trattamenti pensionistici pari o inferiori a quattro volte il minimo, fino alla rivalutazione al 35 per cento dei trattamenti pensionistici superiori a dieci volte il trattamento minimo.

Non manca il passaggio sul contrasto all’inflazione. Gli assegni più bassi saranno aumentati su base mensile (1,5 punti percentuali per il 2023 e 2,7 punti per il 2024). Sarà istituto presso il ministero dell’Economia e delle Finanze un fondo – 500 milioni di euro per il 2023 – che servirà per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità per quei soggetti “con un Isee non superiore a 15mila euro, da fruire mediante l’utilizzo di un apposito sistema abilitante”. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, è in programma l’indicazione dei criteri di individuazione dei titolari del beneficio, tenendo conto di trattamenti pensionistici, età e altre forme di sussidi.

Taglio di 400 milioni di euro per l’incremento da 1,3 miliardi – introdotto a maggio – al fondo allestito con l’aumento dei costi delle materie, relativo all’affidamento delle opere pubbliche e destinato agli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per gli investimenti complementari. Proprio la bozza segnala come l’incremento al fondo (7,5 miliardi complessivi fino al 2026) scenda a 900 milioni. Invece, è invariato nelle quote per il 2022 (180 milioni), 2023 (240) e 2027 (235). Allo stesso tempo, cala da 245 a 125 milioni per il 2024, da 195 a 55 per il 2025 e da 205 a 65 per il 2026.

Non solo: stop all’adeguamento delle multe alla variazione Istat per il prossimo biennio. La misura è riportata nella bozza della manovra: “In considerazione dell’eccezionalità della situazione economica, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, per gli anni 2023 e 2024, è sospeso l’aggiornamento biennale delle sanzioni amministrative pecuniarie in misura pari all’intera variazione, accertata dall’Istat”.

Indicata la tassa forfait al 15 per cento degli autonomi, che sale da 65 a 85mila euro. Con un “però”: salterà nel corso dell’anno, in modo retroattivo, se il contribuente dovesse oltrepassare i 100mila euro di ricavi o compensi. In aggiunta, sale l’accisa sulle sigarette. Nel testo della manovra definito dal Cdm, cresce quella parte di accisa definita “importo fisso per unità di prodotto”: nel 2023 sarà di 36 euro per mille sigarette, poco più di 70 centesimi medi per un pacchetto di 20 sigarette, per il 2024 sarà 36,50 euro e, a partire dal 2025, sarà 37 euro per mille sigarette.

Ci sono poi meno tasse sulle mance ai camerieri. Difatti, l’importo, che indica il reddito imponibile sarà tassato ora con una imposta al 5 per cento che sostituisce l’Irpef e le addizionali locali sul reddito. Lo segnala uno degli articoli della manovra contenuto nella bozza definita dal Cdm. Il prelievo ridotto, trattenuto dal datore di lavoro, si applica per una quota non superiore al 25 per cento del reddito annuale e per un massimo di 50mila euro.

Sempre in bozza, il fondo per la sovranità alimentare da 25 milioni di euro per il 2023, con altrettanti per ciascuno dei tre anni successivi. La misura mira a “rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare nazionale, anche attraverso interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del cibo italiano di qualità, alla riduzione del costi di produzione per le imprese agricole, al sostegno delle filiere agricole, alla gestione delle crisi di mercato garantendo la sicurezza delle scorte e degli approvvigionamenti alimentari”.

C’è una spinta per gli investimenti per Milano-Cortina: stanziati 400 milioni di euro per realizzazione del Piano complessivo delle opere relative alle Olimpiadi invernali del 2026. Sono 120 milioni per il 2024, 140 milioni per il 2025 e 140 milioni per il 2026. Poi si parla di un incremento del 10 per cento dei fondi assegnati agli Enti locali finanziati con il Pnrr, circa le opere pubbliche avviate dal primo gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. Una misura che mira a “fronteggiare l’aumento del costo dei materiali”. In bozza non sono ancora presenti le cifre specifiche per l’incremento del Fondo per l’avvio delle opere indifferibili, utilizzato a copertura.

Circa le attività connesse con la presidenza italiana del G7, è autorizzata la spesa di 5 milioni per il 2023, 40 milioni per il 2024 e di un milione per il 2025: “Con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i ministri degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dell’Economia e delle finanze, è istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri la delegazione per la presidenza italiana del G7, per lo svolgimento delle attività” (che dovrà concludersi “non oltre il 31 dicembre 2025”).

Infine, altri due aspetti. Per “assicurare la più efficace esecuzione dei decreti di espulsione dello straniero”, il ministero dell’Interno è autorizzato a implementare la rete dei centri di permanenza per i rimpatri. “Le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero” – dice la bozza – sono incrementate di 5.397.360 euro per l’anno 2023, di 14.392.960 euro per il 2024, di 16.192.080 euro per il 2025. Circa le “ulteriori spese di gestione” i fondi sono incrementati di 260.544 euro per il 2023, di 1.730.352 euro per il 2024 e di 4.072.643 per il 2025.

Invece, sulle attività con le criptovalute, è applicata l’imposta sostitutiva del 14 per cento. Una novità in vigore dal primo gennaio 2023. Fino a questo momento, l’Agenzia delle entrate – per procedura, ha equiparato le valute virtuali a quelle estere, assoggettando le conversioni all’imposta del 26 per cento.