Meloni: “Una manovra coraggiosa e coerente”

“Sono profondamente colpita dalla notizia della scomparsa di Roberto Maroni. Un amico, un politico intelligente e capace, un uomo che ha servito le istituzioni con buonsenso e concretezza. Il Governo esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia e ai suoi cari in questo momento difficile”.

Così Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, nel corso della conferenza stampa organizzata per illustrare, nei dettagli, la manovra approvata nel Cdm. Una manovra figlia “di scelte politiche”, “coraggiosa”. Una manovra, insomma, che non si limita a un lavoro ragionieristico ma che fa “scelte politiche”. L’approccio avuto, prosegue Meloni, “è quello di un bilancio familiare. Quando ti occupi di bilancio familiare, se mancano risorse, non stai li a preoccuparti del consenso ma di cosa sia giusto fare per far crescere la famiglia nel migliore dei modi. Abbiamo scelto e concentrato le risorse. È una manovra coerente con gli impegni che abbiamo preso con il popolo italiano e che scommette sul futuro”.

Ancora Meloni: “Lo Stato interviene per calmierare le bollette per le famiglie, prima con un Isee massimo di 12mila euro e noi lo portiamo a 15mila euro. La platea per le famiglie si allarga, ma chiaramente la misura è per quelle più bisognose e vale 9 miliardi di euro”. Inoltre, viene ricordato della proroga dell’Iva fino a marzo sul gas. Una parte delle risorse è per la ridefinizione della norma degli extraprofitti, che supera alcuni elementi di contestazione. Recuperiamo circa 2,5 miliardi e alziamo l’aliquota dal 25 per cento al 35 per cento”.

Il presidente del Consiglio, poi, ricorda che la voce maggiore di spesa riguarda il tema del caro bollette: “Su una manovra di 35 miliardi, i provvedimenti per l’energia sono di circa 21 miliardi. Ovviamente, le due scelte fondamentali riguardano i crediti di imposta per le aziende, per cui è previsto un credito che si applica su parte dell’aumento che le imprese hanno fatto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quindi, noi confermiamo e aumentiamo i crediti dal 40 al 45 per cento per le aziende energivore e fino al 35 per cento per le non energivore”.

Giorgia Meloni segnala, tra le altre cose, che nella manovra ci sono tre tasse piatte, tra cui quella “sui redditi incrementali alle partite Iva che hanno una tassa piatta del 15 per cento sul maggiore utile conseguito rispetto al triennio precedente con soglia massima 40mila euro, il che dimostra che si tratta di una misura rivolta al ceto medio, che non favorisce i ricchi e riconosce i sacrifici di chi lavora”. Parallelamente, ricorda l’aumento della flat tax a 85mila euro e “l’introduzione della tassa piatta al 5 per cento sui premi di produttività fino a 3mila euro contro il 10 per cento previsto attualmente e fa il paio con estensione fringe benefit”. Altro aspetto è il taglio del cuneo: “Non solo confermiamo quello del 2 per cento dei redditi fino a 35mila euro interamente lato lavoratore, ma aggiungiamo un ulteriore punto per i redditi fino a 20mila euro”. Ciò indica, in soldoni, che l’altra priorità del Governo è per implementare lo stipendio a “coloro che hanno redditi più bassi”.

Giorgia Meloni volge a seguire lo sguardo sul congedo parentale: “Ho sempre pensato che molte madri non se lo potessero permettere con il 30 per cento della retribuzione. Noi abbiamo aggiunto un mese di congedo facoltativo retribuito all’80 per cento e utilizzabile fino al sesto anno di vita. Una sorta di salvadanaio del tempo, senza ritrovarsi in condizione economiche difficili”. Di pari passo, è annunciato il rinvio di un anno della plastic tax e della sugar tax. Invece, c’è l’introduzione dei buoni “per lavori in agricoltura e nel settore della cura della persona, in particolare per lavori domestici fino a 10mila euro. È una misura per regolarizzare il lavoro stagionale e occasionale che si deve accompagnare a controlli molto rigidi per evitare storture”. Non solo: “I provvedimenti per la famiglia e la natalità valgono un miliardo e mezzo di euro, una scelta che non ha molti precedenti. L’assegno unico viene aumentato del 50 per cento a tutti per il primo anno di vita del bambino, del 50 per cento per tre anni per le famiglie numerose. L’Iva su tutti i prodotti della prima infanzia sarà al 5 per cento e, anche per quello che riguarda i dispositivi igienici femminili non compostabili, vengono confermate le misure per acquisto della prima casa sulle giovani coppie”.

Nell’ambito delle misure relative allassegno unico, evidenzia Meloni, “abbiamo reso strutturale la maggiorazione per i figli disabili”. Una misura, questa, “che può sembrare scontata” ma che non era così, perché era transitoria. È fondamentale, per il presidente del Consiglio, mettere in campo aiuti per “i bimbi disabili”. In aggiunta, ci sarà una rivalutazione delle pensioni con le minime al 120 per cento ma con un meccanismo di aumento fino a 2mila euro. Poi “mano a mano l’aumento diminuisce fino alle pensioni oltre 10 volte la minima, cioè sopra i 5mila per le quali l’indicizzazione la finiamo al 35 per cento”. La manovra in materia pensionistica, così, volge lo sguardo “sullo scalone pensionistico che sarebbe scattato dal primo gennaio. Senza un intervento, dal primo gennaio sarebbe scattata la pensione a 67 anni”. Pertanto, si potrà andare in pensione “a 62 anni con 41 di contributi, ma con dei paletti di buon senso. Chi decide di entrare in questa finestra, fino a maturazione dei requisiti, non potrà prendere una pensione superiore a cinque volte la minima. Quindi tra i 62 e i 67 anni, fino a maturazione dei requisiti”.

Sul Reddito di cittadinanza, specifica Meloni, “siamo fedeli ai nostri principi. Si continua a tutelare chi non può lavorare, aggiungiamo anche le donne in gravidanza, ma per chi può lavorare si abolirà alla fine del prossimo anno e non potrà essere percepito per più di 8 mesi e decade alla prima offerta di lavoro. Vedo forze politiche che chiamano la piazza. Va bene tutto – commenta – però vorrei sapere se, chi lo ha pensato, lo ha immaginato come uno strumento dello Stato per occuparsi delle persone dai 18 ai 60 anni. C’è gente che lo prende da tre anni: evidentemente non ha funzionato oppure per alcuni italiani deve procedere all’infinito”.

Sul perché non sia stata introdotta la cancellazione dell’Iva, su beni primari come pane e latte, Giorgia Meloni rimarca: “Non abbiamo fatto quella scelta, perché non potendo distinguere il reddito di chi acquista quei beni, la misura sarebbe andata anche a chi non ne aveva bisogno. Abbiamo pensato di selezionare alcuni alimenti e usare 500 milioni per abbassare il prezzo su quei beni, usando la rete dei Comuni. Abbiamo in mente di fare un appello ai produttori e ai distributori per aiutarci. Quindi faremo sapere chi ha aderito alla nostra iniziativa e dove si possono spendere quelle risorse”.

Nel suo discorso, Giorgia Meloni puntualizza: “Lo spirito da cui muoviamo è un rapporto diverso tra Stato e contribuente: lo Stato non è più aggressivo e punitivo, ma giusto e comprensivo verso chi è in difficoltà”. Concetto, questo, espresso parlando della tregua fiscale inserita in manovra. E insiste: "Non esiste alcun condono ma solo operazioni vantaggiose per Stato”. Sono annullate, elenca Meloni, “le cartelle inferiori a 1000 euro e antecedenti al 2015. Per tutti gli altri, si paga il dovuto con una maggiorazione unica del 3 per cento e la rateizzazione”.

Nella manovra finanziaria, quindi, ci sarà “una norma di contrasto alla concorrenza sleale a esercizi apri e chiudi, cioè quelli che aprono, non versano un euro alle casse dello Stato, chiudono prima dei controlli, spariscono e ricominciano da capo. Ora – sostiene – quando l’Agenzia delle entrate ha avvisaglie, convoca e se non ha le rassicurazioni necessarie, può cancellare l’Iva o chiede una fideiussione sul pagamento delle tasse. È una misura di buon senso, perché i commercianti devono essere difesi”.

“Abbiamo preso impegni in campagna elettorale sul taglio del cuneo fiscale – ricorda – il reddito di cittadinanza, la norma più assumi e meno paghi, le pensioni minime. Stiamo iniziando un lavoro e per me sono impegni che vanno concepiti nell’orizzonte della legislatura. Sono contenta che nella prima manovra si sia aperto un varco su tutte le misure che caratterizzano le scelte politiche di questo Governo, ne vado molto fiera”.