Pd, nel Lazio si punta su D’Amato

Io dem nel Lazio “incoronano” Alessio D’Amato. In Lombardia il “muro” contro Letizia Moratti sembra invalicabile. La discesa in campo dell’assessore alla Sanità del Lazio della Giunta Zingaretti viene ritenuta alla stregua di uno “scampato pericolo”. “È il candidato del Pd”, dicono fonti vicine a Enrico Letta. “Ora la palla passa ai territori, sempre centrali in questa fase”. Sarà la direzione regionale del Pd Lazio di martedì a decidere se procedere con le primarie o, quanto sembra più probabile, convergere unitariamente su D’Amato. Il suo nome piace anche al Terzo polo, che lo ha portato avanti ancor prima che il Pd trovasse un accordo al suo interno.

Al Teatro Brancaccio di Roma, dove D’Amato ha sciolto la riserva, l’unità del Pd attorno al suo nome è risultata “naturale”. Bruno Astorre, segretario regionale del Lazio, ha lo ha definito il “candidato del Pd con una espressa pronuncia anche da Carlo Calenda. In platea ecco anche il senatore Marco Meloni, braccio destro del segretario Enrico Letta. E c’è persino Calenda. Il leader di Azione, al momento, si limita a dire che “l’importante è che abbia il candidato chiaro che bisogna aiutare Roberto Gualtieri a fare il termovalorizzatore. Se i partiti si alleano e la pensa in modo contrario è un problema per loro, innanzitutto”. Parole a cui risponde il leader dei VerdiAngelo Bonelli: “La linea politica sulla Regione Lazio non la dà Calenda, e poi ricordo che il gruppo di Azione nel Consiglio regionale del Lazio ha votato a favore del piano rifiuti che non prevede inceneritori. Calenda smetta di litigare con sé stesso: non è candidato alla Regione Lazio”.

D’altro canto, la partita lombarda rimane complessa. C’è chi come l’ex senatore Luigi Zanda ritiene la candidatura di Letizia Moratti “un’opportunità”. Ma c’è chi osteggia apertamente l’ipotesi dell’ex sindaca di Milano di centrodestra. Un nome su tutti è quello di Rosy Bindi. Ospite di Tagadà di Tiziana Panella, su La7, l’ex presidente del Pd dichiara lapidaria: “Se in Lombardia il Pd appoggia Letizia Moratti, prendo la tessera per strapparla. Anche in diretta. La riforma sanitaria lombarda della Moratti è esattamente l’opposto di quella che ha fatto Tina Anselmi nel 1978 e che io sommessamente, da ministro della Sanità, avevo provato a riattivare. Non è possibile sostenere Letizia Moratti”.

Mentre i dem sono impegnati sul fronte delle candidature alle Regionali, si “scoprono” a sinistra. Arturo Scotto, coordinatore nazionale di Articolo Uno, il mini-partito di Roberto Speranza. “Rispetto molto il dibattito interno al Pd sull’eventuale scelta di anticipare le primarie ed eleggere il nuovo segretario. Mi domando tuttavia – sottolinea Scotto – come questo approccio si possa conciliare con un processo costituente capace di coinvolgere forze esterne e di affrontare la sfida lanciata da Letta sulla natura e sull’identità del nuovo soggetto. Se il Pd vuole fare il suo congresso ordinario non serve neanche aspettare il 2023. Se così non è invece si favorisca quella discussione larga e inclusiva di cui ha bisogno la sinistra per rigenerare un rapporto con la società”.

Frattanto, la neodeputata Elly Schlein annuncia una partecipazione diretta al congresso del partito. Secondo i bene informati, è solo l’anteprima della candidatura ufficiale alla segreteria. Sul sostegno all’ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna, oltre alla sinistra interna, sta riflettendo anche Areadem, la corrente di Dario Franceschini. “A me – afferma Schlein – interessa aderire a questo percorso costituente del Pd, per portare un contributo di proposte e visioni. Non da sola, ma con chi, dentro e fuori dal Pd, ha condiviso queste riflessioni. Non ho mai creduto che le traiettorie individuali potessero cambiare le cose, servono processi collettivi”.

Aggiornato il 12 novembre 2022 alle ore 10:36