Quella di Zingaretti homo novus, quindi prossimo sindaco della Capitale, è solo una trovata pubblicitaria. Del resto i riflettori mediatici della lotta politica sono tutti puntati su Regione Lazio e Comune di Roma, così il presidente della Provincia non vede mai passare la propria amministrazione sotto la lente d’ingrandimento di giornali e tivù. Eravamo stati facili profeti nel raccontare le crapulonerie in cui è inciampata la gestione dell’enoteca provinciale, trasformata alla bisogna in luogo a mezzo tra convivio politico e mensa per amici (mai luogo più appropriato, s’affaccia giustappunto sui fori imperiali, e sulle locande della Suburra).
Per il consigliere provinciale Federico Iadicicco (Pdl) «fa fede il documento con cui abbiamo focalizzato il vero volto della giunta Zingaretti, che è bene ricordare governa la Provincia di Roma dal 2008 nella certezza che nessuno mai punterà i riflettori su sprechi ed inadempienze provinciali».
Così se la giunta Zingaretti si dimostra celere nell’affidare ad un privato l’Enoteca provinciale, di contro l’edilizia scolastica (insieme alla manutenzione stradale ordinaria è competenza della Provincia) si dimostra non a norma nel 90% degli istituti superiori romani.
E mentre l’Enoteca provinciale si è pian piano trasformata in lussuoso ristorante parapolitico, di contro il 98% degli istituti scolastici romani continua a non possedere il “certificato di conformità dell’impianto di protezione antincendio”, il 97% è privo di certificato di abitabilità/agibilità, il 92% non ha certificato di collaudo statico, il 93% non possiede il certificato di conformità dell’impianto elettrico, il 67% non rispetta la normativa antisismica, ed il 98% non possiede il certificato di conformità dell’impianto idrotermosanitario. Ma all’Enoteca è stato permesso in meno d’un giorno di trasformarsi in ristorante, e con tanto di permesso per la preparazione di piatti caldi: la canna fumaria, vecchia di 300 anni, pare sia stata trovata da un tecnico provinciale, giustificando così l’abilitazione alla cucina.
Nemmeno il pagamento di stipendi ai camerieri e derrate ai fornitori determina la chiusura dell’Enoteca provinciale, ma basta una fase di transizione perché la gestione Zingaretti sospenda per 6 mesi il “servizio di trasporto a chiamata” per i disabili. A punto che nel 2010 l’autorità giudiziaria dispose il sequestro di oltre 30 pulmini adibiti al “trasporto disabili della Provincia”: ma il presidente è fortunato, e nessun organo di stampa ha infierito su queste leggerezze.
Anche l’adagio che vuole Nicola Zingaretti come l’amministratore più parsimonioso d’Italia è stato sfatato, e con la vicenda dello stanziamento di 8 milioni di euro per la realizzazione del “progetto WiFi”: un risultato comunicazionale c’è comunque stato, Zingaretti è entrato nel Guinness dei primati per aver finanziato il WiFi più costoso al mondo. «I soldi escono, e tanti, ma si perdono come gocce d’acqua nel deserto», confessa uno sconfortato funzionario provinciale: infatti la giunta Zingaretti ricorre in maniera sistematica lo strumento della “somma urgenza” (come emerge anche dal dossier del Pdl) per approvare interventi dei Lavori pubblici senza gara d’appalto, e ad oggi sono finiti nel nulla più di 30 milioni di euro.
Solo 260.000 euro sono evaporati per il monitoraggio degli hot spot WiFi, e ben 259.000 euro per le degustazioni dei prodotti tipici presso l’Enoteca Provinciale (la stessa enoteca che non paga dipendenti e fornitori).
Qualcuno si starà pure domandando come possa una Provincia, a fronte dei mancati pagamenti della propria enoteca, permettersi di pagare 263 milioni di euro per l’acquisto della nuova sede: spesa immobiliare che stride con lo sforzo che governo ed Enti locali stanno operando per contenere i costi della pubblica amministrazione. 263 milioni di euro rappresentano più della metà dell’intera manovra di bilancio approvata in Consiglio provinciale (539 milioni di euro). Ma allora dov’è l’efficiente e sobrio Zingaretti che ci farà dimenticare Alemanno al Comune di Roma? Ma per l’elettorato medio di Roma e provincia risulterebbe oltremodo arduo valutare nel dettaglio gli enormi sprechi tecnologici. Quindi è più facile recarsi alla spicciolata ad osservare l’enoteca provinciale, quella che dovrebbe valorizzare i prodotti tipici del territorio romano: dopo essere stata amministrata per anni dall’Arsiai, nel 2010 l’ente provinciale ha deciso d’avviare un bando di gara per affidare a privati la nuova gestione dell’enoteca. Il 30 dicembre 2010 viene pubblicato il bando di gara sul sito della Provincia: la società “provinciattiva” valuta la scelta del gestore dell’enoteca. Contestualmente decolla anche il bando per i lavori di manutenzione dell’enoteca, e per un importo di 150.000 euro. Il 18 febbraio 2011 la “Archetype Produzioni Sas” s’aggiudica l’affidamento della gestione: era l’unica società partecipante. Mentre la “Fdm Costruzioni Srl” vince l’esecuzione dei lavori di manutenzione.
Il 26 maggio 2011 c’è «la stipula del contratto fra Provincia di Roma (concedente), Provinciattiva (committente) e Archetype (concessionario) - come recita il dossier del Pdl - che prevede fra l’altro la corresponsione da parte dell’amministrazione provinciale di 150.000 euro (Iva esclusa) annuali ad Archetype per la durata di 3 anni al fine di garantire 22 eventi annuali a marchio enoteca provincia di romana. Allo stesso tempo il concessionario versa un canone concessorio mensile pari a 2.000 euro». Ad oggi l’Archetype non avrebbe ancora pagato l’affitto. Poi, dopo l’aggiudicazione dei suddetti bandi di gara, è avvenuto il ritrovamento di una preesistente canna fumaria, che permette così agli attuali gestori la preparazione di piatti caldi, snaturando di conseguenza i servizi previsti nel bando di gara. E nessuno fornisce pezze giustificative circa i 72.000 euro per i 3 anni di contratto, e per gestire un locale con vista fori imperiali e colonna traianea. Mentre sono certi i 150.000 euro annui (450.000 euro per i 3 anni di contratto) percepiti dal gestore per realizzare 22 eventi annui. Il risultato della giunta Zingaretti è di fatto un ristorante di lusso, in pieno centro, ed alla faccia dell’elettore medio.
Aggiornato il 04 aprile 2017 alle ore 16:20
