Esercitazioni congiunte: Usa e Israele preparano l’attacco
Foto: Benjamin Netanyahu e Pete Hegseth (Imagoeconomica)

Washington e Tel Aviv hanno promesso un attacco all’Iran. Dopo le elezioni in Israele – previste per la prossima settimana – e le midterm americane, s’intende. Gli eserciti dei due Paesi hanno iniziato a elaborare “piani specifici” – così vengono definiti dal New York Times – per riprendere i raid sul Golfo persico. Secondo alcuni militari statunitensi, le forze armate americane e israeliane hanno messo nel mirino infrastrutture energetiche iraniane, impianti nucleari e arsenali di missili e droni. Il Nyt ha specificato, però, che manca ancora il via libera del presidente Donald Trump. Senza la sua autorizzazione, il piano congiunto non potrà andare avanti.

Il Pentagono sta preparando un’operazione breve ma intensa. Gli eserciti dei Paesi alleati “hanno intensificato le esercitazioni, facendo volare aerei sopra l’Iraq per simulare manovre d’attacco”, ha detto il New York Times. Si inserisce nell’ottica dei “nuovi attacchi” l’incontro tra Pete Hegseth e Benjamin Netanyahu di lunedì scorso. Il segretario alla Difesa americano e il premier israeliano puntano alla piena operatività delle forze militari entro novembre. Il quotidiano a stelle e strisce parla di un “enorme arsenale” radunato in queste settimane dagli Usa in Medio Oriente. Nel frattempo, gli strateghi americani non disdegnano la via della deterrenza. I negoziatori Usa stanno usando le manovre preparative e le “minacce” come leva per portare Teheran al tavolo dei negoziati. L’obiettivo principe dell’amministrazione Trump è di far cedere l’Iran rispetto alle richieste statunitensi riguardanti la questione nucleare.

Riusciranno Stati Uniti e Israele a condurre una “campagna militare breve ma intensiva”? È questa la domanda che si pone l’opinione pubblica, visto che anche l’attacco americano dello scorso 28 febbraio partiva dagli stessi presupposti. c’è chi è convinto, tra le fila del Pentagono, che stavolta un attacco-lampo potrebbe infliggere danni economici sufficienti a modificare la posizione iraniana. Ma il precedente di inizio anno non può essere sottovalutato dagli analisti. L’Iran, poi, potrebbe anche decidere di contrattaccare. Dopotutto, l’assenza di raid americani nel Golfo ha sicuramente dato un po’ di respiro all’esercito di Teheran. La Repubblica islamica, secondo il Nyt, potrebbe rispondere a nuovi raid sul proprio territorio “ampliando gli obiettivi al di là di navi commerciali e infrastrutture energetiche della regione” e mettendo nel mirino anche “centri di elaborazione dati e i cavi sottomarini per Internet”. La sensazione, come ha detto Trump ai giornalisti, è che qualcosa accadrà molto presto.

Aggiornato il 22 ottobre 2026 alle ore 14:00