Proteste in Francia, feriti 65 dipendenti scolastici
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In Francia le autorità stanno facendo la conta dei danni. E dei feriti. Dopo le proteste degli studenti che ieri hanno messo a ferro e fuoco il Paese, il Ministero dell’Istruzione ha riferito che “tra i 65 dipendenti dell’Istruzione pubblica rimasti feriti, ci sono 40 presidi”. Il ministro Edouard Geffray, interpellato stamattina da Bfmtv, ha riferito che oggi riceverà le associazioni studentesche. Nella speranza di placare i loro spiriti. La città che ha avuto la peggio è stata Marsiglia, dove al Lycée Victor Hugo il preside e i suoi collaboratori sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. Sempre nella stessa città i manifestanti hanno incendiato un mezzo dei vigili del fuoco. Hanno fatto il giro del web, inoltre, le immagini delle fiamme nel liceo Mandela a Nantes.

Quasi 2.000 persone sono state fermate dopo le proteste studentesche che hanno lacerato la Francia. A sette mesi dalle elezioni presidenziali del 2027, il popolo francese sta vivendo un momento di massima tensione. Da un lato i lavoratori che minacciano di far tornare i gilet gialli, dall’altro gli studenti che hanno devastato e vandalizzato ai quattro angoli del Paese. L’esecutivo, intanto, ha messo sottochiave i ministri, annullando tutti i viaggi e spostamenti previsti per i membri del governo. Geffray ha chiesto – denunciando devastazioni e occupazioni “di estrema gravità” – che le lezioni si svolgano a distanza per andare avanti con i programmi in totale sicurezza. Il premier Sébastien Lecornu ha aggiunto che, al momento, è in atto una “valutazione condivisa dai servizi di intelligence sull’origine del movimento”. Si tratterebbe, appunto, di una “manovra orchestrata dalla France Insoumise e dai suoi referenti dell’estrema sinistra”. Accusa seccamente respinta al mittente dagli Insoumise.

Il primo ottobre del governo francese sarebbe dovuto essere all’insegna della presentazione in Consiglio dei ministri del progetto di manovra finanziaria per il prossimo anno. Le questioni economiche e di budget sono state completamente eclissate dal cosiddetto “atto due” delle proteste studentesche. Gli studenti in protesta chiedevano più mezzi umani e finanziari per l’istruzione pubblica, la soppressione della contestata riforma Parcoursup, la sostituzione degli insegnanti in caso di assenza, ma anche la ristrutturazione degli edifici scolastici considerati vetusti. Le manifestazioni sono iniziate una settimana fa da alcune scuole della banlieue parigina, con il dichiarato appoggio di Lfi. Da quel momento, la mobilitazione non ha smesso di crescere: anche i campus universitari hanno aderito alle mobilitazioni. Nella giornata di ieri, France Presse ha identificato “900 azioni” di protesta, nelle quali sono rimasti feriti almeno 300 agenti di polizia.

Aggiornato il 02 ottobre 2026 alle ore 14:49