Trump sull’Iran: “Concluderemo presto il lavoro”

Il tycoon conferma che andrà al G7 di giugno

Una conversazione “prolungata e drammatica” è avvenuta fra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. A riferirlo è Channel 12, mentre continua a crescere la tensione internazionale attorno al confronto con l’Iran. Nel corso di un evento alla Casa Bianca per il congressional picnic, il tycoon ha nuovamente alzato i toni contro Teheran. “Faremo un piccolo viaggio in un posto chiamato Iran. Dobbiamo impedire loro di pensare al nucleare e non permetteremo loro di avere un’arma nucleare”. Il presidente americano ha poi aggiunto: “Abbiamo fatto un lavoro eccezionale e penso che lo concluderemo molto rapidamente e non avranno un’arma nucleare: spero che lo faremo in modo molto piacevole”. Nonostante le forti tensioni diplomatiche con diversi alleati occidentali, Trump dovrebbe partecipare al prossimo vertice del G7 previsto in Francia nel mese di giugno. Secondo quanto riportato da Axios, il summit sarà incentrato su Intelligenza artificiale, commercio internazionale e contrasto alla criminalità. La presenza del presidente statunitense era stata messa in dubbio nelle ultime settimane a causa della crescente irritazione dell’amministrazione americana nei confronti di alcuni Paesi del G7 – tra cui Regno Unito, Francia, Germania e Italia – accusati da Washington di non essersi allineati pienamente alla linea statunitense sul conflitto con Teheran.

La Russia si è inserita tra i due litiganti. Mosca si è detta pronta a facilitare eventuali negoziati tra Iran e Stati Uniti, pur precisando di non voler imporre alcuna mediazione. In un’intervista rilasciata alla Tass, il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov ha dichiarato che la Russia è pronta a offrire “tutta l’assistenza possibile” se richiesta dalle parti coinvolte. Ryabkov ha ribadito che Mosca continua a sostenere una soluzione esclusivamente politica e diplomatica della crisi, accogliendo positivamente i tentativi di Washington e Teheran di riaprire un canale negoziale. Il diplomatico russo ha inoltre evidenziato “il ruolo attivo della parte pakistana nella stabilizzazione della situazione e nella creazione delle condizioni per un progresso verso una pace duratura”.

Il Senato degli Stati Uniti, nel frattempo, ha approvato una risoluzione sui poteri di guerra che punta a limitare l’azione militare dell’amministrazione Trump contro l’Iran senza una specifica autorizzazione del Congresso. Secondo quanto riportato da Reuters, la misura procedurale è passata con 50 voti favorevoli e 47 contrari, grazie anche al sostegno di quattro senatori repubblicani che hanno votato insieme ai democratici. Pur avendo un valore soprattutto simbolico – essendo arrivata oltre il limite temporale previsto dalla normativa sui poteri di guerra – la risoluzione rappresenta comunque una presa di posizione politica contro la gestione del conflitto da parte della Casa Bianca. Teheran, infine, continua a rafforzare il proprio controllo sullo stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale. Secondo Reuters, l’Iran avrebbe consolidato un sistema di controllo multilivello basato su posti di blocco militari, verifiche sulle imbarcazioni e accordi diplomatici per il transito. Un ruolo centrale sarebbe svolto dai Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, che garantirebbero corsie preferenziali alle navi collegate a Paesi alleati come Cina e Russia. Per altre imbarcazioni, invece, potrebbero essere richiesti accordi governativi specifici o pagamenti per la sicurezza del passaggio, con cifre che – secondo le fonti citate da Reuters – supererebbero i 150mila dollari.

Aggiornato il 20 maggio 2026 alle ore 17:11