Continua il viaggio di Volodymyr Zelensky. Dopo essere stato a Berlino e a Oslo, il presidente ucraino incontrerà oggi a Roma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ieri, Zelensky ha stretto un importante patto di forniture difensive con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La visita avviene in un momento delicato del conflitto e si inserisce nel quadro del sostegno politico e diplomatico che l’Italia continua a garantire a Kiev. Proprio alla vigilia dell’incontro, la premier ha ribadito la posizione del governo italiano intervenendo a margine del Vinitaly. L’Italia “si è schierata senza se e senza ma, in questi anni, con la nazione aggredita. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per dare una mano a un popolo che si sta difendendo e che, con se stesso, difende anche noi. Ed è quello che continueremo a fare, chiaramente, mentre lavoriamo per cercare di costruire un percorso di pace che però deve essere sostenibile, sul quale l’Italia non è stata a guardare”. Meloni ha poi sottolineato il ruolo svolto da Roma nel dibattito internazionale sulle possibili soluzioni diplomatiche al conflitto. “Quello che oggi esiste di concreto nelle proposte di piano di pace – penso alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina immaginate sul modello dell’articolo 5 del trattato dell’Alleanza atlantica – era una proposta italiana che all’inizio fu guardata da tutti con sospetto e che poi è diventata la proposta che c’è nelle carte di un piano di pace”. Meloni ha quindi rivendicato la linea di lavoro seguita dall’Esecutivo: “Quindi continuiamo a fare il nostro lavoro con serietà, continuiamo a fare il nostro lavoro anche cercando di offrire soluzioni possibili ai nostri alleati, ai nostri interlocutori, e mi pare che questo sia un elemento che viene riconosciuto da tutti”.
Nel frattempo il commissario europeo per l’Economia spera di sbloccare il prestito per Kiev. L’alternanza di premier in Ungheria potrebbe cambiare l’inerzia delle votazioni comunitarie. Valdis Dombrovskis ha espresso fiducia sulla possibilità di sbloccare il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina. “Il primo ministro ungherese Viktor Orbán stava bloccando il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro all’Ucraina ma ora, con i risultati elettorali, il probabile nuovo primo ministro Péter Magyar ha confermato di essere disposto a rispettare l’accordo raggiunto lo scorso dicembre. Si spera quindi di poter sbloccare la situazione e permettere all’Ucraina di iniziare a ricevere i finanziamenti”, ha dichiarato Dombrovskis durante una tavola rotonda al Fondo monetario internazionale. Il commissario ha inoltre ricordato il ruolo del Fmi nel sostenere la stabilità economica del Paese. “Accogliamo con favore anche il fatto che il Fondo monetario abbia annunciato un nuovo programma per l’Ucraina e abbia già avviato la prima erogazione. Sia il programma del Fmi sia i programmi di sostegno europei, inclusa l’assistenza macrofinanziaria e lo Ukraine facility, sono legati a condizioni di riforma. Stiamo quindi lavorando a stretto contatto con il Fmi per allineare gli approcci e sostenere il processo di riforma. Nel complesso, le autorità ucraine hanno mostrato negli anni una forte volontà di riforma, nonostante le difficili condizioni. Abbiamo chiarito che il futuro dell’Ucraina è nell’Unione europea, ma ciò richiede ancora molti progressi per allinearsi agli standard europei in diversi ambiti di policy. È quindi fondamentale che il Paese mantenga il ritmo delle riforme senza rallentamenti”.
Aggiornato il 15 aprile 2026 alle ore 14:47
